Lo spettro di una possibile chiusura del Commissariato di Polizia di Stato di Velletri e un suo possibile accorpamento con quello di Genzano non è stato un fulmine a ciel sereno per l’Amministrazione comunale di Velletri, già mobilitatasi per una sede più adeguata, tanto da aver attivato “una intensa interlocuzione con il Ministero, mettendo a disposizione immobili comunali e dichiarandosi disponile anche a sostenere eventuali costi, necessari allo scopo”.
A rendere pubblico il pericolo di una possibile chiusura era stato nei giorni scorsi il Sindacato di Polizia Silp Cgil Roma e Lazio, tramite il segretario generale Massimo De Angelis, cui va dato il merito di aver smosso le acque, evidenziando anche le carenze di organico e risorse, spingendo le autorità a prendere posizione, fino alle parole rassicuranti della Questura di Roma e, a seguire, del Ministero.
“Il Commissariato svolge importanti funzioni per i cittadini, dalla ricezione delle denunce ai passaporti, dalla cessione dei fabbricati alle armi: basti pensare che solo a Velletri sono circa 20.000 i fascicoli relativi alle revisioni dei detentori di armi, con numerose richieste di licenze per il porto di fucile che gravano sull’organico già esiguo”, aveva evidenziato Massimo De Angelis (segretario generale del Silp Cgil Roma e Lazio), prima di aggiungere: “I pochi nuovi agenti che sono arrivati recentemente a fatica compensano i pensionati e continuano a mancare ufficiali di polizia giudiziaria”.
Aspetti che sono passati forse in secondo piano, essendo finita nel calderone mediatico soprattutto la notizia della temuta chiusura e del possibile accorpamento con Genzano.
Eppure, dicevamo in premessa, al di là dei titoli azzardati di chi ha messo in evidenza una “smentita” del Sindaco alle parole del Silp – finendo indirettamente per sminuire, a torto, i meriti del sindacato – in realtà il Primo cittadino era già a conoscenza del pericolo che si sta correndo e, proprio per questo, a fine febbraio, il 28 per l’esattezza, aveva scritto una missiva di proprio pugno, indirizzandola al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, al Prefetto di Roma Lamberto Giannini, al Questore di Roma Roberto Massucci e al Dirigente del Commissariato di Polizia di Velletri Patrizio Cocco.
Una lettera che all’oggetto ha avuto proprio la “Chiusura della sede locale del Commissariato di Pubblica sicurezza”. Nella missiva il Sindaco di Velletri Ascanio Cascella ha ricordato che “l’Amministrazione comunale ha posto al centro dell’attività amministrativa la tutela della persona e dell’ambiente nel quale vive e sviluppa la sua personalità, in conformità a quanto recita l’art. 2 della Costituzione”. Lo ha fatto ricordando che nelle linee programmatiche vi è il progetto “Velletri Città Sicura”, con la “finalità di perseguire la sicurezza urbana, intesa come quella parte della sicurezza pubblica diretta a prevenire fenomeni d’illegalità concentrati sul territorio comunale, riguardanti la sicurezza della città, l’ordinata convivenza, l’ambiente e la qualità della vita locale”.
Nella lettera è stata ricordata l’estensione territoriale, la presenza del Tribunale e della Casa Circondariale, oltre all’Ospedale, fino a rammentare di aver avviato i contatti con i referenti territoriali per la realizzazione di una sede nuova e più funzionale per il Commissariato di Pubblica Sicurezza, con la speranza di poter recuperare anche la Polizia Stradale.
In occasione dell’ultimo incontro con rappresentanti del Ministero, l’Amministrazione comunale ha persino esposto alcune soluzioni logistiche, mettendo a disposizione beni immobili in disuso, supporto tecnico con personale dipendente e ricerca di eventuali interlocuzioni anche con soggetti privati allo scopo di individuare una nuova sede del Commissariato.
Tutto con lo scopo di trovare una sede idonea e cancellare ogni possibilità di chiusura. Nella missiva, particolare di non poco conto, l’Amministrazione comunale confermava la disponibilità a trovare soluzioni per l’individuazione di un immobile, evidenziando di aver appreso voci ufficiose che paventavano la chiusura della locale sede del Commissariato.
Da lì l’alzata di scudi da parte del Primo cittadino, che ha evidenziato come “qualsiasi forma di chiusura o di accorpamento si ritiene non possa essere realizzata penalizzando un presidio a vantaggio di un altro, bensì deve essere inserita in un più ampio progetto di riorganizzazione generale dei presidi di polizia, che dovrebbe coinvolgere anche i Sindaci in rappresentanza delle esigenze dei cittadini”. Contestualmente si è chiesto, “rispettosamente, di voler comunicare le intenzioni del Ministero in merito al futuro del Commissariato di Velletri, che da sempre rappresenta un punto di riferimento per le Istituzioni e un presidio che garantisce presenza, tutela e aumento della percezione di sicurezza da parte di tutti i cittadini”.
A conferma della volontà di salvaguardare il presidio, il Primo cittadino ha ribadito “la totale disponibilità dell’Amministrazione a cedere in diritto di superficie gli immobili di proprietà della stessa e, ove dovesse occorrere, anche a sostenere i consequenziali costi, a dimostrazione della strategicità della permanenza del Commissariato in città”.
Se i vertici comunali avevano quindi deciso di lavorare sotto traccia, per vie diplomatiche, il comunicato del Silp Cgil Roma e Lazio, pubblicato da Castelli Notizie nei giorni scorsi, non era certamente infondato, ma ha anzi accelerato una risposta da parte del Governo, col tramite del Ministero degli Interni. Come poi riportato dall’agenzia Adnkronos, “il riordino della rete dei commissariati e dei Reparti Repressione Crimine a Roma e sul territorio nazionale non rientra nei programmi del Viminale. Questa peraltro è la chiara indicazione fornita dal ministro Piantedosi ai rappresentanti
dei sindacati delle forze dell’ordine durante un colloquio al Viminale cui hanno partecipato anche il sottosegretario Nicola Molteni e il Capo della Polizia, Vittorio Pisani”.
Una comunicazione nei fatti confortante per Velletri, che attende si possa trovare una nuova, sospirata collocazione per il Commissariato di Polizia di Stato, ora confinato nella vetusta sede di via Ruggiero Giovannelli.



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