Nel territorio dei Castelli Romani, spiccano due gioielli naturali: i laghi di Nemi e di Castel Gandolfo. Questi laghi, circondati da paesaggi incantevoli, sono ricchi di storia e tradizione, di vitalità e frequentazione. Tuttavia risultano fortemente minacciati dal dissesto idrogeologico. Dietro la bellezza naturale di questi laghi, spesso celebrati e decantati, si nascondono sfide crescenti legate non solo all’abbassamento del livello delle acque – sempre più minaccioso -, ma anche all’instabilità del terreno.
Laghi a rischio frane
E’ la natura stessa dei due laghi, di origine vulcanica, a renderne i costoni particolarmente instabili. Le rocce, infatti, formatesi a seguito del raffreddamento veloce della lava, presentano delle fratture, sulle quali agisce anche la vegetazione di cui sono ricoperte. Le radici degli alberi penetrano in profondità e generano, quindi, una situazione di continua instabilità, che da anni impedisce la completa fruizione dei laghi ed anche, addirittura, l’accesso stesso da parte di residenti e visitatori.
Se al lago Albano di Castel Gandolfo non è possibile fruire dell’anello che ne costeggia le rive, infatti, al lago di Nemi ci si dovrebbe arrivare solo paracadutandosi dall’alto. E più il livello delle acque si abbassa, più aumenta la superficie potenzialmente soggetta a frane.
Lavori sulla Nemi-Lago
Un paradosso bello e buono che il Comune di Nemi non abbia l’accesso al suo lago. La strada che conduce all’omonimo bacino lacuale è un vero e proprio miraggio per i cittadini, abituati ormai a vedersi interdetto il transito – almeno sulla carta – sull’unica arteria che dal borgo scende al lago. Frane e smottamenti vari hanno costretto negli ultimi anni a prolungate chiusure, e l’ultimo evento franoso avvenuto 4 anni fa, ancora deve trovare soluzione. Notizie positive giungono in questi giorni, con l’inizio dei lavori sull’arteria, resi possibili grazie ad un finanziamento ministeriale di 960mila euro, convertito in Pnrr. “Si tratta dell’ennesimo intervento che riusciamo a mettere in campo per la mitigazione del rischio idrogeologico del nostro territorio – ha dichiarato il Sindaco di Nemi, Alberto Bertucci -, attraverso un iter seguito passo passo dall’ingegnere comunale”. L’intervento, stando ai pronostici, dovrebbe terminare entro la fine dell’anno e prevede inoltre la messa in sicurezza del suggestivo sentiero di via Roma, che giunge fino a Fontan Tempesta, sul quale insiste una parete rocciosa molto compromessa.

Ad oggi, però, l’unica alternativa per scendere al lago di Nemi, è passare per la vicina città di Genzano, ma anche qui i paradossi non mancano. Da Genzano, infatti, entrambe le strade che portano al lago risultano interdette, sebbene non per tutti. Mentre via del Perino, la strada che si dilunga dal centro storico genzanese fino a bordo lago, è chiusa e interessata dai lavori di messa in sicurezza, l’altra, via Diana, è interdetta al transito ad accezione del traffico locale: questa arteria rappresenta infatti ad oggi l’unica possibilità per accedere al lago di Nemi. Ristoranti, proprietari di terreni, il Museo delle Navi Romane, ed altre attività commerciali sarebbero completamente isolate se quella transenna posta all’inizio della strada, su piazza Dante Alighieri di Genzano, rappresentasse un divieto assoluto. Eppure l’arteria è stata interdetta a maggio scorso su ordinanza della Città Metropolitana a seguito del crollo di alcuni alberi sulla carreggiata e per il persistente pericolo di smottamenti. Il divieto ad oggi persiste in attesa degli interventi necessari, che vedono coinvolta non solo Città Metropolitana, proprietaria dell’arteria, ma anche il Comune di Albano, cui sono riconducibili alcuni terreni lungo l’arteria, ed Acea, che su di essi ha degli impianti.
Un giro impossibile
Se al lago Albano di Castel Gandolfo ci si arriva ora senza problemi – sebbene la via Olimpica è rimasta chiusa a lungo nei primi anni del 2000 fino all’intervento dell’allora Provincia di Roma -, guai a girarci intorno. Il percorso circumlacuale, nel tratto compreso tra la sbarra di accesso tra via dei Pescatori e via Spiaggia del Lago, benché suggestivo e molto apprezzato dagli sportivi, è off limits per il pericolo di distacco massi dai costoni. Sul sentiero, chiuso al traffico ciclo pedonale e veicolare dalle ordinanze sindacali del 2002 e del 2008, si verificano spesso frane che hanno danneggiato anche la barriera di contenimento che era stata apposta a seguito di un cospicuo finanziamento ministeriale per il tramite della Regione Lazio.

Una situazione pericolosissima, stando al parere degli esperti sentiti, soprattutto nelle vicinanze della stazione di pompaggio che si trova qualche centinaio di metri dopo il cancello di sbarramento (la quale però è soggetta ad interventi manutentivi!). Il pericolo di smottamenti, inoltre, è maggiore all’alba e al tramonto, perchè il differenziale massimo della temperatura crea maggiori dilatazioni termiche e aumenta quindi la possibilità che si verifichino distacchi.
Troppo ingenti i necessari interventi che potrebbero definitivamente mettere in sicurezza la zona, di cui, infatti, ad oggi non si ha notizia alcuna.
Resta chiuso, inoltre, anche il sentiero che dalle “Fratte ignoranti” costeggia il Convento di Palazzola e scende fino a via dei Laghi, dove una frana proprio in corrispondenza del Convento, ne impedisce il transito.
*Articolo tratto dal mensile cartaceo di ottobre 2023



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