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Lago Albano, preoccupante abbassamento del livello delle acque a Castel Gandolfo – I NUOVI DATI

lago albano Castel Gandolfo

“Pubblicati i nuovi dati sul livello dei laghi dei Castelli Romani da parte del Coordinamento Natura & Territorio dei Castelli Romani. L’abbassamento delle falde e dei laghi non dipende dai cambiamenti climatici ma dal consumo del territorio e dai massicci prelievi di acqua dai pozzi, ed è una situazione che si protrae da 38 anni. Nelle due immagini l’andamento del livello del Lago Albano dal 1960 ad oggi e il dettaglio stagionale degli ultimi anni.

LIVELLO ACQUE LAGO ALBANO NEGLI ANNI

LIVELLO ACQUE LAGO ALBANO

Dalla seconda metà degli anni ottanta i laghi dei Castelli Romani hanno iniziato ad abbassarsi in modo continuo. I laghi, in condizioni normali tra estate e inverno compiono un’escursione di qualche decina di centimetri grazie alle piogge che alimentano le falde. Questa escursione era stata d’altronde utilizzata per secoli come serbatoio idrico per l’agricoltura durante i mesi estivi già in epoca romana, grazie agli emissari e al sistema di dighe, cunicoli e canali che avevano realizzato. L’abbassamento dei laghi intorno ai 20 – 30 cm l’anno, ormai pienamente accertato da diversi studi, è dovuto all’eccessivo sfruttamento della falda idrica.

Se conosciamo l’andamento del livello dei laghi dagli anni ’80 a oggi è grazie alle associazioni ecologiste e ai loro volontari, perché nessuna amministrazione pubblica ha provveduto, in 38 anni, a installare nuovi idrometri, visto che quelli vecchi sono ormai fuori dell’acqua da decenni. Due tele-idrometri a boa erano stati installati dal Parco ma hanno funzionato per pochi anni e non siamo riusciti a ottenere i dati né a sapere se funzionano ancora. Ora hanno, dopo quasi 40 anni, installato un teleidrometro.

Purtroppo i politici locali non hanno ancora compreso la portata del problema e in certi casi hanno cercato di nasconderla alla popolazione. Ancora oggi i Comuni non stanno facendo nessuna delle azioni utili a risolvere il problema. In 38 anni abbiamo perso oltre 45 milioni di mc di acqua nei due laghi con un abbassamento del livello di oltre 6 metri e una quantità enormemente maggiore nelle falde. I pozzi ormai attingono a profondità che hanno eguagliato il livello del mare svuotando le falde profonde dell’apparato vulcanico, riducendo anche per il futuro la capacità di assorbimento delle rocce e aumentando verso l’entroterra la percolazione dell’acqua del vicino mare. Inoltre ricordiamo che pretendere di prelevare acqua da altre zone del Lazio è assurdo; in una situazione di carenza delle risorse idriche generalizzata e che colpisce praticamente tutte le Provincie e le Regioni limitrofe, questa sarebbe solo un’opera inutile che sprecherebbe denaro pubblico.

Dal 2000 abbiamo iniziato a valutare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla situazione delle risorse idriche e lacustri anche nel territorio dei Castelli Romani. Gli effetti negativi attesi dovuti ai cambiamenti climatici sarebbero stati di due tipologie: quelli riguardanti il diverso andamento della pluviometria annuale, l’aumento dell’evapotraspirazione delle piante e l’evaporazione delle acque.

Ci aspettavamo più o meno la stessa quantità di piogge, solo estremizzata nelle stagioni – quindi grandi precipitazioni in inverno e siccità in estate – situazione che comunque avrebbe diminuito la quantità di acqua che sarebbe filtrata nel sottosuolo. E per qualche anno l’andamento è stato effettivamente quello, fino al 2022, quando una siccità diffusa su tutto il territorio nazionale ha colpito profondamente l’Italia e parte del Mediterraneo. Infatti proprio nel Mediterraneo gli effetti dei cambiamenti climatici sono stati tre volte maggiori rispetto alla media mondiale.

Attualmente questo è il problema ambientale più grave che il nostro territorio sta vivendo e dovrebbe essere la nostra priorità!”.

Coordinamento Natura & Territorio dei Castelli Romani

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