Un cerchio che si chiude, un grande cerchio, ma intorno al quale se ne apriranno altri. Così si può descrivere la conclusione del lungo anno di celebrazioni per il Quarantennale dell’istituzione del Parco Regionale dei Castelli Romani, culminato sabato 11 gennaio con il convegno “Il Parco Regionale dei Castelli e le nuove aree di espansione: nuove opportunità di valorizzazione e tutela per il loro patrimonio naturalistico, storico ed archeologico”.
Particolare interesse hanno suscitato le parole dell’avv. Ivan Boccali, Commissario straordinario del Parco, che ha sottolineato il valore simbolico della chiusura delle celebrazioni, tracciando un ulteriore solco su un percorso ben consolidato, in cui i principi d’azione e gli obiettivi sono apparsi ben chiari, fin dal suo insediamento, coinciso con una rinnovata intraprendenza di un’ente proiettato ora verso il traguardo intermedio del mezzo secolo: “Il quarantennale del Parco finisce dove sono nato e cresciuto, e dove vivo, nel Comune dove sono stato consigliere comunale e vicesindaco”, ha esordito Boccali. “Non torno da avversario politico ma da alleato strategico per il servizio del territorio e il benessere della comunità, visto che il Parco è stato, è e sarà un volano importantissimo per il territorio”.
Boccali ha quindi tracciato il bilancio di “un anno molto intenso”, spiegando come si sia scelto di portare il Parco nei territori anziché limitarsi a commemorazioni statiche a Villa Barattolo. “Non ci siamo chiusi nella nostra torre d’avorio, ma abbiamo voluto portare il Parco nei territori. Abbiamo fatto una specie di ‘tour on the road’, andando in tutti i comuni con escursioni, passeggiate, convegni e degustazioni, in cui abbiamo contribuito a far conoscere al meglio il territorio”.
Il Quarantennale è stato caratterizzato da un grande impulso alla promozione del Parco, con iniziative legate all’anniversario dell’ente, istituito nel 1984. Le celebrazioni hanno incluso eventi culturali, escursioni e attività didattiche, coinvolgendo un pubblico ampio e variegato. Il Parco Regionale dei Castelli Romani si conferma così un patrimonio di inestimabile valore, un luogo da tutelare e vivere con consapevolezza per le generazioni presenti e future.

Boccali ha poi definito il Parco, oltre l’accezione comune di concedente o meno di nullaosta, come l’Ente sovracomunale a cui spetta il delicato compito “di tutelare più interessi e salvaguardare la splendida biodiversità, con un patrimonio storico, naturalistico, archeologico di primo livello. È un ente astratto e anche concreto”, ha aggiunto il Commissario Straordinario, che non si è limitato a “fotografare” il passato, ma si è proiettato verso un futuro caratterizzato da sfide irrinunciabili. La prima è “costruire il ‘sistema Castelli Romani’, in cui non ci siano comuni in cui ciascuno rema nella propria direzione, ma tutto sia fondato sulla forza propulsiva di un territorio unico, unito da una storia comune, in cui il Parco può essere il collante, in qualità di ente sovracomunale. L’altra sfida è quella di diffondere un’educazione ambientale attraverso la condivisione di un Bene universale, quello della natura, nella consapevolezza che l’ambiente va fatto conoscere, anche a beneficio di figli e nipoti, togliendolo dalle teche dove si mettono le cose che non si possono toccare, perché il Bene – ha concluso Ivan Boccali – esiste solo quando è condiviso”.

Rimandiamo al video integrale del suo intervento, per cogliere appieno la passione, l’impegno e la competenza con cui ha guidato il Parco nell’anno del Quarantennale, in sintonia col Direttore Emanuela Angelone. Boccali, che aveva già tracciato un bilancio intermedio nell’anniversario del suo insediamento (LEGGI QUI) ha dimostrato di avere una visione chiara e una determinazione incrollabile nel proteggere e valorizzare questo gioiello naturalistico, che si erge alle porte di Roma, si estende all’ombra del Vulcano Laziale e arriva fino al litorale della riserva di Tor Caldara di Anzio.



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