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Lago Albano tra storia e leggenda: cosa vedere, come arrivare e quanto è profondo il lago a Castel Gandolfo

Lago Albano

Il Lago Albano è un lago vulcanico che si trova nell’area dei Castelli Romani, in provincia di Roma: è noto anche, ma impropriamente, con il nome di lago di Castel Gandolfo. Si tratta del lago più profondo del Lazio (e se consideriamo l’origine vulcanica, più profondo d’Italia), in quanto raggiunge una profondità massima di 168 metri. Di forma ellittica, si trova a circa 300 metri sul livello del mare e non è alimentato da emissari, ma esclusivamente da piogge, sorgenti sotterranee e falde acquifere. Le sue acque sono di un colore scuro e sono circondate da coste ripide e ricche di fauna, tra cui spicca il falco pellegrino.

Raggiunge circa 3,5 km di lunghezza e 2,8 km di larghezza.

Come arrivare al Lago Albano

Il Lago Albano dista circa 25 km da Roma ed è facilmente raggiungibile dalla capitale.

In auto

Da Roma, si prende la via Appia in direzione sud-est fino a Castel Gandolfo. Il viaggio dura circa una mezzoretta.

In treno

Si parte da Roma Termini e si scende alla Stazione di Castel Gandolfo. Il viaggio dura circa 45 minuti e i treni passano ogni ora.

In autobus

Dalla stazione Anagnina, capolinea della Linea A della metropolitana, si prende un autobus Cotral in direzione Castel Gandolfo e si scende alla fermata Castel Gandolfo – Villetta FS.

La storia del Lago Albano

Il Lago Albano può vantare una storia archeologica molto ricca, poiché le sue coste sono abitate fin dall’età del bronzo. A tal proposito, i principali siti di interesse che si trovano in zona sono il Villaggio delle Macine, uno dei più grandi siti palafitticoli italiani, che fu scoperto nel 1984, e il ninfeo del Bergantino, parte della villa di Domiziano.

Il nome del lago deriva dall’antica città di Alba Longa, leggendaria capitale della Lega Latina fondata da Ascanio, figlio di Enea. La città, distrutta dai Romani nel VI secolo a.C., avrebbe occupato un’area vicino al versante orientale del lago, alle pendici del Monte Cavo. Il termine “albano” si è poi esteso a tutta la zona circostante, comprese le proprietà imperiali romane come l’Albanum Domitiani, ovvero la già citata Villa di Domiziano.

Durante l’epoca romana, il lago fu teatro di importanti opere idrauliche e di eventi spettacolari, come le celebri naumachie, ovvero battaglie navali, che intrattenevano il pubblico.

Nel Medioevo, il lago divenne proprietà della Chiesa, per poi passare successivamente di mano tra nobili e proprietari privati.

Nel 1615, Papa Paolo V fece costruire una diga per controllare il livello delle acque e prevenire eventuali inondazioni a Roma, causate da eruzioni o terremoti.

Nel corso del XIX secolo, il lago fu venduto dalla Camera Apostolica e nel Novecento subì una progressiva antropizzazione, diventando rapidamente meta turistica e sede di infrastrutture moderne, tra cui strade, una ferrovia e impianti sportivi, che vennero costruiti per le Olimpiadi di Roma del 1960, visto che qui si tennero le gare di canottaggio e di canoa (sport, quest’ultimo,  che viene ancora praticato sulle acque del bacino lacustre castellano).

Il Lago Albano dal punto di vista geologico

Dal punto di vista geologico, il Lago Albano fa parte del complesso vulcanico dei Colli Albani, che include anche il vicino Lago di Nemi. Questo territorio vulcanico è stato teatro di attività eruttive millenarie che hanno lasciato tracce evidenti come rocce vulcaniche, pentime scavate nell’acqua e suoli ricchi di pozzolana.

I resti geologici del vulcano, che risalgono al Pleistocene, contribuiscono alla particolare composizione del terreno e della sabbia delle spiagge del lago, caratterizzate dal colore nero cenere.

Come abbiamo già accennato in precedenza, il Lago Albano presenta una forma ellittica, insolita rispetto ai tipici laghi vulcanici circolari. Questa morfologia è principalmente dovuta a un’origine complessa, con almeno cinque esplosioni vulcaniche che hanno modellato il cratere, caratterizzato da pendii molto ripidi, soprattutto sul versante meridionale. Sul lato settentrionale, invece, le pareti risultano meno scoscese, perché le esplosioni trovarono meno materiale sopra di sé.

L’unico emissario artificiale, costruito nel IV secolo a.C., non è più attivo e il livello dell’acqua è diminuito negli ultimi decenni a causa di fattori naturali e antropici. A tal proposito, hanno destato preoccupazioni le recenti rilevazioni a novembre 2024.

Com’è il clima sul Lago Albano

Lago Albano inversione termica

Il clima nella zona è molto umido e più freddo rispetto ai centri abitati vicini, a causa del fenomeno dell’inversione termica, molto frequente in questa zona, così come ai vicini Pratoni del Vivaro. Si tratta di un fenomeno meteorologico particolarmente affascinante, perché si distingue per un raffreddamento dello strato d’aria prossimo al suolo, sovrastato però dall’aria calda. In pratica, a differenza di come dovrebbe accadere normalmente, più si sale di quota più la temperatura sale. È come se questo strato d’aria calda fosse un coperchio posto su una pentola piena d’aria fredda. Ciò porta alla formazione di uno strato di aria fredda che resta ancorato al suolo e che può provocare nebbie a causa della condensazione dell’umidità.

L’ambiente: flora e fauna

Il Lago Albano è circondato da fitte foreste e boschi misti e ospita una varietà di piante acquatiche e terrestri, come ontani, pioppi, canneti e numerose specie di arbusti e fiori nel sottobosco. Le sue acque sono abitate da diverse specie ittiche autoctone, tra cui spiccano l’anguilla e la tinca.

La fauna comprende diversi mammiferi, tra cui ricci, volpi e scoiattoli, e una ricca avifauna, tra cui il falco pellegrino. Tra gli uccelli acquatici più diffusi in zona troviamo germani reali, folaghe e cormorani.

Cosa vedere nei dintorni del Lago Albano

lago albano

Nei paragrafi precedenti, abbiamo visto che il Lago Albano è un luogo di interesse dal punto di vista storico, archeologico, geologico e naturale. Il pittoresco lungolago, le spiagge libere e private e soprattutto il paesaggio unico rende questo posto un incantevole sito da visitare. Il lago è balneabile e viene monitorato ogni anno dalle organizzazioni che si occupano di analizzare la qualità dei bacini lacustri, nonché da quelle che lottano contro il fenomeno dell’abbassamento delle acque (di recente si è svolta una “secchiata” di sensibilizzazione).

Le acque del lago sono ideali anche per praticare canoa, vela e pedalò e attorno al bacino, rive e sentieri offrono la possibilità di fare jogging, mountain bike o rilassanti passeggiate. Qui è situato anche il circolo federale della Federazione Italiana Canoa e Kayak, dove si allena la nazionale italiana.

Anche i dintorni del Lago Albano presentano un’offerta ricca e variegata di siti di interesse. A pochi chilometri da Roma, una gita fuori porta in questa splendida meta può essere il presupposto per visitare anche città come Albano Laziale, dove si trovano la Chiesa di Santa Maria della Stella e la Tomba degli Oriazi e Curiazi solo per citare due attrazioni del luogo, e Castel Gandolfo, borgo medievale che si affaccia direttamente sul lago e che ospita il Palazzo Pontificio, la residenza estiva dei Papi.

Attorno al lago Albano, a pochi chilometri di distanza gli uni dagli altri, vi sono altri borghi storici dei Castelli Romani, tra cui Ariccia, Rocca di Papa, Marino, Frascati e Nemi, nonché siti di interesse storico come il Parco Archeologico di Tusculum, con le sue rovine romane, e il Lago di Nemi, con il suo Bosco Sacro e il Tempio di Diana.

Lago Albano: miti e leggende

Castel Gandolfo, il Lago Albano ha ospitato i Campionati Italiani di Canoa Velocità (FOTO)

Oltre alle leggendarie origini che ci riportano all’altisonante nome di Alba Longa, il lago ha la caratteristica di circondarsi di miti e leggende, alcune delle quali partono ovviamente da riferimenti storici e non solo.

Una leggenda parla di una donna anziana che, accusata di stregoneria, si sarebbe gettata da un precipizio sul lago. Secondo la leggenda, si può ancora udire la sua voce che invita i passanti a seguirla nel vuoto, creando un’atmosfera sospesa tra realtà e mito. Il luogo è noto come Pentima della Vecchiaccia e ci si arriva tramite un percorso che si insinua nella vegetazione, vicino alla Discesa del Diavolo, un altro sentiero che fa parte del periplo del Lago. Dalla Pentima, che significa “rupe”, si può ammirare uno dei scorci più belli sul lago Albano: attenti però a non cadere giù.

Un’altra leggenda che affonda le sue radici nella Storia riguarda invece l’emissario del lago Albano, che fu costruito nel 396 a.C.: si trattava di un cunicolo lungo 1800 metri, un altro esempio di come fosse avanti l’ingegneria romana. Gli indovini predissero la caduta della città di Veio se le acque del lago avessero seguito un percorso diverso dal normale. Questo portò alla realizzazione dell’opera idraulica, che aveva proprio il compito di deviare le acque del lago, momento che coincise con la vittoria romana sotto Marco Furio Camillo.

Non appartiene ai miti, purtroppo, la sua triste fama di aver “inghiottito” tanti bagnanti, che vi hanno trovato la morte: tante, anche di recente, le persone che vi hanno perso la vita.

D’estate le acque del Lago Albano vengono solcate dai canadair che si approviggionano di acqua per spegnere gli incendi che affliggono il territorio.

Cosa mangiare al Lago Albano e dintorni

Il Lago Albano si presenta anche come meta ideale per un picnic sulla riva, durante la bella stagione, o un pranzo in uno dei ristoranti e dei tipici locali che contornano il lago, a Castel Gandolfo. Qui si potranno gustare le prelibatezze della cucina locale, prodotti come la porchetta di Ariccia, le salsicce, i primi piatti tipici della cucina romana, mentre la specialità culinaria del luogo è il broccolo capoccione, che viene usato per la ricetta dei broccoli attufati, ovvero conditi con aglio, olio e peperoncino e affogati nel vino bianco.

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