Cerimonia speciale, questa mattina, all’interno della sezione dell’Avis di Genzano di Roma. Una giornata di festa, nella sezione genzanese dell’associazione volontari donatori di sangue, inaugurata nell’ottobre del 2014 in via Enrico Mattei (alla presenza dell’allora sindaco Flavio Gabbarini e dell’assessore Emiliano Bernoni, ndr).
L’occasione è stata propizia per brindare tutti insieme alla Centesima donazione di Riccardo Conti, che ad appena 51 anni ha già tagliato il traguardo, arrivando ad essere il primo a raggiungere le tre cifre. Tanta emozione nelle parole di Riccardo, conosciuto anche per l’ormai trentennale militanza nell’Associazione Italiana Arbitri e per il suo lavoro di operatore ecologico (con Ambiente prima e con la Volsca oggi); al suo fianco, nella festa post donazione, anche il suo papà, Angelo Conti, mentre la mamma Erina Sementilli l’ha guardato dal Cielo, lei che non è sopravvissuta ad una terribile malattia e in favore della quale, 27 anni fa, il buon Riccardo iniziò a donare il sangue, senza più smettere di farlo.
Contestualmente sono stati premiati anche i donatori Rosangela Burchi (93 le sue donazioni) e Sergio Ciappetta (76), anche loro visibilmente emozionati nel ricevere un omaggio da parte del Presidente Federico Antonangelo, che si è congratulato coi premiati, esternando loro tutta la gratitudine della solidale “famiglia” dell’Avis, che ogni giorno contribuisce al bene del prossimo per un gesto tanto semplice quanto straordinariamente importante.
Per la centesima volta, stamane, Riccardo Conti ha quindi riempito una sacca del suo sangue, che subito dopo è stata presa in custodia insieme a quelle degli altri donatori e trasportata d’urgenza verso i nosocomi romani, per essere poi d’utilità per i tanti pazienti che necessitano di una trasfusione. Il traguardo raggiunto dal 51enne genzanese, donatore da 27 anni, è stato celebrato con una festa all’interno della sede di via Mattei, alla presenza del vicesindaco Luca Lommi e dei dirigenti dell’associazione, tra i quali l‘ex Presidente Patrizia Pozzana.
I vertici dell’Avis genzanese, con in testa il Presidente Federico Antonangelo, hanno espresso la loro gratitudine per la dedizione dimostrata in ogni donazione, sottolineando l’importanza cruciale del contributo nella salvaguardia della salute di coloro che ne hanno beneficiato.
Il vicesindaco Luca Lommi, presente all’evento, ha elogiato il nobile esempio di Riccardo Conti e degli altri donatori, sottolineando – nella Diretta Facebook di Castelli Notizie – il suo impatto positivo sulla comunità cittadina: “L’Avis rappresenta un’eccellenza per la nostra città – ha dichiarato l’amministratore genzanese – e siamo onorati di partecipare a questa festa. Con Riccardo ci lega una lunghissima amicizia e spero che al più presto altre persone possano raggiungere, come lui, questo importantissimo traguardo”.
Ma non solo Riccardo Conti è stato al centro dell’attenzione. Durante la cerimonia, sono stati premiati anche altri due donatori che, con la loro costanza e dedizione, hanno contribuito significativamente alla causa della donazione di sangue. La comunità ha applaudito calorosamente questi individui, riconoscendo il loro impegno instancabile e il ruolo cruciale che giocano nel mantenere alto il livello di solidarietà nella società.
Una bellissima e buonissima torta ha fatto da suggello alla festa in onore di Riccardo Conti e gli altri donatori presenti, affinché diventino un faro di ispirazione, un simbolo di altruismo che illumini il cammino ad altri potenziali donatori e a tutti coloro che, vedendo il loro esempio, possano decidere di seguire le loro nobili orme per il bene comune.
Proprio questo l’auspicio ribadito dal Presidente Antonangelo, all’interno di una sezione in cui, lo ricordiamo, è possibile donare anche il plasma.
Giova ricordare, infatti, che grazie all’Avis di Genzano si aiutano molti malati, tra cui i grandi ustionati, gli emofilici, i pazienti che soffrono di disturbi della coagulazione o di deficit immunitari gravi, di malattie neurologiche ed epatiche. Nella sezione di via Enrico Mattei procede infatti spedita anche la donazione di plasma, grazie alla collaborazione con l‘Ospedale Sandro Pertini di Roma: avviata nel mese di settembre del 2021 consente di rispondere alla richiesta di plasma sia per uso clinico che farmaceutico (farmaci plasmaderivati).
Il plasma sanguigno è una componente del sangue, e si compone principalmente di acqua (92%), proteine (8%) e sali minerali.
La durata della procedura (40-45 minuti) è l’aspetto che frena maggiormente il donatore (che magari da sempre dona solo sangue) a scegliere la donazione di plasma. Un po’ di pazienza è pertanto necessaria, ma viene compensata dal fatto che la plasmaferesi è ben tollerata e che il tempo di recupero post donazione è breve. Le proteine plasmatiche sottratte all’organismo, infatti, vengono reintegrate nel giro di pochi giorni (circa 3). Per donare il plasma sono necessari maggiori accertamenti, ossia l’elettrocardiogramma nell’ultimo anno e le analisi elettroforesi e proteine totali nell’ultima settimana, che vengono effettuate per ogni donatore direttamente tramite l’Avis di Genzano.
PERCHE’ SI DEVE DONARE IL SANGUE?
Il sangue per la trasfusione o la preparazione dei componenti ematici può essere ottenuto soltanto dall’uomo ed esso è molto spesso l’unico elemento in grado di salvare la vita dei malati. Sfortunatamente solo il 3 % circa degli individui che potrebbero donare sangue sono donatori. Ogni anno più la scienza medica progredisce, più il sangue si rende necessario; è quindi indispensabile che ogni anno si trovino nuovi donatori.
CHI PUO’ DONARE IL SANGUE?
In genere, ogni adulto in buona salute che non abbia avuto in epoca recente qualche malattia o che non abbia sofferto nel passato di particolari affezioni. Avere un’ età compresa tra i 18 e i 60 anni (65 per i donatori abituali), un peso corporeo superiore a 50 Kg, pulsazioni comprese tra 50 e 100 battiti/min, una pressione arteriosa tra i 110 e 180 mm per la massima e tra 60 e 100 mm per la minima. Il servizio trasfusionale ha l’obbligo di accertare scrupolosamente che la donazione non nuocia al donatore e non danneggi il ricevente. La procedura per questo accertamento costituisce l’atto più importante dell’ accettazione del donatore. Essa si articola nei seguenti momenti: a) compilazione di una scheda di accettazione e consenso da parte del donatore b) esame delle risposte alle domande contenute nel modulo di consenso prima di ogni donazione c) esame obiettivo d) esami di laboratorio e) altre indagini cliniche e strumentali che al giudizio del medico vengono ritenute necessarie.
CON QUALE FREQUENZA SI PUO’ DONARE IL SANGUE?
L’intervallo minimo tra una donazione e l’altra è di 90 giorni. Di norma, quindi, gli uomini possono donare il sangue 4 volte l’anno, mentre le donne 2 volte l’anno.
CONSIGLI PER IL GIORNO PRECEDENTE ALLA DONAZIONE E LA MATTINA:
Evitare sforzi fisici maggiori del solito (es. allenamenti intensi) che potrebbero determinare possibili aumenti delle transaminasi. Evitare pasti abbondanti e soprattutto limitarsi con gli alcolici. La mattina della donazione ricordarsi di indossare indumenti comodi, con maniche ampie e prive di elastici, per impedire che rimboccandole non stringano troppo il braccio utilizzato per la donazione. E’ consigliabile fare una leggera colazione prima della donazione con thè, caffè, succo di frutta, qualche fetta biscottata, pane non condito, frutta, marmellata e miele, ma senza latte e derivati del latte, quindi niente latte, yoghurt, cappuccino, paste alla crema, burro, uovo e cibi contenenti grassi in genere.
COME AVVIENE LA DONAZIONE
Il donatore dopo essersi recato all’Unità di Raccolta Fissa o Mobile compila il modulo di accettazione e consenso informativo. Si rammenta al donatore della possibilità di recedere in ogni momento del percorso della donazione, tramite una procedura riservata di auto esclusione. Successivamente avrà un colloquio con il medico per rispondere ad alcune domande che, dopo aver valutato il tasso di emoglobina e controllata la pressione arteriosa ed eseguiti da un campione di sangue gli esami di laboratorio prescritti accerta l’idineità alla donazione. Se i requisiti corrispondono agli standard il medico lo invita a stendersi sul lettino. Vengono prelevati quindi circa 400-450 ml di sangue dalla vena del braccio (quantità che si avvicina agli standard europei ed assoluta garanzia per la salute del donatore). Dopo il prelievo il donatore resta sdraiato per un breve periodo di tempo e gli viene quindi servito un piccolo ristoro per reintegrare i liquidi e migliorare il comfort post donazione. L’atto del prelievo del sangue con le moderne attrezzature è assolutamente indolore e dura pochi minuti.
CONSIGLI PER LA GIORNATA DOPO LA DONAZIONE
Il prelievo generalmente è ben tollerato, dopo la donazione ci si sente esattamente come prima della donazione. A volte possono comparire disturbi (sudorazione, nausea, senso di vertigine, molto raramente svenimento). Nel caso il donatore avverta qualcuno di questi sintomi deve segnalarlo immediatamente al personale presente. Si consiglia un riposo di alcuni minuti al termine della donazione, sul lettino del prelievo e di almeno 20 minuti un sala ristoro.
Nelle ore immediatamente successive alla donazione importante assumere liquidi (acqua, spremute, succhi di frutta, almeno 1/2 litro). Il pasto successivo alla donazione deve essere ben digeribile. E’ consigliabile astenersi dal fumo, dall’uso di alcolici e dagli eccessi alimentari, nelle ore successive alla donazione. Il giorno della donazione dovrebbe essere una giornata di riposo, occorre quindi evitare attività fisiche intense, sport o lavori pericolosi o che richiedano doti di equilibrio (autista, arrampicatore, lavori su ponteggi, ecc.).
CON QUANTO TEMPO L’ORGANISMO RIMPIAZZA IL SANGUE DONATO?
La sottrazione di sangue viene immediatamente compensata dall’organismo: i liquidi accumulati dai tessuti vengono richiamati in circolo e il midollo osseo accelera la produzione di globuli rossi. In tal modo, il volume di sangue ritorna ai valori originari in un periodo di tempo compreso tra qualche minuto e poche ore. Il ripristino dei globuli rossi avviene più lentamente, ma si completa entro pochi giorni dal prelievo PER LE DONNE Le caratteristiche specifiche dell’organismo femminile impongono qualche accorgimento di fronte alla donazione di sangue: opportuno evitare di sottoporsi al prelievo durante la mestruazione e comunque le donne in età fertile non possono effettuare più di 2 donazioni annue. La donna inoltre deve astenersi dalla donazione durante la gravidanza e per un anno dopo il parto o dopo l’ultimo all’allattamento.
COME CONCILIARE LA DONAZIONE CON IL LAVORO?
La Legislazione Italiana stabilisce che il donatore volontario ha diritto ad astenersi dal lavoro nel giorno della donazione, senza subire trattenute sullo stipendio. Il medico del centro rilascia a richiesta il certificato relativo alla donazione da presentare al datore di lavoro.








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