Venerdì 30 settembre si è riunito il consiglio comunale di Velletri, presieduto dal Presidente Sergio Andreozzi. E tra i temi di discussione più accesi c’è stato proprio il “caso” che vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, relativo all’utilizzo del Campo sportivo da parte delle società calcistiche della città. L’ordine del giorno, presentato dal consigliere di opposizione Paolo Felci, chiedeva appunto delucidazioni all’amministrazione comunale e agli assessori riguardanti lo stato dell’arte della vicenda che ha coinvolto due dei club calcistici di Velletri.
All’ordine del giorno ha risposto per primo proprio il Presidente del Consiglio comunale Sergio Andreozzi, che ha dichiarato: “Qualcuno ha chiamato le forze dell’ordine, una cosa inaudita, per controllare dei ragazzi che si stavano allenando e non dei facinorosi. Non c’era tutto questo bisogno, avevano solo occupato un quarto di campo, e qualcuno che si è sentito padrone assoluto della struttura ha chiamato le forze dell’ordine“.
Ad intervenire è poi stato l’Assessore allo sport Alessandro Priori: “Sono d’accordo con il Presidente. Non c’è stato alcun tipo di rissa, solo un battibecco tra due società forti ciascuna della propria convinzione, con una delle due che ha ritenuto legittimo dover richiamare l’intervento delle forze dell’ordine, ma la Polizia non ha fatto assolutamente nulla, se non constatare. Per quanto riguarda le porte incatenate si è trattato probabilmente di un gioco, uno scherzo, tanto che abbiamo chiesto agli uffici di far rimuovere immediatamente l’impedimento“. E per tornare al bando ha aggiunto: “La situazione era e resta la stessa: vi è un bando che ha modificato lo status quo di quello che era all’origine e sicuramente la proroga del bando non ha aiutato. Quindi chiaramente abbiamo due squadre che hanno necessità di spazi e purtroppo c’è una squadra che ha difficoltà ad averne a sufficienza. Abbiamo fatto con l’ufficio e con il sindaco, qualche decina di incontri. Li continueremo a fare al fine di trovare una soluzione che possa accontentare entrambe le società e per questo stiamo lavorando tutti i giorni“.
L’intervento di risposta del consigliere Paolo Felci non si è fatto però attendere, dichiarando con ironia: “Incatenare le porte è uno scherzo. Tutti quanti si possono permettere di mettere una catena a un bene pubblico. Questo è un fatto lecito…“. Il consigliere ha poi proseguito dicendo: “Lei (riferito all’assessore Priori n.d.r) sa meglio di me che il bando inizia nel momento in cui iniziano le stagioni sportive. Il bando è per gli allenamenti, mentre per le preparazioni è tutt’altra cosa, quindi non c’è un orario che stabilisce le preparazioni. Non c’è stato nessun accordo tra le società, se qualcuno non lo sa. È lì che nasce il qui pro quo tra le società”.
L’assessore Priori ha dunque puntualizzato ribadendo che “nessuno ha detto che è lecito incatenare le porte. Semplicemente abbiamo detto che qui nessuno sa chi le abbia incatenate“. Per quanto riguarda la situazione logistica ha invece aggiunto: “Va considerato che una delle società ha avuto un avanzamento di categoria calcistica. Questo ha fatto si che nell’applicazione delle ore vi sia una discrasia di orario nella partenza (della stagione n.d.r) delle società. Chi fa la Prima Categoria parte più tardi, chi fa la Promozione inizia in anticipo. L’anno scorso si era riusciti a trovare un accordo, quest’anno non è stato possibile“.
L’intervento successivo è stato quello del consigliere di maggioranza Salvatore Ladaga (Forza Italia) che si è rivolto direttamente al Presidente Andreozzi, dichiarando: “Io sono più preoccupato del suo di intervento. Lei fa il Presidente di quest’aula e se lei dice “qui c’è qualcuno che pensa di fare della cosa pubblica una cosa propria è un fatto grave”, non se lo può permettere nessuno. Ci aiuti a capire, perché se c’è un indizio lei ha il dovere di attivare immediatamente il meccanismo per far si che questo non avvenga. Nessuno in questa città si può permettere di adoperare una cosa pubblica come un bene privato. Questo è grave, ancor più detto da lei“.
È arrivata così la risposta del Presidente del Consiglio comunale che non si è tirato indietro, ed interpellato ha ribadito: “Io rappresento il bene comune. Come consigliere, per correttezza, sono già state inviate due Pec ai dirigenti per capire quello che sta succedendo al campo. Comprese le porte incatenate, compreso l’utilizzo dei locali del Campo sportivo, e bisogna capire per quale motivo e in quale modo vengono utilizzati. Dunque vedremo se davvero se ne sta facendo un uso privato della struttura pubblica. Sarebbe un fatto grave, come lo è oggi che una parte dei ragazzi vengano riconosciuti dalla Polizia e debbano andare ad allenarsi a Nemi. Sono cittadini di Velletri e di spazio ce n’è per tutti, basterebbe avere un po’ di buon senso”.
Sergio Andreozzi ha poi concluso aggiungendo: “Si è parlato del bando, che io ricordo benissimo e che era stato fatto da tre società. Due di queste non esistono più. Io ho giocato a calcio consigliere Ladaga, e c’erano quattro, cinque società; ci si allenava tutti sugli unici due campi esistenti senza alcun problema. Andavamo tutti ad allenarci. Qui adesso è diventata una guerra, “il campo è mio, no è mio”. Per una struttura pubblica questo non è possibile. Per il Campo sportivo come per i beni comuni, troverete sempre un Presidente che fa gli interessi della collettività tutta”.







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