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Lago di Nemi: dove si trova, cosa vedere, spiagge e Museo delle Navi Romane

Lago di Nemi

Il Lago di Nemi è un piccolo lago di origine vulcanica che si trova nel territorio dei Castelli Romani. Più alto di 25 metri rispetto al vicino Lago Albano, è noto per le sue caratteristiche geologiche legate al complesso vulcanico dei Colli Albani. Le sue acque sono generalmente balneabili e controlli sulla qualità delle acque vengono fatti regolarmente ogni anno.

Come arrivare al Lago di Nemi

Il Lago di Nemi dista da Roma una quarantina di chilometri circa ed è raggiungibile in auto e con i mezzi pubblici.

In auto

Da Roma bisogna prendere l’uscita 5 del Grande Raccordo Anulare (Aeroporto di Ciampino) e imboccare via dei Laghi, proseguire per circa 14 km fino all’uscita per Nemi, seguendo le opportune indicazioni. La strada in assoluto più comoda è quella che passa per Genzano di Roma.

In treno e in autobus

Dalla stazione di Roma Termini si può prendere un terno regionale diretto ad Albano Laziale e da lì prendere un autobus Cotral diretto a Genzano o a Nemi.

Altrimenti, è possibile arrivare al capolinea della linea A della metropolitana (fermata Anagnina) e da qui prendere un autobus Cotral per Genzano di Roma e infine, da piazza Frasconi, un bus per il Lago di Nemi.

La storia del Lago di Nemi

Il nome del lago deriva dal Nemus Dianae, ovvero il bosco sacro dedicato alla dea Diana, divinità della caccia e dei boschi, nei pressi del quale si trova un antico tempio romano a lei intitolato. Questo divenne uno dei centri di culto più importanti dell’area. Il culto di Diana Nemorense non si limitava alla spiritualità: attorno al lago si celebravano infatti feste e rituali legati alla natura e alla fertilità.

Il lago è stato apprezzato fin dall’antica Roma come destinazione di villeggiatura ed è ricco di reperti archeologici. Spicca poi un emissario romano di circa 1650 metri che attraversa il terreno vulcanico fino a Valle Ariccia. Si tratta di una straordinaria opera idraulica arcaica realizzata presumibilmente da maestranze latine con influenze etrusche. Lo scopo di questo emissario era duplice:

  • Regolare il livello del lago durante piogge intense;
  • Irrigare terreni circostanti.

La costruzione, iniziata nel VI-V secolo a.C., richiese avanzati studi di topografia per calcolare pendenze e distanze. L’opera fu usata fino al XX secolo per il recupero della navi di Caligola.

La fotogallery dell'escursione lungo il Bosco Sacro, tra Genzano e Nemi, con Trek Mood

Durante l’Impero Romano, il Lago di Nemi fu teatro di eventi sfarzosi, come le celebrazioni organizzate dall’imperatore Caligola. Questi fece costruire due grandi navi cerimoniali, vere e proprie residenze galleggianti, che utilizzava per festeggiamenti in onore di Diana e altre cerimonie. Queste navi, affondate e rimaste sommerse per secoli, furono recuperati negli anni ’30 e conservate nel Museo delle Navi Romane. Purtroppo, durante la Seconda Guerra Mondiale, il museo finì per essere distrutto da un incendio e non tutti, ormai, concordano con la prima versione ufficiale, che lo volle incendiato dalle truppe tedesche in ritirata: ciò causò l’inevitabile perdita di questi reperti.

Nel Medioevo, l’area attorno al lago divenne nota come Massa Nemus, una comunità agricola intenta a produrre principalmente frutta e vino.

Intorno al IX secolo fu edificato il Castrum Nemoris, un castello che dominava il borgo, segnando l’inizio dello sviluppo urbanistico della cittadina. Nel corso dei secoli, Nemi passò sotto il controllo di varie famiglie nobiliari, tra cui i conti di Tuscolo, i Frangipane, i Colonna, i Braschi e, infine, gli Orsini.

Durante l’epoca rinascimentale, il borgo di Nemi fu arricchito da interventi architettonici e urbanistici di valore. Durante questo periodo, la famiglia Colonna vendette i feudi di Nemi e Genzano al cardinale Guillaume d’Estouteville, i cui eredi portarono ulteriori migliorie al castello e al territorio.

Nel Cinquecento, Nemi fu brevemente sotto il controllo dei Borgia, i quali gestirono i feudi in un periodo turbolento per la regione. Dopo alterne vicende, il territorio tornò nuovamente ai Colonna e successivamente ai Ruspoli, che contribuirono a ristrutturare il castello e a migliorare la qualità della vita del borgo.

Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, Nemi divenne una meta prediletta del Grand Tour, attirando artisti, scrittori e intellettuali provenienti da tutta Europa. Molti visitatori furono ispirati dalla tranquillità del posto: tra questi figurano lo storico tedesco Barthold Georg Nieburg, il compositore francese Charles Gounod, lo scrittore franco-svizzero Charles Didier e l’antropologo scozzese James Frazer.

Il lago fu protagonista di diverse opere artistiche e letterarie: l’evento più significato è senza dubbio rappresentato dalla mostra “Cento vedute del Lago di Nemi” del 1929, che celebrò il paesaggio unico del lago attraverso una raccolta di dipinti che ne ritraevano i molteplici aspetti durante le diverse stagioni.

Con l’Unità d’Italia, Nemi divenne un comune indipendente e continuò a svilupparsi come centro turistico e culturale.

Il Museo delle Navi Romane

museo navi romane

Come promesso, focalizziamoci ora su uno dei luoghi più importanti di Nemi dal punto di vista storico e archeologico: il Museo delle Navi Romane.

Le navi furono commissionate dall’imperatore Caligola nel I secolo d.C. e spiccavano per dimensioni e sontuosità (erano lunghe circa 70 metri e larghe 25 metri), erano dedicate alle dee Diana e Iside e Caligola le usava sia come dimore lussuose, sia per organizzare simulazioni di battaglie navali. Dopo la sua morte, il Senato romano decretò la damnatio memoriae dell’imperatore, ordinando la distruzione di tutto ciò che lo rappresentava: anche le navi finirono in quest’opera di cancellazione della memoria e furono affondate nel lago.

La leggenda di queste navi si diffuse poi sin dall’antichità, alimentata anche da ritrovamenti occasionali di resti da parte dei pescatori locali. I primi tentativi di recupero si ebbero già nel XV secolo, quando il Cardinale Prospero Colonna incaricò Leon Battista Alberti di esplorarne il fondo. Successivi sforzi furono fatti nei secoli seguenti, come quelli di Francesco De Marchi nel 1535 e del Cavalier Annesio Fusconi nel XIX secolo, i quali portarono alla scoperta di reperti come pavimenti in porfido, mosaici e oggetti decorativi.

Il recupero completo delle navi, tuttavia, fu possibile solo nel XX secolo, durante il regime fascista, grazie a un imponente progetto tecnico che prevedeva l’abbassamento del livello del lago tramite idrovore. L’intervento durò diversi anni, dal 1928 al 1932, e fu guidato dall’ingegnere Guido Ucelli.

Le imbarcazioni recuperate furono quindi collocate nel Museo delle Navi Romane, che fu costruito appositamente sulle rive del lago. Purtroppo, come già anticipato, nel 1944 un incendio distrusse le navi e gran parte dei reperti conservati. Secondo le prime ricostruzioni, arrivate fino ai giorni nostri, l’incendio fu innescato dalle truppe tedesche in ritirata, anche se altre fonti racconto di individui senza scrupoli che volevano appropriarsi dei materiali preziosi, come ad esempio il piombo delle strutture fuse dal fuoco. Spesso la storia la scrivono i vincitori. Senza i paraocchi delle ideologie, gli autori guidati del libro “L’incendio delle navi di Nemi. Indagine su un cold case della Seconda guerra mondiale (Passamonti Editore)”, con rigore scientifico, hanno fatto un’indagine molto accurata avvalendosi anche di discipline quali la fisica, la chimica, la balistica. Il lavoro ‘sana’ il trauma che ha subito il museo delle navi di Nemi e riattiva il flusso della conoscenza.

Il Museo resta oggi ancora visitabile e al suo interno si trovano reperti originali e ricostruzioni, tra cui i modellini delle navi, ancore, tegole bronzee e strumenti di bordo, mentre un’altra sezione del museo è dedicata alla storia del territorio albano in epoca repubblicana e imperiale.

L’ambiente del Lago di Nemi: flora e fauna

Il Lago di Nemi, formatosi durante l’ultima e più importante fase di attività del Vulcano Laziale è circondato da un ecosistema unico: lungo le rive del lago vi sono passeggiate e sentieri panoramici che permettono di immergersi in un paesaggio ricco di flora, come boschetti ripariali e canneti, mentre la fauna è popolata da un’ampia varietà di uccelli acquatici, insetti e pipistrelli, attratti dall’abbondanza di cibo.

Tra gli uccelli acquatici troviamo morette, moriglioni, svassi e cormorani, che vengono qui a svernare. Tra i passeriformi figurano usignoli di fiume e cannareccioni, mentre tra gli anfibi troviamo rospi e rane verdi. Presenti anche i rettili, specie rappresentata dalla natrice del collare e dalla testuggine americana, quest’ultima una specie introdotta.

Cosa fare al Lago di Nemi

Sentiero degli Acquedotti Nemi 1

Il Lago di Nemi, rispetto al Lago Albano, è un luogo più selvaggio e meno antropizzato e questo lo rende sotto certi aspetti più suggestivo e affascinante.

Tra le cose da fare al Lago di Nemi spicca senza dubbio una bella camminata: grazie a un percorso ad anello che circonda il lago, infatti, è possibile inerpicarsi nei sentieri che attraversano paesaggi selvaggi, canneti, boschi e terreni agricoli, per una camminata completamente immersa nella natura. Spiccano poi il Teatro di Paglia, e l’Accademia dei giochi di strada, di Gianluca Lopez. Di recente, poi, è stato inaugurato il Centro Canoa comunale.

Tornando al percorso ad anello, lungo 6 km, include tratti asfaltati e carrozzabili e sentieri più stretti e immersi nella natura, e risulta ideale per gli amanti dell’escursionismo, ma in alcuni punti richiede attrezzature adeguate e una buona preparazione fisica. Tra i punti di maggiore interesse figurano un bosco di bambù, una piccola piattaforma panoramica e un suggestivo Sentiero degli Acquedotti, che attraversa il cratere vulcanico, offrendo vedute spettacolari, grotte, una cascatella e una necropoli dell’età del bronzo. Questo sentiero si collega anche alla Via Francigena.

Sul lago è presente una piccola spiaggetta raggiungibile dopo aver parcheggiato l’auto a circa un chilometro di distanza.

Vista la mancanza di servizi nelle vicinanze del lago, soprattutto per chi vuole percorrere i sentieri, si consiglia di organizzarsi con tutto il necessario.

Cosa vedere al Lago di Nemi e dintorni

Il borgo di Nemi è naturalmente la prima cosa da vedere attorno al suo omonimo lago. Famoso per il suo fascino senza tempo, piccolo presepe vivente arroccato sull’acqua (sotto Natale è capace di regalare un’atmosfera particolarmente suggestiva), domina con il suo Palazzo Ruspoli e vicoli caratteristici. Il borgo è noto per la produzione delle celebri fragoline di bosco, che si possono gustare in numerose varianti nei negozi e pasticcerie del Paese, e che vengono degnamente onorate con una sagra nel mese di giugno.

Tra le principali attrazioni di Nemi troviamo:

  • Il Tempio di Diana: antico santuario legato al culto latino e alla Lega Latina, oggi visibile solo in parte.
  • La Terrazza degli Innamorati: da dove si gode di una vista spettacolare sul lago.
  • Chiese e monumenti, come la Chiesa di Santa Maria del Pozzo e il Santuario del Santissimo Crocifisso.

Questa e altre attrazioni sono consultabili nella nostra guida su cosa vedere a Nemi, che si concentra sulle bellezze del borgo.

Nei dintorni, invece, troviamo altri borghi caratteristici dei Castelli Romani, come Genzano di Roma, celebre per l’Infiorata tradizionale e il pane casareccio IGP, oltre che per il Palazzo Sforza-Cesarini con il suo giardino romantico.

Tra i luoghi naturali e culturali nei dintorni di Nemi e che consigliamo di vedere durante una gita fuori porta spiccano l’Eremo di San Michele Arcangelo e, per gli amanti della storia e delle passeggiate nel verde, la Via Sacra, oltre agli altri borghi dei Castelli come Ariccia, Albano Laziale, Rocca di Papa e Castel Gandolfo.

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