Le celebrazioni del quarantennale dall’istituzione del Parco dei Castelli Romani si sono chiuse sabato 11 gennaio con il convegno “Il Parco Regionale dei Castelli e le nuove aree di espansione: nuove opportunità di valorizzazione e tutela per il loro patrimonio naturalistico, storico ed archeologico”. L’evento, che ha visto la partecipazione di diversi sindaci ed amministratori del territorio, si è svolto a Ciampino, comune che a sua volta ha appena festeggiato i suoi primi cinquant’anni di autonomia, con tanto di reciproco omaggio finale, a suggellare i due anniversari.
In attuazione della volontà popolare, il Parco venne istituito con la Legge Regionale numero 2 del 13 gennaio 1984 per tutelare l’integrità naturale e culturale dei Comuni che occupano l’antico Vulcano Laziale, preservare le tradizioni locali e promuovere lo sviluppo socio-economico delle popolazioni interessate. Nel corso di un lungo anno, nei comuni di pertinenza, sono stati organizzati oltre 100 eventi con la partecipazione di decine di associazioni e un grande coinvolgimento di pubblico, e nel corso dell’ultimo convegno si sono succeduti diversi interventi istituzionali, a partire da quelli dei vertici del Comune di Ciampino, con la Sindaca Emanuela Colella che ha dato il là agli interventi, salutando anche i tanti colleghi sindaci accorsi (Francesca Sbardella di Frascati, Alberto Bertucci di Nemi, Gianluca Staccoli di Ariccia e Stefano Cecchi di Marino, affiancato dalla vicesindaca Sabrina Minucci e la consigliera comunale Fabiola Minucci), oltre ad altri amministratori e consiglieri comunali di Ciampino e del territorio, come Andrea Bizzarri da Velletri, e altri rappresentanti istituzionali quali Serena Gara, Commissario straordinario dell’XI Comunità Montana Castelli Romani e Monti Prenestini.
Ciampino, il piano archeologico della giunta Colella
Ad aprire i lavori di un evento introdotto e moderato dal Direttore di Castelli Notizie, Daniel Lestini, è stata la padrona di casa, la sindaca ciampinese Emanuela Colella, che ha annunciato la volontà dell’amministrazione, espressa con delibera di giunta, di trasformare l’area di Mura dei Francesi in parco archeologico. “Deve diventare un museo all’aperto, fiore all’occhiello del territorio, come anche villa Maruffi, oggi di proprietà della Fondazione Maruffi Roma Tre, realtà di confine tra Castelli e campagna romana, con cui abbiamo stipulato una convenzione”, ha detto Colella, ricordando poi che l’Appia Antica è stata acquisita al patrimonio dell’Unesco e la valorizzazione, quindi, riguarda anche il territorio circostante.
Federica Giglio, assessora alle Politiche Ambientali di Ciampino, ha sottolineato l’importanza dell’opera fin qui svolta, a conferma che la tutela dell’ambiente non ha colore politico: “Non è di una parte, ma è obiettivo da perseguire a favore della comunità. Stiamo vedendo cosa sta succedendo nel mondo, come a Los Angeles, a conferma che la tutela non è più un aspetto residuale. Oggi dobbiamo pensare al nostro modo di stare sul pianeta e all’impatto che abbiamo su di esso”. L’assessora ha quindi annunciato l’iniziativa “Bici in Comune” presentata col Gal, il Circolo Legambiente e l’associazione Officine Civiche: “Abbiamo presentato il bando per migliorare la qualità del territorio e il Parco dei Castelli Romani è un enorme contenitore di opportunità”, ha aggiunto Giglio.
Boccali, il Parco non si è chiuso a Villa Barattolo, nuove sfide per il futuro
La parola è quindi passata all’avv. Ivan Boccali, Commissario straordinario del Parco dei Castelli Romani. “Il quarantennale del Parco finisce dove sono nato e cresciuto, e dove vivo, nel Comune dove sono stato consigliere comunale e vicesindaco. Oggi, quindi, ritorno a casa, e tutto “finisce” dove tutto è iniziato. Non torno da avversario politico ma da alleato strategico per il benessere della comunità, visto che il Parco è stato, è e sarà un volano importantissimo per il territorio”. Il Commissario straordinario ha quindi fatto il bilancio di “un anno molto intenso. Abbiamo deciso di portare il Parco nei territori e non ci siamo chiusi a Villa Barattolo a fare commemorazioni. Abbiamo fatto una specie di “tour on the road”, andando in tutti i comuni con escursioni, passeggiate, convegni e degustazioni, in cui abbiamo contribuito a far conoscere al meglio il territorio”.
Boccali ha poi definito il Parco, oltre l’accezione comune di concedente o meno di nullaosta, come l’Ente sovracomunale a cui spetta il delicato compito “di tutelare più interessi e salvaguardare la splendida biodiversità, con un patrimonio storico, naturalistico, archeologico di primo livello. È un ente astratto e anche concreto”, ha aggiunto il Commissario Straordinario, che non si è limitato a “fotografare” il passato, ma si è proiettato verso un futuro caratterizzato da sfide irrinunciabili. La prima è “costruire il ‘sistema Castelli Romani’, in cui non ci siano comuni in cui ciascuno rema nella propria direzione, ma tutto sia fondato sulla forza propulsiva di un territorio unico, unito da una storia comune, in cui il Parco può essere il collante, in qualità di ente sovracomunale. L’altra sfida è quella di diffondere un’educazione ambientale attraverso la condivisione di un Bene universale, quello della natura, nella consapevolezza che l’ambiente va fatto conoscere, anche a beneficio di figli e nipoti, togliendolo dalle teche dove si mettono le cose che non si possono toccare, perché il Bene – ha concluso Ivan Boccali – esiste solo quando è condiviso”.
In assenza dell’assessore regionale Giancarlo Righini, trattenuto da improrogabili impegni istituzionali, si è passati agli interventi tematici, aperti dalla geologa Emanuela Angelone, direttrice del Parco Regionale dei Castelli Romani, che ha tratteggiato un ampio bilancio degli eventi del quarantennale, evidenziando “l’importanza del lavoro fatto con gli enti territoriali e le associazioni, tutti protesi nella stessa direzione, all’insegna di iniziative di qualità”. La Angelone, ha poi evidenziato le tappe che hanno portato agli ampliamenti dei confini del Parco, senza esimersi dall’accennare alla proposta di legge regionale per far congiungere, proprio nel territorio di Ciampino, i Parchi dei Castelli Romani e dell’Appia Antica. La Direttrice del Parco ha infine ricordato anche le recenti acquisizioni della Solfatara di Pomezia e della riserviva di Tor Caldara, evidenziando lo straordinario ruolo del Parco, come collante di tutela e salvaguardia di tanti tesori.
Simone Quilici, Direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica, da non confondere con il Parco regionale dell’Appia, ha auspicato, oltre l’avvicinamento e il collegamento di porzioni di territorio dei comuni di Roma, Ciampino, Marino, l’approdo a un grande Parco Nazionale all’insegna di una inscindibile complessità, archeologico-culturale, naturalisticoambientale. In fondo, eccetto disciplinare la materia con una legge ad hoc, non bisognerebbe inventare proprio nulla; solo riprendere e aggiornare idee dell’altro ieri: a cominciare da quando l’architetto e a suo modo archeologo Luigi Canina, su ‘mandato’ di Pio IX, papa re lungimirante, trasformò l’Appia Antica da Roma a Frattocchie in un museo a cielo aperto. “L’idea del Parco Nazionale d’Italia o della latinità è del 1931 ma rimase su carta, nello stesso anno del piano regolatore di Roma, di Piacentini e Giovannoni, che prevedeva il ‘cuneo verde’ dai Castelli al Colosseo”. Un corridoio ecologico che gioverebbe a tutti.
Insomma, potrebbe realizzarsi il sogno di Antonio Cederna, padre spirituale del Parco dell’Appia Antica, e di Vittoria Calzolari, architetta, paesaggista e urbanista a cui si deve negli anni ‘50 la prima idea del Parco archeologico dell’Appia Antica, “idea che univa natura e cultura”, attraverso ‘l’annessione’ di più aree archeologiche. “Il processo è ancora in atto, visto dal 2018 è in corso l’ampliamento del territorio dell’Appia, e hanno fatto scalpore in tutto il mondo gli scavi a Ciampino che hanno portato alla scoperta della villa di Messalla Corvino, il console romano e mecenate. Bisogna lavorare su reti ecologiche e storico-culturali e bisognerà creare un collegamento sempre più forte, per poi guardare alla parte dell’Appia verso Velletri e all’agro pontino”.
Quilici ha infine ricordato che ci sono quattro procedimenti in corso: il progetto Appia Regina Viarum, legato all’idea del giornalista, scrittore e viaggiatore Paolo Rumiz, che prevede la bonifica di ambiti degradati (ad esempio intorno all’aeroscalo di Ciampino) con realizzazione di un infopoint, il restauro di decine di monumenti nel tratto di Ciampino e Marino grazie a due finanziamenti europei, il progetto Urbs, che vede gemellati Parco archeologico dell’Appia e il museo nazionale romano per governare i flussi turistici, ed infine il progetto Caput mundi, ‘agganciato’ al Giubileo, di concerto con il Colosseo e la Soprintendenza di Roma, per restaurare monumenti di Roma e Ciampino. “Stiamo correndo, ma a giugno 2026 avremo l’Appia ai piedi dei Castelli Romani ampiamente rinnovata”.
Laurenti e Cavacchioli, l’esperienza de Il Riccio, l’importanza dell’attivismo civico
Mirko Laurenti, Presidente del Circolo Legambiente Appia Sud Il Riccio dei Castelli Romani, ha fatto il punto sulla valorizzazione e tutela dei beni archeologici e ambientali nel territorio del comune di Ciampino. “Il nostro circolo nasce nel 1986-87, qualche anno dopo la nascita del Parco Regionale dei Castelli Romani, sulla spinta di un gruppo di cittadini ambientalisti che hanno dato una mano alla costituzione dell’Ente Parco in chiave di tutela e valorizzazione. Tanti cittadini non solo non lo sanno, ma non conoscono cosa hanno sotto i loro piedi”. L’instancabile attività del circolo esemplificata attraverso una serie di fotografie, va dall’educazione ambientale alle campagne informative, ma include anche attività con scolaresche e meravigliose visite guidate lungo l’Appia Antica.
Non meno importanti, il controllo del territorio attraverso le segnalazioni di situazioni di degrado, interventi di manutenzione, pulizia e bonifica, “soprattutto d’estate, sempre insieme all’ente Parco, come volontari. Siamo cresciuti con altre associazioni del territorio, quali le Officine Civiche di Ciampino, il Comitato di Santa Maria delle Mole con cui collaboriamo da anni per fare in modo che questo sistema di tutela e valorizzazione prosegua”. Dall’associazionismo vengono progetti sostenibili come quello di ‘Bici in Comune’ “per camminare e andare in bici in aree pregevoli, soprattutto verso la via dei Laghi, su Ciampino, ad oggi di difficile frequentazione”. C’è ancora molto da fare “per valorizzare beni comuni sul territorio dove è nata la civiltà latina e romana, e sono tantissimi”.
Concetti ribaditi anche da Marco Cavacchioli, vicepresidente del Circolo Legambiente Appia Sud ‘Il Riccio’, archeologo, responsabile dell’Info point di Santa Maria delle Mole e guida durante le passeggiate archeologiche sull’Appia Antica, sia in direzione Castelli che verso Roma. L’Info point di Santa Maria delle Mole è un caso che ha fatto scuola “grazie alla collaborazione tra il comune di Marino e i privati per valorizzare il territorio”. Quella che era una casetta di legno di 2 metri per 2, è diventata un solido punto informativo, punto di riferimento fisso sul territorio: da tre anni è aperto tutto l’anno, 7 giorni su 7, grazie ai volontari, ai ragazzi del Servizio civile e a chi fa la messa in prova.
Alessandro Bedetti, direttore del Museo civico di Marino ha poi illustrato il patrimonio archeologico del comune, sia quello di vario genere custodito nel museo che l’altro visibile in aree della città a cominciare dal noto Mitreo visitabile. Diego Montenero, Dirigente Area Geodiversità e Monumenti Naturali della Regione Lazio, ha parlato di Tor Caldara, riserva naturale dal 1988, anche in questo caso per volontà dei cittadini e grazie all’intervento partecipato per bonificare l’area, 43 ettari di estremo valore, infine affidati alla gestione del Parco dei Castelli in un territorio come quello di Anzio, che è “il più urbanizzato d’Italia”.
Situata nel territorio di Anzio, la Riserva naturale regionale di Tor Caldara rappresenta un lembo di costa scampato all’urbanizzazione. Con una torre del Cinquecento, eretta per l’avvistamento dei pirati saraceni, la Riserva, istituita con Legge regionale 26 agosto 1988, si estende per circa 44 ettari sul litorale a sud di Roma, nel Comune di Anzio, ed è riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) a livello europeo; la sua gestione, in virtù della Legge Regionale n° 13 del 12 luglio 2022, è stata affidata all’Ente regionale Parco dei Castelli Romani. “La nostra intenzione – ha dichiarato di recente il Commissario Boccali in una visita alla Riserva – è consolidare il nostro ruolo nella tutela e valorizzazione di questo importante patrimonio naturale”. Non un caso che Boccali abbia ribadito l’importanza di rafforzare una rete di sinergie in grado di supportare la missione del Parco: “E’ proprio attraverso una cooperazione attiva e partecipata, che veda coinvolte amministrazioni, associazioni e cittadini, che potremo raggiungere risultati ancor più significativi per la tutela e la valorizzazione del nostro straordinario patrimonio naturale”.
Infine, sono intervenuti i due Guardiaparco dei Castelli Romani, Sandra Nardi ed Emanuele De Lellis, che hanno esposto il suggestivo cammino della transumanza laziale e presentato la nuova edizione della “Guida al Cammino”, nell’ambito del progetto del Servizio Civile Universale. Il tracciato blu prevede 13 tappe di 250 chilometri; quello arancione, 4 tappe di 140 chilometri. C’è poi l’antico tratturo Anzio Falasche-Jenne. Il cammino permette di riscoprire una pratica antica, la transumanza, dal 2019 inserita nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale Unesco. I ragazzi del Servizio Civile hanno creato anche due canali social (Facebook e Instagram) con il nome ‘Cammino della transumanza laziale’ e un sito web.
Le celebrazioni del Quarantennale dell’incantevole Parco dei Castelli Romani si sono poi concluse con il taglio di una torta dai colori anticipatamente primaverili. Una rondine non fa primavera, tanto più fuori stagione, ma ognuno può essere responsabilmente guardiano e custode del Bene comune. E il Parco ha dimostrato di essere in salute, protetto e salvaguardato da chi lo gestisce, con impegno e passione, pronto a capitalizzare nuove opportunità per valorizzarlo ulteriormente…







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