La Regione Lazio continua a investire nel benessere delle nuove generazioni, promuovendo iniziative per un’alimentazione consapevole e politiche sanitarie più efficaci. In questa direzione si inserisce la proposta di legge presentata dalla consigliera regionale Edy Palazzi (FdI), volta a migliorare i percorsi di cura per le persone affette da disturbi dell’alimentazione (DNA).
“La mia proposta, firmata da numerosi consiglieri e pronta ad avviare il suo iter in Consiglio regionale – ha dichiarato Palazzi nel corso del convegno ‘Mangio dopo!’, promosso dall’Associazione Road to Green 2020 – nasce dalla necessità di garantire un accesso equo a percorsi socio-sanitari adeguati su tutto il territorio, tenendo conto della specificità di ogni paziente e della gravità del disturbo”.
Secondo la consigliera, è essenziale strutturare una rete di cura regionale ben organizzata, capace di integrare il lavoro di tutti gli specialisti del settore. La proposta di legge punta inoltre sulla formazione e l’aggiornamento professionale non solo per il personale medico, ma anche per insegnanti e familiari, affinché possano supportare in modo più efficace le persone affette da disturbi alimentari.
L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di sensibilizzazione sui temi della salute e del benessere, già avviato con il nuovo calendario della “Corretta alimentazione”, promosso dal presidente Rocca per diffondere tra bambini, docenti e famiglie la cultura di una dieta equilibrata.

Al convegno, svoltosi presso il Consiglio regionale del Lazio, hanno partecipato anche Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio regionale del Lazio, l’Assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona Massimiliano Maselli, Alessia Savo, Presidente della VII Commissione Sanità, e Francesca Barbato, Vicepresidente della VI Commissione Cultura di Roma Capitale.
Attraverso questa iniziativa legislativa, Edy Palazzi ribadisce l’importanza di una sanità più inclusiva e attenta alle fragilità, con l’obiettivo di garantire a chi soffre di disturbi dell’alimentazione un percorso di cura più strutturato ed efficace.



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