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Marino, l’incendio di Ciampino protagonista in Consiglio comunale: tanti chiarimenti tecnici da Città Metropolitana, ASL Roma 6 e Arpa Lazio

Si è svolto oggi pomeriggio a Marino, nella sala consiliare di Palazzo Colonna, il Consiglio comunale straordinario aperto dedicato al tema dell’incendio avvenuto sabato 29 luglio a Ciampino, all’interno dell’impianto di stoccaggio rifiuti Ecologica 2000, con ospiti diversi tecnici ed esperti di Città Metropolitana di Roma Capitale, ASL Roma 6 e Arpa Lazio.

La seduta, la seconda straordinaria sull’argomento più “caldo” dell’ultimo mese dopo quella dell’8 agosto tenutasi a Ciampino, è iniziata con minuto di raccoglimento in onore di Angela Vittori, per tutti “Marcella“, mamma del vicesindaco Sabrina Minucci, della consigliera di maggioranza Fabiola Minucci e della loro sorella Cinzia, nonché suocera di Ivan Boccali, ex vicesindaco di Ciampino e nuovo commissario straordinario del Parco Regionale dei Castelli Romani (sposato con Fabiola Minucci).

Marino Consiglio comunale 30 Ago 2023 Panoramica 1

A introdurre l’assise, richiesta dalla minoranza, il capogruppo del MoVimento 5 Stelle Carlo Colizza, il quale ha sottolineato l’importanza della convocazione della seduta “affinché si informassero i cittadini sulle cause di quanto accaduto, un evento la cui pericolosità ha ricadute sul territorio, e per sottolineare l’importanza di tutelare i cittadini. Secondo noi – ha detto Colizza – alcuni dati sono stati forniti in maniera non precisa, non puntuale e non capillare, come invece sarebbe stato necessario. Riteniamo che sia doveroso, per esempio, informare su come la diossina possa influire sull’ambiente e sulla salute dei cittadini e sulle attività che si stanno facendo, su cui ancora vi sono dubbi e incertezze“.

È stato, poi, il turno del sindaco Stefano Cecchi, che ha tenuto a ringraziare “tutti gli enti e le persone coinvolte in questo evento così grave” per poi ripercorrere le azioni intraprese, quali il sopralluogo sul posto insieme alla collega Emanuela Colella, le prime raccomandazioni date dall’ASL Roma 6 sui comportamenti da tenere fino allo spegnimento, il monitoraggio e la comunicazione dei dati da parte di Arpa Lazio in merito agli agenti inquinanti, il tavolo tecnico in Regione e la conferenza stampa nella sala consiliare “Pietro Nenni” di Ciampino, durante la quale è stata data la comunicazione dell’avvenuto spegnimento dell’incendio. “Da questa esperienza – ha evidenziato Cecchi – abbiamo tutti imparato che siti come Ecologica 2000 sono autorizzati da Città Metropolitana e che dobbiamo imparare a conoscere tecnicamente le attività svolte dagli enti per questi siti, per collaborare nel miglior modo possibile per far sì che eventi del genere nn accadano più e anche per prevenirli. Noi tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto“.

Maria Zagari, dirigente del Servizio Gestione Rifiuti di Città Metropolitana, ha ripercorso, nel suo intervento, le questioni prettamente giuridiche legate a Ecologica 2000. “La nostra competenza – ha spiegato – è autorizzare impianti per la gestione e il recupero dei rifiuti. Ecologica 2000, impianto con rifiuti non pericolosi, è stato autorizzato con una determinazione del 2016, per una durata di 10 anni, da Città Metropolitana, dopo una conferenza dei servizi con tutti gli enti coinvolti (Comune, Regione e dipartimenti vari, ma anche Vigili del Fuoco, che danno un primo nulla osta di massima prima di acquisire un certificato di prevenzione incendi). Le autorizzazioni sono state rilasciate dopo l’acquisizione di tutti i pareri, risultati favorevoli. Nel 2020 l’azienda ha chiesto di aderire a un’ordinanza della Regione che consentiva, per il periodo di emergenza pandemica, di aumentare lo stoccaggio istantaneo dei rifiuti fino al 30%. L’ordinanza era temporanea, poi è decaduta, ma l’azienda ha chiesto di mantenere questo aumento di stoccaggio istantaneo e abbiamo acconsentito senza contrarietà dei Vigili del Fuoco, chiedendo una diversa modalità di trattamento delle acque meteoriche, non solo di quelle di prima pioggia (dei primi 15 minuti).

Nel settembre 2022 c’era già stato un incendio nell’azienda, ma di proporzioni inferiori, che abbiamo appreso dalla stampa. La società ci aveva risposto che era stato domato rapidamente. Abbiamo chiesto integrazioni e documentazione fotografica sullo stato dei luoghi. Arpa Lazio aveva effettuato anche altri controlli e noi avevamo inviato una diffida per delle difformità riscontrate. Quando è avvenuto l’incendio del 29 luglio 2023 ci siamo resi conto subito che era qualcosa di importante, quindi già il lunedì abbiamo dato disposizione di sospendere l’attività. La sospensione è avvenuta il 3 agosto, senza nemmeno preavviso di legge, vista l’importanza e l’urgenza della questione. L’attività potrà riprendere quando ci saranno le condizioni, noi faremo un’istruttoria molto approfondita“.

Nicola Marini, consigliere e presidente della Commissione Ambiente di Città Metropolitana, nonché ex sindaco di Albano, ha dato notizia, a tal proposito, che Ecologica 2000 può contare su una fideiussione di 500mila euro per attività che non dovesse riuscire a sostenere.

Marino Consiglio comunale 30 Ago 2023 Marini

Il dott. Mariano Sigismondi, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Roma 6, oltre al grande impegno della stessa Azienda Sanitaria Locale ha ricordato come, ad esempio, si sia lavorato per “verificare se vi fossero, negli ospedali e nei Pronto Soccorso più vicini al sito dove si è verificato l’incendio, accessi dovuti a intossicazioni acute legate all’inalazione di sostanze nocive” e come si sia subito istituita, insieme al commissario straordinario Marchitelli, un’Unità di Crisi “sempre supportata dall’azione strategica e attraverso strumenti come WhatsApp ed e-mail, per dare tutti i giorni informazioni e indicazioni“. Inoltre, ha aggiunto, “abbiamo ricostruito le caratteristiche socio-econimiche dell’area, che nn ha grande densità abitativa o strutture socio-sanitarie, asili e scuole nei dintorni. L’area è connotata da strutture produttive, commerciali e artigianali e da un aeroporto, sebbene di Roma, nelle vicinanze. Le attività zootecniche sono limitate a qualche animale da cortile di uso privato. C’è stata, poi, l’analisi dei prodotti agricoli e vitivinicoli, anche di uso privato, affinché si potessero consumare in sicurezza. L’area dei Castelli Romani è molto stressata da fenomeni di tipo inquinante, per cui cerchiamo di stare molto attenti e di aiutare le amministrazioni pubbliche a tutelare i cittadini, i lavoratori pubblici e le produzioni. Riguardo le diossine, gli studi sulla popolazione richiedono tempo. I valori delle centraline poste dall’Arpa si sono subito ristabilizzati entro i limiti previsti. Attualmente sono in piedi attività di monitoraggio che nel tempo daranno maggiori certezze, ma la situazione è sotto controllo, non ci sono particolari allarmismi“.

Presente, per l’ASL Roma 6, anche la dott.ssa Franca Mangiagli, dirigente del SISP (Servizio Igiene e Sanità Pubblica), che ha confermato come siano stati “sentiti i Pronto Soccorso e gli ospedali della zona il giorno stesso e anche 2-3 giorni dopo l’incendio, per vedere se vi fosse stato qualche accesso dovuto a intossicazioni, e non vi sono stati” e ha aggiunto che “Il nostro personale è andato subito nelle abitazioni più vicine al rogo per dare informazioni e indicazioni ai residenti. Il nostro personale è intervenuto tempestivamente sul posto e nelle abitazioni più prossime all’incendio sono state fornite tutte le indicazioni del caso“.

L’Ing. Massimo Magliocchetti, dirigente del Servizio Qualità dell’Aria e Monitoraggio Ambientale degli Agenti Fisici di Arpa Lazio, si è soffermato sulla questione tecnica riguardante il ruolo dei campionatori ad alto volume per le indagini sulla qualità dell’aria, uno posto in prossimità dell’azienda e uno a circa 600 metri di distanza. “I campionatori – ha spiegato – incamerano aria, che passa attraverso un filtro sul quale si depositano le polveri, che poi vengono analizzate. Questi campionatori permettono di avere, entro 24 ore, aria sufficiente da monitorare. Dal momento, però, che per avere i dati relativi a diossine, IPA ed ECD passano 48 ore, 24 per l’aspirazione e altre 24 per l’estrazione del materiale, l’ASL dà subito indicazioni su come comportarsi, senza attendere 48 ore. Fortunatamente i dati sono scesi in poco tempo. Quando sono cresciuti in prossimità dell’incendio è stato per l’attività di smassamento con la quale veniva alzata più polvere, che poi il campionatore analizzava. Rientrati nei limiti i valori si è smesso con il campionamento“.

Terminati gli interventi tecnici, sono state esposte dai consiglieri alcune perplessità. Gianfranco Venanzoni, capogruppo de La Scelta Concreta, ha evidenziato come “Non sono chiare ancora le prospettive future e perché non sia stata istituita una zona rossa. Quali sono gli strumenti messi in campo nel medio e nel lungo periodo per tutelare la salute – ha chiesto –? Quali i controlli e quali gli effetti nel medio e nel lungo periodo? Quali le possibili conseguenze mediche? Forse è il caso di istituire una rete di monitoraggio, quantomeno tra Marino, Ciampino, Albano e Castel Gandolfo“.

Marino Consiglio comunale 30 Ago 2023 Venanzoni

“Nella conferenza dei servizi del 2016 e del 2020 ha partecipato Aeroporti di Roma – ha, invece, sollevato come questione Carlo Colizza, capogruppo del MoVimento 5 Stelle-? Qualcuno ha sollevato il conflitto sulla possibilità di costruire siti di stoccaggio nei pressi di aeroporti civili? Vorrei, poi, capire di più sugli effetti delle sostanze nocive sull’apparato endocrino, anche in vista di eventuali mutazioni genetiche. Forse sarebbe il caso di prevedere una base normativa di riferimento per i valori. Credo, poi, che l’amministrazione non abbia agito seguendo un approccio prudenziale“.

E ancora, Barbara Cerro, consigliera del MoVimento 5 Stelle: “Perché non sono stati installati campionatori nell’area dei Castelli Romani, ma solo nell’area dell’incendio e a 600 metri? Perché le misurazioni sono state effettuate solo sulle piante e non anche sugli animali? Non ci saranno tanti allevamenti in questa zona, ma molte persone hanno animali da cortile e vendono uova. Perché, poi, soprattutto nei primi giorni, non sono state prese misure precauzionali più stringenti, come la chiusura di spazi e giardini pubblici? A pochi metri dal sito, per esempio, si stava svolgendo un torneo sportivo, forse sarebbe stato meglio che ci fosse una prevenzione maggiore“.

Il geometra Giorgio Salvi ha chiarito che “vi sono prescrizioni stringenti sia per le altezze dei fabbricati sia per il deposito dei materiali. In particolare, materiali organici potrebbero interferire in caso di incendio sulla sicurezza dei voli e sulla sicurezza degli animali. I pareri delle conferenze dei servizi del 2016, dove fu convocato anche l’Anac, e del 2020 sono stati favorevoli“.

“Sulla base dei dati acquisiti – ha detto il dott. Sigismondi –, possiamo dire che l’esposizione della popolazione a elementi nocivi è stata, fortunatamente, limitata, anche se ciò, naturalmente, non significa che non si debbano mettere in campo misure di protezione e che non si debba fare un monitoraggio. Se non è stata istituita una zona rossa è perché i dati non sono stati tali da richiedere che fosse istituita. Il motivo, poi, per il quale abbiamo analizzato vegetali è perché l’economia del territorio è prevalentemente agricola. Gli animali da cortile, di solito, non pascolano e sono alimentati con mangimi prodotti, di solito, precedentemente all’incendio. Riguardo gli spazi e i giardini pubblici, l’ASL non è sempre a conoscenza di manifestazioni in svolgimento sul territorio, però può dare indicazioni, come ha fatto, sul limitare gli spostamenti. Noi siamo sempre attenti per dare informazioni, indicazioni e nozioni a cittadini e istituzioni“.

Marino Consiglio comunale 30 Ago 2023 Colizza

“Comprendo – ha tenuto a dire Nicola Marini – che come amministratori sia difficile gestire aree ed episodi delicati, come quelli legati al tema dei rifiuti, quindi dobbiamo confrontarci coi cittadini. Non è facile, per gli amministratori, soddisfare tutte le esigenze, ma credo che quanto fatto in questa occasione abbia funzionato. Dobbiamo cercare di capire, anche se non spetta a noi dare risposte, come sia possibile che negli ultimi anni in questo quadrante si siano verificati episodi molto gravi, come l’incendio all’Eco X di Pomezia del 2017. Ora attendiamo tutti gli sviluppi e la bonifica del sito di Ciampino, che sarà una priorità anche per l’azienda. Il piano della gestione dei rifiuti di Roma Capitale non potrà che essere in coerenza con quello regionale e nazionale in termini di riciclo, uso e conferimento in discarica dei rifiuti, cercando di raggiungere il 65% di differenziata su base regionale. Auspichiamo una collaborazione per una programmazione condivisa e attenta al rispetto dei territori“.

Affidate al sindaco di Marino Stefano Cecchi le conclusioni dell’incontro: “Mi auguro che il sito sia bonificato il prima possibile e che l’attività sia riaperta solo quando sarà davvero possibile in termini di rispetto delle normative. In questo senso mi rassicura la fideiussione economica, a cui faceva riferimento Nicola Marini, che andrebbe a coprire i costi nel caso non fosse l’azienda a farlo. Dobbiamo fare attenzione al ciclo dei rifiuti, a rispettare le norme regionali ed europee, ma è importante che tutte le città lo facciano. Riguardo il controllo, certamente è importante, perché vogliamo la garanzia che nei nostri territori ci siano siti sicuri anche in caso di incidenti. Quanto fatto dalla nostra amministrazione, comunque, ribadisco che è stato quello che era giusto fare“.

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