Oggi, domenica 30 marzo, Simone Cristicchi renderà omaggio a Velletri con un evento speciale, un concerto che unirà musica ed emozioni. L’artista, reduce dal successo al Festival di Sanremo con il brano “Quando sarai piccola”, si esibirà a partire dalle 19 in piazza Cesare Ottaviano Augusto, proprio dove si trova il Palazzo comunale. Il concerto, gratuito per tutti, rappresenta un gesto di gratitudine verso il pubblico veliterno che lo ha sostenuto durante la sua partecipazione alla kermesse sanremese.
Con la sua chitarra, Cristicchi regalerà ai presenti una selezione dei suoi brani più amati, tra cui “Ti regalerò una rosa” e tanti altri successi che lo hanno consacrato come uno degli artisti più raffinati della musica italiana. Un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati di musica d’autore e per la comunità di Velletri, che potrà vivere un momento intimo e coinvolgente con un artista che ha fatto della poesia musicale la sua cifra distintiva.
Per omaggiare e ringraziare a nostra volta l’artista, vi lasciamo all’intervista pubblicata proprio da “Castelli Notizie”, sul mensile cartaceo di febbraio 2025, in cui Simone Cristicchi ci ha raccontato della sua esperienza al Festival di Sanremo e il suo legame profondo con Velletri e i Castelli Romani.
L’artista, reduce dal 5° posto al Festival di Sanremo, ci racconta le emozioni vissute e il suo legame con Velletri, la città dove vive
Simone Cristicchi e l’amore per Velletri e i Castelli Romani
«La canzone – ci ha raccontato il cantautore – è ispirata a mia madre, ma vuole essere anche il racconto della ciclicità dell’essere umano, dellinvecchiare tornando bambini”
I riconoscimenti hanno confermato la profondità della sua proposta artistica e la capacità di toccare le corde più intime dell’animo umano. Lo ha fatto accendendo una luce su una tematica universale, raccontando con la delicatezza dell’incedere poetico l’avanzare inesorabile del tempo, il sopraggiungere della malattia e l’inversione dei ruoli tra genitori e figli. Il pubblico ha risposto con calore, emozionandosi di fronte a un brano che non si è limitato a raccontare una storia privata, ma si è fatto specchio di un sentimento collettivo.
Di ritorno ai Castelli Romani, reduce dalle fatiche sanremesi, lo abbiamo raggiunto per tracciare un bilancio, al quale l’artista capitolino non si è sottratto, confermando la sua sensibilità e l’attaccamento ad un territorio che gli ha dimostrato stima ed affetto.

«Sono contentissimo ed estremamente felice della mia partecipazione al Festival con ‘Quando sarai piccola’, soprattutto perché ho portato un tema universale che racconta la condizione umana nella sua ciclicità naturale», racconta Cristicchi al nostro giornale. «La canzone è una lettera dedicata a mia madre che, invecchiando, ritorna a bambina. Non mi aspettavo un’accoglienza così calorosa, soprattutto da parte dei più giovani, che stanno amando questa mia canzone. I bambini e i ragazzi si sono emozionati, e probabilmente vedono in questo brano un riflettore acceso nei confronti dei loro nonni e questo aspetto mi ha davvero commosso».
«La canzone – ha aggiunto il cantautore 48enne – è ispirata a mia madre, ma vuole essere anche il racconto della ciclicità dell’essere umano, di questo invecchiare tornando bambini. Nello stesso tempo noi figli, diventando adulti, diventiamo genitori dei nostri genitori. Per questo tema ho preso spunto dalla vicenda personale che mi lega a mia madre, che non ha l’Alzheimer, come ho detto nella prima conferenza stampa, ma che dopo un’emorragia cerebrale è purtroppo diventata dipendente dai suoi figli, da me e i miei fratelli. In questo senso è un testo che è rivolto al futuro ed è declinato al futuro, perché racconta di ciò che potrebbe succedere a qualsiasi madre e a qualsiasi padre, nel momento in cui si diventa anziani e, quindi, più fragili. Questo è il messaggio che volevo trasmettere, semplicemente raccontare una vicenda dolorosa ma anche molto tenera». Un brano ispirato alla madre dell’artista, quindi, ma che si allarga a un tema universale: il progressivo ritorno all’infanzia con l’avanzare dell’età. Un tema delicato, trattato con la sensibilità e la poetica che da sempre contraddistinguono il cantautore, capace di trasformare storie personali in racconti universali.
Se a Sanremo Cristicchi ha trovato il calore di una platea nazionale, non è mancato il sostegno del territorio che lo ha adottato da anni, coi cittadini che hanno inondato i social di messaggi di stima e gratitudine. «Sono davvero felice del sostegno che mi è arrivato da Velletrie dai Castelli Romani. Quando si è a Sanremo, è importante sentire il calore del proprio territorio e dei propri concittadini. Mi è arrivato tutto il loro affetto e vorrei cogliere l’opportunità che mi dà Castelli Notizie per ringraziare davvero tutti per l’energia positiva che mi è stata trasmessa nei cinque giorni del Festival».

Cristicchi, che vive ai Castelli Romani da quindici anni (prima ad Ariccia e da alcuni anni a Velletri), non sembra nutrire alcun dubbio sull’ospitalità e la bellezza del nostro territorio: «Non cambierei questo posto con nessun altro. C’è umanità e c’è verità nei rapporti, e per me questo è fondamentale. Sono felice di poter vivere in un luogo immerso nel verde e di poter vivere in questo territorio, dove poter assaporare di continuo il contatto con la bellezza della natura». Un amore per l’ambiente che traspare anche nelle sue canzoni e nei suoi progetti artistici, che non si limitano alla sola musica. Guardando al futuro, infatti, l’artista ha già un’agenda ricca di impegni. «A febbraio e aprile riprenderò il mio spettacolo teatrale ‘Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli’, mentre a marzo sarò impegnato nel concerto dedicato a Battiato insieme ad Amara, ‘Torneremo Ancora. Concerto mistico per Battiato’. Quest’estate, poi, partirà una vera e propria tournée musicale in cui presenterò il mio nuovo album, ‘Dalle tenebre alla luce’, con canzoni storiche del mio repertorio in una versione riarrangiata. Spero davvero che possiate venire a vedere questo concerto che sto preparando».Un ritorno sulle scene che conferma il percorso artistico e umano di Cristicchi, capace di spaziare tra musica, teatro e poesia, sempre con lo stesso obiettivo: raccontare storie che lasciano un segno, che emozionino e facciano riflettere. Come ha fatto, ancora una volta, sul palco dell’Ariston, dimostrando che la musica può essere molto più di una semplice canzone.




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