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“Insieme: mai più sole”, Pomezia in prima linea contro la violenza di genere

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È un progetto ambizioso, quello presentato ieri a Pomezia nel corso del convegno “Insieme: mai più sole”, la tappa pometina del tour per prevenire e contrastare la violenza di genere promosso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri e organizzato dal Comune di Pomezia. L’incontro, introdotto dal sindaco Veronica Felici, ha portato alla firma di un importante protocollo di intesa tra il Comune, la Procura di Velletri e la Protezione Civile, e ha visto la partecipazione di ospiti illustri ed esperti dell’argomento, come il dott. Giancarlo Amato, Procuratore della Repubblica di Velletri, la dott.ssa Cristina Lozzi del team operativo violenza di genere presso la Procura di Velletri, l’avvocato Stefano Armati, presidente del COA di Velletri, l’avvocato Patrizia La Rosa e la dott.ssa Paola Scampati, referenti dello Sportello Contro la Violenza presso la Procura di Velletri, S.E. Mons. Vincenzo Viva, vescovo di Albano, e il dott. Angelo Pizzoli, presidente della Protezione Civile e comandante della Polizia Locale di Pomezia, oltre a rappresentanti dei licei “Picasso” e “Pascal”. Presenti alla manifestazione anche volontari della Croce Rossa Italiana e rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale.

Prevenire per non arrivare al dramma finale, che vede un aumento esponenziale delle violenze: nei primi 9 mesi dell’anno in Italia si sono registrati 90 femminicidi, 5 in più rispetto al 2022, con una media di una donna uccisa ogni 3 giorni. E le violenze sulle donne non sono solo fisiche: oltre ai maltrattamenti o alle violenze sessuali, ci sono quelle psicologiche o economiche. Comunicazione, formazione, aggiornamento, scambio informazioni e monitoraggio: queste le parole chiave che guidano il progetto che ha portato alla firma del protocollo. Progetto che nasce dall’esigenza di ascoltare le donne, attraverso un team di persone esperte che possano aiutarle prima di una denuncia formale, con lo scopo di arrivare a renderle pronte a un passo così importante.

Troppo spesso, infatti, la donna vittima di violenza si sente colpevole, giustificando il suo carnefice, che spesso è il proprio partner, attuale o ex, oppure amici o colleghi. I comportamenti a forte connotazione aggressiva e le conseguenti implicazioni emotive e affettive portano le vittime a negare, con ostinato e disarmante silenzio, il fenomeno stesso, che si percepisce, oltretutto, inconfessabile. In alcuni casi, la donna vittima di violenze familiari preferisce tacere, per il bene dei figli o per la vergogna di dover raccontare, in seguito a un episodio di grave violenza fisica, i particolari più intimi in un’aula di giustizia. Teme vendette o ha paura che la denuncia aggravi e non risolva la situazione. Inoltre, la vittima non denuncia perché spesso ancora legata affettivamente all’autore della molestia, minimizzando o addirittura giustificando l’atto. Il numero oscuro (ossia le violenze non denunciate) nasconde una realtà certamente più complessa, che impedisce un serio monitoraggio.

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“È importante creare una rete tra Enti, in modo da rendere fattiva, e non solo sulla carta, la collaborazione finalizzata alla prevenzione della violenza di genere – ha dichiarato il sindaco di Pomezia Veronica Felici –. La nostra amministrazione è fiera di partecipare a questa iniziativa e si impegnerà su questo fronte, mettendo in pratica tutti i suggerimenti dati dal procuratore e dagli esperti intervenuti. Pomezia collaborerà strettamente con la Procura e l’ASL, grazie anche ai centri di ascolto già esistenti sul territorio, e si mette a disposizione attraverso un approccio multidisciplinare, affinché siano sempre di più le donne e le persone fragili che trovino il coraggio di denunciare la situazione che stanno vivendo. Forniremo i dati raccolti aggiornandoli costantemente“.

“In un territorio vasto e complesso come Pomezia, dove ci sono quasi 70mila abitanti, che nel periodo estivo crescono in modo esponenziale sul litorale, mi rendo conto che è necessaria l’istituzione di un Commissariato di Polizia – ha detto il procuratore dott. Giancarlo Amato –. Senza togliere nulla all’Arma dei Carabinieri e alla Polizia Locale, che fanno il massimo con le loro forze, comprendo che si percepisca questa assenza. E mi impegnerò su questo fronte, così come sto facendo per ottenere una Corte di Assise a Velletri, finalizzata a evitare che chi deve testimoniare debba arrivare fino a Frosinone, pur essendo residente qui“.

Al termine dell’incontro è stata ricordata con un minuto di silenzio Maria Corazza, donna di Pomezia uccisa il 14 giugno 2014 a Torvaianica.

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