Speciale inceneritore

Velletri, raccolta firme contro l’inceneritore di Santa Palomba al banchetto di Europa Verde. Le parole di Sergio Andreozzi video

Al momento la petizione ha raggiunto in totale su tutto il territorio della Provincia sud di Roma circa 15mila firme e rappresenta una delle oltre 50 iniziative portate avanti dal 20 aprile 2022

Generico giugno 2024

Prosegue anche a Velletri la raccolta firme della Petizione popolare contro l’Inceneritore di Roma promossa dai comitati Rete Tutela Roma Sud e Castelli Romani. Presenti sabato 22 giugno, al banchetto allestito per la raccolta firme al Centro commerciale La Passeggiata di Velletri,  i due co- portavoce di Europa Verde Velletri Marina Favale e Massimo Morassut assieme ai  rappresentanti locali di Europa Verde, Massimo Andolfi, Consigliere federale nazionale di Europa Verde, Alleanza verdi e Sinistra e il consigliere comunale Sergio Andreozzi, capogruppo di Velletri Beni Comuni che rappresenta AVS nel territorio e alcuni militanti.

Al momento la petizione ha raggiunto in totale su tutto il territorio della Provincia sud di Roma circa 15mila firme e rappresenta una delle oltre 50 iniziative (tra campagne di pressione e di informazione, proposte  normative, lettere, convegni, manifestazioni e conferenze stampa) portate avanti dal 20 aprile 2022 per “contrastare l’inceneritore e il suo modello produttivo, che prevede l’estrazione di risorse, il consumo e la distruzione tramite incenerimento, con conseguente produzione di scarti tossici, che producono un danno significativo per l’ambiente, in forma solida (ceneri pesanti e leggere) e gassosa (anidrite carbonica, diossine, ossidi di azoto, anidride solforosa, acido cloridrico e fluoridrico, polveri, polveri sottili, nano-polveri, metalli, idrocarburi policiclici aromatici e furani)”, si legge sulle motivazioni della petizione.

Le associazioni della Rete, al contrario, chiedono di “adottare soluzioni innovative basate su un modello di economia circolare, nel rispetto della normativa europea sulla gerarchia dei rifiuti e del Piano Regionale dei Rifiuti, che considera gli scarti come una miniera da cui estrarre materie prime da rimettere nel ciclo produttivo.

La collaborazione con i Comuni del territorio ha portato la rete a farsi promotrice di ” molteplici delibere, campagne congiunte, lettere, fino a un’azione legale coordinata”.

«Siamo arrivati a 15mila firme ma l’interesse è molto più ampio. Al prossimo consiglio comunale discuteremo sicuramente la mozione sottoscritta anche con la consigliera Giulia Ciafrei affinché anche il comune di Velletri dia una sua posizione ufficiale oltre che ufficiosa (sull’inceneritore di Santa Palomba sul quale rispetto ad altri comuni limitrofi ancora non si è espresso n.d.r ). Non può essere questo, nel 2024, – ha tuonato il consigliere veliterno-  il sistema per andare a trattare i rifiuti: non si può bruciare una ricchezza e abbiamo sempre detto che il rifiuto, sotto l’aspetto economico, deve essere una ricchezza.  L’ inceneritore ha un forte impatto ambientale tralasciando quando impatterà sulla salute pubblica – e per questo – deve essere la soluzione residuale per il rifiuto che non ha più un’alternativa.  Il fine non giustifica i mezzi quando non c’è più il fine» , ha affermato il consigliere veliterno Sergio Andreozzi  che ha concluso dicendo: «Roma non può risolvere i suoi problemi mandando ai confini più estremi l’immondizia ma deve ragionare sulla chiusura del ciclo dei rifiuti e non con questa semplificazione che è impattante»

Cosa si chiede nella petizione contro l’Inceneritore

In sostanza i comitati popolari Rete Tutela Roma Sud e Castelli Romani chiedono;

a) Al Presidente del Consiglio dei ministri di  di intervenire presso il Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo della Chiesa Cattolica (carica ricoperta dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri n.d.r) per sospendere, sulla base del principio di precauzione e tenuto conto dell’indagine in corso sull’acquisto del terreno per l’impianto, la procedura di cui alla citata ordinanza commissariale n. 27/2023 in quanto l’incenerimento dei rifiuti è in contrasto con gli obiettivi ambientali europei ed espone a forte rischio la salute delle persone;

b) Al Presidente della Camera dei deputati e al Presidente del Senato della Repubblica di trasmettere la presente petizione presso i rispettivi rami del Parlamento finalizzata alla modifica della disposizione di legge di cui all’articolo 13 Decreto-Legge 17 maggio 2022, n. 50 convertito con modificazioni dalla L. 15 luglio 2022, n. 91 (in G.U. 15/07/2022, n. 164 prevedendo l’abrogazione delle lettere a) e d) del comma 1 sulla base delle motivazioni ampiamente sviluppate nella parte introduttiva; di promuovere presso i rispettivi rami del Parlamento con il coinvolgimento dei gruppi parlamentari l’adozione di atti di indirizzo finalizzati a sospendere, sulla base del principio di precauzione e tenuto conto dell’indagine in corso sull’acquisto del terreno per l’impianto, la procedura di gara di cui alla citata ordinanza commissariale n. 27/2023 in quanto l’incenerimento dei rifiuti è in contrasto con gli obiettivi ambientali europei ed espone a forte rischio la salute delle persone; di favorire ampio dibattito all’interno delle due Camere e l’adozione di iniziative legislative e non, dirette all’introduzione di una moratoria generale per nuovi impianti di incenerimento e rivedere i vigenti limiti di emissioni, non più sufficienti a tutelare la salute;

c) Al Presidente della Regione Lazio di avvalersi delle prerogative che la disposizione di cui all’articolo 13 comma 2, secondo capoverso del citato articolo 13 del D.L. n. 50/2022 convertito con modificazioni dalla L. n. 91/2022 attribuisce alla Regione Lazio ovvero della facoltà di esprimersi entro i 15 giorni
dall’adozione delle ordinanze del Commissario straordinario per contrastare l’avanzamento di PETIZIONE POPOLARE CONTRO L’INCENERITORE DI ROMA
10 quanto previsto dalle ordinanze n. 7 e n. 8 del 2022 e n. 27/2023 emanate dal Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo della Chiesa cattolica, di dichiarare, come richiesto dal Comune di Albano Laziale con deliberazione n. 48/2023, l’istituzione di un’area ad elevato rischio di crisi ambientale sul sito della discarica di Roncigliano ai sensi della citata legge regionale n.13/2019;

d) Al Presidente del Consiglio della Regione Lazio di trasmettere al Consiglio la presente petizione finalizzata a: a stimolare la Giunta, attraverso opportuni atti di indirizzo, ad avvalersi delle prerogative che la disposizione di cui all’articolo 13 comma 2, secondo capoverso del citato articolo 13 del D.L. n. 50/2022 convertito con modificazioni dalla L. n. 91/2022 attribuisce alla Regione Lazio ovvero della facoltà di esprimersi entro i 15 giorni dall’adozione delle ordinanze del Commissario Straordinario per contrastare l’avanzamento di quanto previsto dalle ordinanze n. 7 e n. 8 del 2022 e n. 27/2023 emanate dal Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo della Chiesa cattolica; di sostenere presso la Giunta, attraverso opportuni atti di indirizzo, la richiesta del Comune di Albano Laziale avanzata con deliberazione n. 48/2023, l’istituzione di un’area ad elevato rischio di crisi ambientale sul sito della discarica di Roncigliano ai sensi della citata legge regionale n.13/2019.

e) Alla Commissione Europea di verificare, direttamente sulla base della presente denuncia o su mandato del Parlamento europeo, tra i destinatari di questa petizione, la compatibilità della realizzazione di un impianto di incenerimento di capacità pari a 600mila tonnellate di rifiuti indifferenziati l’anno destinato a
funzionare almeno fino al 2055 di cui alle ordinanze del Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo della Chiesa Cattolica n. 7/2022, n. 8/2022 e n. 27/2023 con:
– la normativa europea in materia di rifiuti e con il regolamento relativo agli obiettivi climatici
definiti dal Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 giugno 2021;
– gli obiettivi ambientali europei, considerato che l’incenerimento dei rifiuti causa, a lungo termine, danni ambientali significativi;
– il principio di precauzione, che sarebbe violato con la realizzazione di tale impianto.

e) Al Parlamento Europeo di esaminare urgentemente, attivando al riguardo anche la tempestiva verifica della
Commissione europea, la compatibilità della realizzazione di un impianto di incenerimento di capacità pari a 600mila tonnellate di rifiuti indifferenziati l’anno destinato a funzionare almeno fino al 2055 di cui alle ordinanze del Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo della Chiesa Cattolica n. 7/2022, n. 8/2022 e n. 27/2023 con:
– la normativa europea in materia di rifiuti e con il regolamento relativo agli obiettivi climatici definiti dal Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 giugno 2021;
– gli obiettivi ambientali europei, considerato che l’incenerimento dei rifiuti causa, a lungo termine, danni ambientali significativi;
– il principio di precauzione, che sarebbe violato con la realizzazione di tale impianto.
– di promuovere ampio dibattito al suo interno, finalizzato all’introduzione di una moratoria generale per nuovi impianti di incenerimento nell’Unione europea e rivedere i vigenti limiti di emissioni, non più sufficienti a tutelare la salute; di garantire il rispetto di ogni diritto individuale e collettivo tutelato dai Trattati e dal diritto dell’Unione europea, che risultano suscettibili di lesione e di adottare ogni atto o iniziativa adeguati alla loro salvaguardia.

Generico giugno 2024

Chi sono la Rete Tutela Roma Sud e Castelli Romani:

Sono formalmente 22 realtà associative rappresentative della società civile più attenta del territorio, che collaborano con associazioni ambientaliste nazionali, aziende e istituzioni locali. La Rete è aperta al contributo di tutti e costantemente impegnata a estendere la partecipazione, soprattutto dei giovani.

Al momento hanno formalmente aderito:
i. Associazione FARE Castelli – Elena Mazzoni
ii. Comitato di Quartiere S. Palomba – Paolo Ceccarelli
iii. Circolo Legambiente Appia Sud “Il Riccio” – Mirko Laurenti
iv. Circolo Legambiente Agro Romano Meridionale – Chiara Barberini
v. Comitato di quartiere Pavona Uno – Salvatore Stefanelli
vi. Comitato di quartiere Villa Ferrajoli – Arturo De Marzi
vii. Associazione Fabrica Albano – Carla Oliva
viii. Comitato Io Amo via S. Maria in Formarola – Laura Orsatti
ix. Italia Nostra Sezione Castelli Romani – Enrico Del Vescovo
x. Azienda Agricola Terra Canta – Carlo Giudicepietro
xi. Associazione per il Cambiamento – Claudio Tariciotti
xii. Formiche Energie Positive Marino – Marco Carbonelli
xiii. Associazione Vedere Altrimenti – Antonella Gullo
xiv. Comitato di Quartiere Albano Centro Storico – Alessandro Bettoni
xv. Comitato di Quartiere Tor Paluzzi – Savino Volpe
xvi. Comitato di Quartiere Miramare – Paolo Zonetti
xvii. Comitato di Quartiere Montagnano – Valter Sartori
xviii. ANPI quadrante Castelli Romani – Simona Biffignandi
xix. Archeoclub Aricino Nemorense – Maria Cristina Vincenti
xx. COP X – Rete per la conferenza sui rifiuti – Paula Filipe De Jesus
xxi. Schierarsi “Piazza Frasconi Genzano” – Elena Fattori
xxii. Associazione per la decrescita (Gruppo di Roma) – Federico Calò

Per aderire alla rete scrivere a: retetutelaromasud@gmail.com

Generico giugno 2024

 

leggi anche
velletri allora sivà? avis
Eventi
Velletri – AVIS, 3 giorni di sport e divertimento per l’evento “Allora: Si Và?”
commenta