Ultimo consiglio comunale prima delle ferie ieri alla sala Nenni di Ciampino dove è stato discusso, non senza piccole schermaglie tra giunta ed opposizioni, il documento di assestamento generale di bilancio e “salvaguardia degli equilibri” previsionali per il biennio 2024-2026. Una relazione di trentasei pagine, fitta di numeri e grafici, letta e commentata per quasi un’ora dall’assessore al Bilancio Catalini e recante la firma del dirigente economico finanziario del Comune Francesca Spirito.
«Puntuale ma piena di importanti criticità» secondo l’ex sindaca Daniela Ballico, la cui giunta cadde il 2 settembre 2021 a causa delle dimissioni di 13 consiglieri (9 di opposizione e 4 di maggioranza).
Un programma economico, quello presentato ieri e votato dai sedici consiglieri di maggioranza – intergruppo compreso –, teso ad assicurare, secondo il d.l. 267/2000, il mantenimento del pareggio di bilancio, vero e proprio incubo per i medi e piccoli comuni, costretti a tirare la cinghia e a fare di continuo i conti con una coperta sempre troppo corta. Difesa a spada tratta dalla sindaca Colella e dalla consigliera di maggioranza Gentili, la relazione è stata duramente attaccata dal consigliere Mauro Del Tutto (M5S) e dalla consigliera leghista Ballico che al momento della votazione è uscita dall’aula insieme agli altri esponenti di minoranza De Rosa (Diritti in Comune), Atzori (FdI) ed il leghista Balmas.
«Votatevelo da soli questo assestamento di bilancio, state ballando sul filo di lana» ha ironizzato Ballico dopo aver ricordato che «solo un dato emerge: delle società partecipate Asp e Ambiente non si sa assolutamente nulla: il buio più totale. Non è un segreto che Asp sia in una situazione di crisi assoluta e sia stata sull’orlo del fallimento; anche Ambiente del resto non sta meglio e i piani industriali di queste due società – imminenti, avevate detto – sono praticamente spariti. Abbiamo quindi questa presentazione che definirla ‘monca’ è fargli un grande regalo: questa è una relazione alla “dio ci aiuti”».
Più centrato e sinceramente preoccupato il consigliere Mauro Del Tutto che ha dichiarato al nostro giornale: «Non si può dare per certo che le verifiche della Corte dei Conti sulle partecipate non creeranno squilibri economici e finanziari; a tutt’oggi non sappiamo con certezza cosa riserverà la gestione delle due società pubbliche Asp ed Ambiente. Quello di cui siamo sicuri è che non avrebbero dovuto procedere alla votazione di quel punto, poiché non sono noti gli effetti contabili ed inattesi sul bilancio dell’anno 2024». «Un dato storico incontestabile e di rilevanza contabile – prosegue Del Tutto –: non è stato approvato il bilancio di esercizio anno 2023 per le due partecipate, come tra l’altro viene riportato nella relazione e questo non risponde alla regolarità ed ai criteri che sono posti alla base di un corretto documento contabile: universalità, veridicità, integrità, pareggio…».

Chiamata in causa, la sindaca Colella su queste osservazioni ed altre criticità del documento contabile, ha risposto: «L’opposizione fa il suo mestiere: dire che questo bilancio si regga su poche centinaia di migliaia di euro è veramente fuori dal mondo. Abbiamo verificato in maniera dettagliata in che modo abbiamo dovuto far fronte ad alcune criticità come ad esempio il contratto del trasporto pubblico locale: c’è stato è vero un incremento dovuto alla rivalutazione Istat e che abbiamo dovuto fronteggiare con risorse comunali, a cui non è seguito un adeguamento nei trasferimenti provenienti dalla Regione Lazio che sono rimasti invariati ed inadeguati. Nonostante i nostri incontri effettuati in regione con gli uffici e gli assessori competenti e le tante missive inviate, ad oggi non abbiamo avuto nessun riscontro. Continuiamo a sostenere questi aumenti tramite le nostre casse comunali, risorse quindi dei cittadini. Un’altra variabile, la spending review (o ‘taglio della spesa pubblica’, ndr), che purtroppo ha comportato un’iscrizione in bilancio poiché abbiamo dovuto effettuare dei trasferimenti al ministero, in conformità alla Legge di Bilancio 2024, e dalla ripartizione avvenuta – specchietto a pagina 33 – ci sono gli importi a decorrere già da quest’anno fino al 2028. Sono importi consistenti perché parliamo di 115mila euro nel biennio ’24-’25, di 118mila nel ’26 e di 121mila per il ’27-’28. Anche qui per il corrente anno, in maniera prudenziale, sono state accantonate una parte delle somme, per 72.896 euro, a cui abbiamo però dovuto aggiungere ulteriori somme per coprire l’importo del 2024, 2025 e 2026».
Le criticità rilevate dal dirigente economico nel documento di salvaguardia «riguardano le entrate e noi ci stiamo attivando con gli uffici preposti con procedimenti di recupero delle riscossioni: questa è quindi l’attività che come amministrazione stiamo implementando e procediamo rispondendo in tal modo a quegli investimenti ed attività, finanziamenti che abbiamo ottenuto da enti sovracomunali: una voce importante è quella relativa ai rifiuti, con interventi di miglioramento e meccanizzazione della raccolta differenziata con 995mila euro finanziati dal Pnrr: questo significa che come amministrazione stiamo lavorando anche per reperire risorse provenienti da enti sovracomunali. Un’attività importante che stiamo attuando di concerto con tutti i nostri uffici. Il nostro è un bilancio in salute. I rilievi sulle partecipate sono dei dati che, in sede di “consolidato” e poi con il riaccertamento che dovrà essere verificato nell’anno successivo, non riguardano questa delibera». E sulla votazione: «E’ un voto ‘morale’, sulla base di dati contabili, su dati evidenti, dati che risultano chiari: oggi con questo atto e con l’approvazione di questa delibera, la nostra amministrazione basa i suoi fatti su dati oggettivi, riportati dagli uffici e dai dirigenti».

A margine della seduta, sul riconoscimento della legittimità di debito fuori bilancio sul caso della mancata attuazione di uno stallo per un anziano residente, Del Tutto spiega: «Per me si tratta di un comportamento in spregio alla procedura di assegnazione: è lo stesso Tar del Lazio, a cui l’anziano novantenne si è rivolto, a dichiarare – tramite sentenza – che tutto si configura come un ‘diritto negato’, e il presunto debito fuori bilancio che la giunta ha fatto passare, non ha i requisiti di legge. I consiglieri ora dovranno inviare gli atti alla procura della Corte dei Conti, secondo le disposizioni di Legge…».
Roberto Canò



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