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Grottaferrata - Alloggi popolari, Di Bernardo scrive al Commissario: "A decidere sia la futura amministrazione" - Castelli Notizie
Politica

Grottaferrata – Alloggi popolari, Di Bernardo scrive al Commissario: “A decidere sia la futura amministrazione”

di bernardo grottaferrata

Il candidato sindaco del centrosinistra, Mirko Di Bernardo, è intervenuto sul delicato tema degli alloggi popolari di Grottaferrata di cui si erano soffermati sia il gruppo di  Grottaferrata Sostenibile  che l’ex assessore Mauro Tomboletti.

“Gentile Commissario con l’approvazione della delibera n°48 del 01/O4/2022 (con la quale viene proposto il giudizio per l’accertamento tecnico preventivo ex art. 696 c.p.c, innanzi al Tribunale Ordinario di Velletri, onde ottenere un elaborato peritale tra il Comune di Grottaferrata e la Soc. JDL) si è dato l’avvio per una eventuale monetizzazione dei quattro appartamenti destinati dalla convenzione esistente ad housing sociale di Via Rossano Calabro.
In qualità di candidato Sindaco di una larga coalizione di centrosinistra, mi sento di rappresentare i
sentimenti e un forte turbamento di tutto lo schieramento politico e civico e con esso di una gran parte della cittadinanza di Grottaferrata, rispetto alla scelta di voler alienare un bene pubblico, che ha contribuito a determinare la fibrillazione della maggioranza e le conseguenti dimissioni dei consiglieri e la caduta del Sindaco.

I nostri cittadini, hanno già pagato abbondantemente il prezzo di una scelta sciagurata di trasformare un terreno fondamentale per la realizzazione di servizi utili alla collettività, con un complesso residenziale utile solo alla generazione del profitto, aggravando ancora di più la moltitudine di problemi esistenti in un comparto notevolmente compromesso e privo di qualsivoglia servizio utile ad avere una migliore qualità della vita.
Il fatto di dover acquisire al patrimonio pubblico i quattro appartamenti funzionali ad attuare quei progetti che avrebbero permesso di iniziare ad occuparci delle fragilità umane, forse avrebbe mitigato quel senso di distacco che drammaticamente si va sempre più acuendo tra i cittadini e la politica, guardando ad esse non con occhi compassionevoli, ma con la consapevolezza che il diverso è parte integrante della nostra collettività.
La storia dell’handicap è purtroppo una lunga storia di esclusione, di segregazione e di diritti negati. In questa nostra società la storia del disabile è inevitabilmente caratterizzata dalla persistenza di aiuti e dalla necessità di dipendere dagli altri. L’impegno a investire in coraggio e fiducia non riguarda solo il soggetto disabile, ma coinvolge tutti: dalle figure genitoriali più da vicino coinvolte, ai parenti, amici, specialisti, professionisti che incontrano la sua storia, gli operatori sociali, associazioni di volontariato, ma anche l’Amministrazione Comunale che ha il compito di creare una giusta atmosfera culturale, capace di coinvolgere le persone ed individuare le migliori condizioni da offrire a questi suoi cittadini.

Si è potuto dimostrare che i soggetti diversamente abili se adeguatamente supportati con interventi professionalmente, socialmente e organizzativamente qualificati raggiungono buone capacità di maturazione, buoni livelli d’inserimento attivo nel mondo scolastico, in quello sociale (culturale, sportivo, ricreativo, ecc.), lavorativo, civico. Una strada verso la realizzazione di questo sogno risiede negli ausili, nel poter mettere a disposizione di ogni persona l’opportunità di esprimersi e realizzarsi al di là del proprio limite. Come Le è noto, la legge 104 sul dopo di noi, permette alle pubbliche amministrazioni di dotarsi di strumenti funzionali a dare risposte a questi bisogni. Occorre riuscire a eliminare o almeno arginare quel deficit che impedisce a queste persone di rapportarsi con la società e quindi restituirgli quella vita che gli era stata distorta dal destino.

Le famiglie da sempre sono impegnate in prima linea e rivendicano interventi specialistici e sostegno, ma troppo spesso sono abbandonate a se stesse per mancanza di risorse e di strutture adeguate, se non addirittura di assenza di ascolto: dobbiamo invertire questa tendenza. È necessario uno spostamento di attenzione da quelli che sono i problemi delle persone fragili, a quelli che sono i loro bisogni “di normalità”. È solo questione di umanità riconoscere a ogni individuo la possibilità di esistere, di evolversi e di contribuire al processo di crescita collettiva nonostante le avversità della vita.

Per tutte queste ragioni la invitiamo a soprassedere ad ogni decisione in merito agli appartamenti suddetti, non fosse altro per l’assenza di ogni costrizione giuridico-amministrativo che richieda l’urgenza di destinazione, lasciando alla imminente futura amministrazione la decisione politica spettante. In subordine siamo a chiederle di conoscere la valutazione economica dei 4 appartamenti e l’eventuale destinazione dei ricavi. Oggi abbiamo un’occasione per rispondere concretamente a queste persone, per cortesia, non sprechiamola.

Cordiali saluti
Mirko Di Bernardo

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