Cronaca

Coniugi suicidi, morti 67enne di Marino e la moglie di 65 anni: in un bunker il riparo contro la fine del mondo

Generico maggio 2022

Era di Marino il 67enne Paolo Neri, l’uomo che insieme alla moglie, Stefania Platania, si è tolto la vita suicidandosi nella casa in cui erano andati a vivere da qualche anno, nell’Appennino forlivese.

Un fogliettino lasciato ai figli, con sintetizzato il desiderio di trovare serenità in un luogo dove poter vivere in “pace”, e poi il colpo di pistola, ognuno verso di se, con cui l’hanno fatta finita. Sono morti così i due coniugi pensionati, che si sono suicidati nella loro seconda casa. Lui 67enne, lei di 65 anni, erano entrambe ex dipendenti del Senato. 

Sulla tragedia – così riportato dall’Ansa – pesa l’ombra di una setta, o più propriamente di una comunità legata a credenze sull’Apocalisse, in auge con la fantomatica profezia dei Maya del 2012 e tornate a circolare negli ultimi tempi anche a causa della guerra in Ucraina. Sul caso indagano i carabinieri di Meldola coordinati dalla Procura di Forlì-Cesena.

Nella casa di Spinello di Santa Sofia, frazione di poche decine di ville e circa duecento anime, i corpi dei due coniugi sono stati trovati sabato sera, da carabinieri e vigili del fuoco che hanno dovuto forzare una finestra dopo l’allarme dei figli che non avevano notizie dei genitori da almeno un paio di giorni.

“All’inizio l’ipotesi era omicidio-suicidio – ha dichiarato all’Ansa Rossella Capuano, comandante dei carabinieri di Meldola – perché all’arrivo i militari hanno intravisto una sola pistola, poi durante i rilievi è stata trovata una seconda pistola, nascosta sotto il corpo di lui”. Erano regolarmente detenute e risulta sparato un solo colpo da ognuna. Per il medico legale non ci sono dubbi. “Dal foro di uscita la dinamica è quella del suicidio”. I cadaveri sono stati trovati nella camera da letto al secondo piano, riversi a terra. La casa al momento non è sotto sequestro.

A corroborare questa tesi anche uno scarno biglietto, un post-it lasciato sul comodino, con un addio al plurale, come se l’intenzione fosse appunto condivisa da entrambi. Quanto al legame della coppia con la comunità dei ‘Ramtha’, è quello che si evince da testimonianze sui due coniugi. “Riguarda un loro spaccato di storia – precisa la comandante -. Nel 2012 quando hanno acquistato casa a Spinello ci è stato riferito che effettivamente i signori erano pronti con bunker e provviste accumulate”. Se qualcosa sia cambiato in questi dieci anni non è al momento noto. Né se ci sia un nesso diretto col tragico gesto.

La comunità dei ‘Ramtha’ aveva fatto parlare di sé soprattutto nel 2012, a ridosso della profezia apocalittica dei Maya tanto celebre quanto incompiuta, coinvolgendo da vicino proprio Spinello. Il piccolo borgo a 800 metri in Appennino, di nemmeno duecento anime, è famoso per il centro sportivo che ospitò negli anni ’90 la nazionale e ogni anno gli arbitri di serie A. Tuttavia per i seguaci ‘Ramtha’ avrebbe soprattutto un’altra peculiarità. Sarebbe “benedetto” e quindi in grado di sopravvivere a una eventuale fine del mondo. Tanto che una decina d’anni fa diverse persone, in balia di questa convinzione, avrebbero comprato case e ville a Spinello, costruendo bunker. Poi, con lo scavallamento del 2012, questi riflettori sembravano essersi spenti e la maggior parte delle villette dopo qualche anno è stata persino svenduta.

“A fatti così tragici non siamo abituati”, ha dichiarato Daniele Valbonesi, sindaco di Santa Sofia. “Sì, è vero – ha aggiunto – a Spinello c’era un gruppo di persone, e qualcuna credo ci sia ancora, che si riferiva a questa setta o gruppo. Ci sono stati dei raduni in passato, dei ritrovi, ma niente che abbia creato problemi. Le case col bunker? Forse prima del 2012. Ma ora è solo colore”. Sconvolto uno dei due figli della coppia, raggiunto telefonicamente dai carabinieri: “Non si aspettava quello che è successo. Avrebbe dovuto vedere i genitori tra qualche giorno, avevano dei programmi”. 

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