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Una seconda vita per gli immobili rurali, a Ciampino s’è discusso della proposta di legge di Micol Grasselli (FdI), con Giancarlo Righini, Ivan Boccali e Massimo Ferrarini fotogallery

Ciampino, le foto del Convegno sulla proposta di legge sul recupero degli immobili rurali

Sull’onda della proposta di legge presentata lo scorso anno dai consiglieri Micol Grasselli (FdI) e Orlando Tripodi (FI) in Regione Lazio, si è svolto, nel pomeriggio di ieri, venerdì 21 febbraio, nella sala Nenni di Ciampino, il convegno sul recupero delle unità immobiliari rurali attraverso il cambio di destinazione d’uso. La legge, oltre a contrastare – nelle intenzioni dei promotori – lo spopolamento delle campagne, si prefigge lo snellimento delle procedure e la conseguente valorizzazione e promozione di edifici non più legati ad attività agricole.

Gli immobili abbandonati e individuati in un secondo momento potranno così essere destinati a nuove tipologie come resort, case vacanze, hotel, centri sportivi o asili nido. Saranno consentiti, secondo la proposta, due cambi d’uso per ogni proprietario. Assente l’assessore all’urbanistica Alessandro Silvi, la sindaca Emanuela Colella ha aperto la seduta ringraziando i promotori dell’evento – dall’assessore al Bilancio e Agricoltura della Regione Lazio Giancarlo Righini al Commissario straordinario del Parco dei Castelli Romani Ivan Boccali – «per aver promosso questo importante incontro sulla proposta di recupero dei manufatti rurali di questi territori. A Ciampino sono rimaste pochissime aree a vocazione agricola, proprio per la sua connotazione territoriale ed urbanistica: per quelle poche che sono rimaste e con il cambio di destinazione d’uso contenuto nella vostra proposta, bisogna tenere bene a mente le caratteristiche di quest’area: la nostra giunta ad esempio ha recentemente deliberato che in quell’area si dovrà realizzare un Polo culturale ed archeologico, un’area soggetta a vincolo della Soprintendenza, ed è perciò importante questo odierno confronto con il nostro territorio per affrontare queste tematiche».

Un’iniziativa che nasce – ha dichiarato il consigliere comunale Gianfranco Di Luca, moderatore dell’evento – «dal lavoro e dall’impegno della nostra amica consigliera regionale Micol Grasselli». «Una consigliera che non scalda la poltrona ma gira incessantemente il territorio» – ha sottolineato il Commissario straordinario del Parco dei Castelli Romani, l’avv. Ivan Boccali, nel suo intervento, aggiungendo che «nella proposta di Micol abbiamo una nuova ‘visione’ del territorio: contro la desertificazione e lo svuotamento delle città, dei piccoli borghi». Le nostre città «stanno morendo», ha proseguito il commissario dell’Ente Parco: «Dietro questa interessante proposta di Grasselli, ve n’è un’altra in dirittura d’arrivo, l’83/2023, che recupera gli immobili all’interno dei borghi e delle città, seminterrati, cantine, ovvero tutti quegli immobili che sono abbandonati e che purtroppo portano allo spopolamento dei nostri centri storici: le due proposte mirano a recuperare gli immobili che non vengono utilizzati. Immobili in aree rurali che sono dismessi o che non sono funzionali ad altri immobili di aziende agricole: ebbene, queste due proposte di legge, che verranno sicuramente plasmate in Commissione, in Consiglio regionale, perchè sono lavori che vedono molti passaggi e in ogni passaggio c’è chi apporta migliorie».

Quali gli scopi di queste proposte? «Il primo scopo – per Boccali –  è quello di restituire ‘identità’ alle nostre città e alle nostre campagne. Immobili abbandonati o spesso occupati, ricettacoli di sporcizia, di animali: epurare questi immobili vuol dire anche risparmiare suolo, un tema molto caro all’Ente Parco: risparmiare suolo vuol dire utilizzare attraverso un processo di rigenerazione tutti quegli immobili che ci sono riqualificandoli, e mettendo in movimento l’edilizia che., a parte la parentesi dell’ecobonus, soffre da almeno dieci anni. Noi tutto ciò lo chiamiamo “sviluppo sostenibile”, in cui vengono posti in equilibrio l’aspetto ambientale, quello sociale e quello economico».

Altro aspetto importante, per il Commissario del Parco dei Castelli Romani, è quello di  «combattere le “isole” di calore: quando arriverà il grande caldo le città che hanno più cementificazione saranno più calde di quelle che hanno spazi verdi. E’ inutile “fare” altro mattone dentro le nostre città. Abbiamo città con densità altissime: in Italia siamo quasi 60 milioni di abitanti, ma sono perlopiù concentrati nelle grandi città. Quindi bisogna cominciare a riqualificare ed evitare di fare nuove costruzioni, ma rivalutando quello che già c’è si può abbellire le nostre città, risparmiando suolo, contro l’urban sprawl, ovvero la densificazione urbana e la lotta alle “isole” di calore».

Nella proposta della consigliera Grasselli «c’è poi una sensibilità particolare su alcuni temi: sulla sostenibilità, sull’utilizzo di materiali di un certo tipo, energie rinnovabili». Ogni immobile «dovrà avere una capacità di produzione di energia pari a 3 kilowatt. Un altro aspetto interessante del progetto saranno i parcheggi perchè oggi molti costruttori hanno cementificato interi quartieri senza creare servizi: quartieri non sostenibili, dove non ci sono parcheggi, non ci sono negozi, non vi sono allacci. Nella proposta della nostra consigliera invece si prevede prima tutto questo: pensare non solo all’aspetto edilizio ma anche a quello ambientale e sociale». Un altro vantaggio di questa proposta di legge, secondo Boccali,  è che «sarà prevista una concertazione con i comuni e il loro ruolo sarà molto importante: i comuni potranno “estromettere” quelle zone che sono sottoposte a vincolo. Un altro aspetto che rafforza il tutto è sulle aree protette: all’interno di un Parco non si potrà riqualificare se non in zone particolari, dove magari l’uomo ha “già civilizzato” e potremo così essere un pò più tolleranti, mentre dove esiste solo il bosco non si potrà fare nulla». «Noi dell’Ente Parco – ha concluso Ivan Boccali – saremo molto attenti su questo aspetto. Saremo disponibili a contribuire a questo sviluppo sociale e controlleremo che questo sviluppo avvenga in modo armonioso e nell’interesse di tutta la nostra comunità».

Per l’assessore regionale Giancarlo Righini, che nella Giunta Rocca detiene le deleghe al Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste, «la legge 38/1999 è stata oggetto di numerosi interventi legislativi e che come tutte le leggi in materia urbanistica è bene che periodicamente venga modificata. Non può tenere conto del mondo circostante che cresce, si modifica con esigenze territoriali che cambiano nel tempo: essa supera ormai i 25 anni di vita». La proposta di legge che Grassilli sta portando avanti «mi sta particolarmente a cuore – ha continuato –  perchè, da assessore all’agricoltura, dà forza al ‘potenziale’ agricolo della nostra regione e questa proposta di legge tiene in alta considerazione questo aspetto: il presupposto della possibilità di intervenire attraverso il cambio d’uso ha come primo requisito quello della questione della perdita del “valore rurale” del fabbricato. Una volta accertato questo è bene che ci si ponga il tema di come recuperarlo. Il nostro territorio è disseminato di questi edifici: molti hanno perso da tempo la loro funzione storica: è anche una questione d’immagine, che va preservata, visto che un fabbricato diroccato dà un’idea di abbandono. Bisogna avere un approccio pragmatico: non ci si può illudere che un giorno, forse, potrà sorgere di nuovo un’attività agricola. Un certo tipo di ruralità non potrà più esserci, tanto più se i proprietari, nel corso del tempo, sono passati ad altre attività. Concentriamo quindi le risorse per l’agricoltura a chi intende continuare a fare l’agricoltore come molti giovani che, pur non provenendo da una tradizione familiare agricola, stanno invece scoprendo questa dimensione».

Un’agricoltura 2.0 «se vogliamo definirla così, con nuove tecnologie e una nuova consapevolezza nei confronti della terra. La proposta Grasselli, che consente il recupero di unità immobiliari, credo sia una sfida altamente positiva e sono particolarmente felice che vi sia anche l’opportunità di recupero dei seminterrati che consentirà  di offrire un alloggio a quelle famiglie che non si possono permettere di acquistare una nuova abitazione e magari, invece, avrebbero la possibilità di recuperare una parte di fabbricato con una somma molto più esigua: sono aspetti anche di housing sociale che non vanno trascurati in un’epoca difficile come questa».

Avere la possibilità di riutilizzare fabbricati «vuol dire – ha dichiarato Righini – anche meno consumo di suolo: questi sono buoni esempi di rigenerazione, di recupero del patrimonio edilizio e spero che questa legge possa prendere il via quanto prima per dare una risposta importante al territorio e che contribuirà  a sostenere anche economicamente i professionisti che presenteranno progetti, i comuni dal punto di vista delle entrate, per un diverso valore catastale delle imposte per il comune stesso e ovvviamente anche per il tessuto artigiano e il comparto edilizio della regione».

L’architetto Giovanni Ricciardi, capo della segreteria della consigliera Grasselli, ha enumerato nel suo breve intervento tecnico, i cambi d’uso che saranno consentiti nel progetto di legge: residenziali, sportivi, assistenziali – case di riposo per anziani, case famiglia – e asili nido. Per quanto riguarda le superfici, il cambio di destinazione potrà avvenire da un minimo di 45 mq  ad un massimo di 300. La consigliera regionale di Fratelli d’Italia Micol Grasselli, infine, chiudendo la serata ringraziando Righini e Boccali, il consigliere Città Metropolitana Roma Capitale Massimo Ferrarini e l’architetto Franco Romano, ha detto che  «con questa proposta di legge abbiamo la possibilità di legiferare, di cambiare il volto  delle nostre città, i nostri comuni e la vita dei nostri concittadini: una legge chiara, semplice, snella, applicabile e senza troppe interpretazioni, una legge ‘a costo zero’. Certo, questa è per adesso una proposta che potrà essere rivista, migliorata per poi – speriamo – essere licenziata dal Consiglio regionale».

Proprio Massimo Ferrarini, capogruppo in Consiglio Metropolitano e capogruppo di FdI anche nel Consiglio comunale di Albano Laziale, ha evidenziato come «iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale il dialogo tra istituzioni e territorio. Si sta finalmente passando dalle parole ai fatti, perché solo con un impegno serio e una visione chiara possiamo davvero tutelare gli interessi dei cittadini e dare slancio alle potenzialità della nostra area metropolitana”.

«La grande difficoltà che spesso ho incontrato – ha concluso Grasselli – quando ero un ‘tecnico’, era quella del rimpallo di tra i vari uffici comunali: chi interpretava un documento in un modo e chi in un altro e da tecnico ho compreso che una legge più si scrive e più dà adito alle interpretazioni. Questa legge perciò si compone di soli dieci articoli. Una legge che farà entrare nelle casse del comune dei fondi importanti per i bilanci comunali,  oneri accessori che saranno pagati dai cittadini per ottenere il cambio di destinazione d’uso. Il tema principe della mia proposta, tengo a ribadire, è il ‘non consumo’ di suolo  e non va ad interferire con la legge 38/1999, altrimenti l’avremmo respinta: questa è una legge “speciale” che si riferisce ai fabbricati abbandonati: il nostro territorio è pieno di casali divorati dalla vegetazione, con tetti crollati, fatiscenti. Questa legge è volta a recuperare proprio questi edifici, per un maggior decoro dei nostri comuni ma anche per una maggiore sicurezza per il nostro territorio».

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