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In che modo si conservano documenti storici preziosi e delicati? - Castelli Notizie
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In che modo si conservano documenti storici preziosi e delicati?

mappe storiche

Hai mai pensato alla mole di beni cartacei storici presenti nel nostro Paese? Basta fare un giro in una qualsiasi biblioteca storica per rendersi conto della grande quantità di libri, manoscritti e documenti artistici di alto valore che necessitano di protezione. Al giorno d’oggi i beni storici sono protetti non solo dalla legge ma anche da precise pratiche di tutela imposte direttamente a livello ministeriale. 

Gli scanner per i beni culturali 

Con l’evoluzione delle nuove tecnologie di catalogazione e conservazione oggi i beni culturali possono essere agevolmente riprodotti in formato digitale, consentendone la fruizione mentre gli originali restano al sicuro e ben conservati. I dispositivi preposti a questa attività sono noti come scanner, il cui funzionamento è molto simile a quello che tutti conosciamo. 

La loro particolarità, tuttavia, risiede nel fatto per cui sono progettati per non danneggiare il bene storico durante la scannerizzazione. Se scopri i nuovi modelli bookeye, puoi leggere proprio come siano progettati questi scanner per l’acquisizione digitale dei documenti, storici e non, in modo efficiente, sicuro e duraturo. 

Conservazione dei documenti storici 

La conservazione dei documenti storici, quindi, passa attraverso tre fasi differenti e contigue. Per prima cosa è necessario scannerizzarli in modo sicuro, ovvero mettendo in atto tutte le accortezze per non danneggiare formati rilegati e materiali sottili di tutte le tipologie. 

La scannerizzazione riprodurrà in modo fedele e ad elevata risoluzione il documento storico su un formato digitale sempre reperibile e consentirà alle persone la consultazione libera infinite volte. Infine i documenti verranno archiviati e catalogati con ordine, mentre quelli originali verranno destinati ad una conservazione esclusiva. 

Luce, umidità e altri fattori rischiosi 

In particolare le biblioteche, i musei e gli archivi storici dovranno mettere in atto tutte le possibili accortezze per far si che i materiali possano durare a lungo nel tempo e siano protetti da qualsiasi agente esterno. Ci riferiamo a luce, umidità, calore e polvere, ovvero gli elementi che più tra tutti possono effettivamente danneggiare anche un libro della nostra libreria in casa. 

La luce solare e quella artificiale sono responsabili dello scolorimento dei caratteri, fenomeno che possiamo sperimentare personalmente esponendo un normalissimo scontrino. L’umidità, invece, è la peggior nemica della carta e di tutti i documenti perché ne macera e ne distrugge la forma mentre la secchezza e la polvere provocano crepe irreversibili. 

Di conseguenza musei e archivi sono tenuti a controllare la qualità dell’aria degli ambienti dove sono conservati i documenti attraverso appositi macchinari di regolazione dell’umidità. Ovviamente gli archivi preziosi sono sempre tenuti sotto chiave e sono accessibili solamente agli addetti ai lavori, mentre i file scannerizzati permettono un accesso libero a chiunque voglia consultarli. 

È questo il grande vantaggio delle scannerizzazioni dei documenti storici, ovvero quello di permettere una miglior conservazione dei beni storici senza privare le persone della loro conservazione. Grazie alle nuove tecnologie gli scanner di ultima generazione permettono di catalogare, ordinare e conservare l’intero patrimonio storico del nostro Paese sia direttamente nel luogo di conservazione che presso appositi laboratori di aziende esterne specializzate. 

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