Il numero 8, se adagiato orizzontalmente, sa diventare il simbolo dell’infinito. Infinito come l’amore della sua famiglia per lei. Infinito come il dolore per quello che poteva essere e non è stato. Sono sentimenti opposti, spesso contrastanti, ma mai immuni dal profondo amore per quella bimba che si sta facendo grande come nessuno avrebbe immaginato, quelli che circondano Lavinia Montebove, che proprio oggi compie 8 anni.
Proprio il 15 marzo del 2017 mamma Lara la mise al mondo e lei vide per la prima volta la luce; una luce che si è offuscata qualche mese dopo, fino a restare fioca, flebile come la speranza di una sua guarigione, appesa sul filo esile di un’imponderabile miracolo.
La vita di Lavinia cambiò per sempre il 7 agosto del 2018. Aveva solo 16 mesi quando fu investita da un’auto nel parcheggio dell’asilo nido “La Fattoria di Mamma Cocca” a Velletri. Da quel giorno vive in uno stato vegetativo di minima coscienza, prigioniera di un corpo che non risponde, ma circondata dall’affetto incondizionato dei suoi genitori e dei suoi fratellini.
Oggi, mentre le candeline su quella torta non potrà soffiarle da sola, ogni fiato trattenuto, ogni battito di cuore, ogni preghiera si unisce in un abbraccio collettivo che va oltre le parole. Perché Lavinia non è solo una bambina ferita dalla fatalità: è diventata il simbolo di una battaglia per la giustizia e per la sicurezza dei più piccoli, una battaglia che la sua famiglia porta avanti con forza e dignità.
E allora un pensiero va ai suoi genitori, un modello per tanti, che l’accudiscono quotidianamente, e che con compostezza e determinazione, sin dal primo giorno, lottano affinché sia fatta giustizia; senza giustizialismi, ma per amor di verità. Qualcuno non l’ha capito? Bontà sua, con l’augurio, sincero, di non dover vivere mai certi dolori…
Nel gennaio 2024, lo ricordiamo, il Tribunale di Velletri ha emesso le prime condanne: due anni e sei mesi per la maestra dell’asilo, accusata di abbandono di minore, e un anno per la conducente dell’auto, condannata per lesioni gravissime. Ma la giustizia, come spesso accade, cammina lenta. Il processo d’appello, atteso per dare un segnale definitivo di responsabilità, ha subito rinvii che hanno lasciato un senso di amaro in bocca. La prima udienza, forse, arriverà a fine mese, a 6 anni e mezzo da quel maledetto giorno d’agosto.

Nel cuore di chi ama Lavinia, però, non c’è spazio per la resa. La Garante dell’infanzia del Lazio ha definito “inaccettabili” i ritardi nel procedimento, ribadendo l’importanza di non spegnere la luce su questa storia.
Oggi, in questo giorno che dovrebbe essere di festa, vogliamo fermarci un istante e riflettere. Guardare quel numero otto e pensare all’infinito. Perché infinito è l’amore di chi lotta ogni giorno per lei. Infinito è il coraggio di una madre e di un padre che non si arrendono. Infinito è il legame che lega Lavinia alla nostra comunità e a chi, pur non avendo colpe, non smetterà mai di chiederle scusa e di stringerla forte, con tutto il cuore.





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