Nel tardo pomeriggio di oggi, mercoledì 2 aprile, il celebre regista e produttore Nanni Moretti è stato colto da un malore ed è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale San Camillo di Roma. Sottoposto poi ad un immediato intervento chirurgico e stabilizzato, il regista, che ha 71 anni, è ora in terapia intensiva cardiologica in condizioni stabili. Resta sotto osservazione, si attende la giornata di domani per un bollettino medico dettagliato.
Si tratta del secondo infarto in pochi mesi per il noto regista. Nel mese di ottobre scorso, a Napoli, proprio alla vigilia della presentazione del suo ultimo lavoro di produzione, “Vittoria”, il regista aveva dovuto rinunciare alla presentazione a causa di un infarto che gli aveva impedito la presenza in sala e aveva potuto salutare il pubblico solo tramite un video messaggio registrato, nel quale rassicurava tutti sul proprio stato di salute, dimesso, poi, dall’ospedale dopo i controlli del caso.
La biografia di Nanni Moretti, ritratto di un autore controcorrente
Giovanni Moretti, noto come Nanni Moretti, nasce a Brunico il 19 agosto 1953. Cresce a Roma in un ambiente colto e stimolante: il padre, docente universitario, e la madre, insegnante, gli trasmettono l’amore per la cultura e il pensiero critico. Fin da giovane, sviluppa una passione per il cinema, che lo porterà a diventare una delle figure più rappresentative del panorama cinematografico italiano.
Il suo esordio dietro la macchina da presa avviene negli anni Settanta con cortometraggi in Super 8, tra cui La sconfitta(1973) e Pâté de bourgeois (1973). Il primo lungometraggio, Io sono un autarchico (1976), segna l’inizio di una carriera che lo vedrà sempre impegnato nel raccontare, con ironia e acume, le contraddizioni della società italiana.
Il successo arriva con Ecce Bombo (1978), che diventa un vero e proprio fenomeno generazionale, fotografando le inquietudini della gioventù post-sessantottina. Negli anni Ottanta e Novanta, Moretti affina il suo stile con film come Bianca (1984) e Palombella Rossa (1989), dove emerge la sua cifra stilistica: un cinema personale, fortemente legato alla sua identità di autore e attore.
La consacrazione internazionale arriva con Caro diario (1993), vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes. Il film, strutturato in episodi, rappresenta un viaggio autobiografico tra riflessione e autoironia. Moretti prosegue il suo percorso con La stanza del figlio (2001), un toccante dramma familiare che gli vale la Palma d’Oro a Cannes, il riconoscimento più prestigioso della sua carriera.
Nel corso degli anni, il suo cinema si evolve, affrontando temi politici e sociali con Il caimano (2006), una critica alla figura di Silvio Berlusconi, e con Habemus Papam (2011), una riflessione sul potere e le fragilità umane. Con Mia madre(2015) esplora il dolore della perdita, mentre Tre piani (2021), tratto dall’omonimo romanzo di Eshkol Nevo, segna una nuova sfida narrativa.
Oltre al cinema, Moretti è anche un importante punto di riferimento culturale: fondatore della casa di produzione Sacher Film e gestore dello storico Cinema Nuovo Sacher a Roma, ha contribuito a diffondere un’idea di cinema d’autore attenta alla qualità e all’impegno civile.
Regista, attore, sceneggiatore e produttore, Nanni Moretti ha saputo raccontare l’Italia con un linguaggio unico, tra ironia, sarcasmo e profonda sensibilità, consolidandosi come uno degli autori più influenti del cinema contemporaneo.



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