Nel pomeriggio di giovedì 22 maggio si è tenuto – presso la Sala Tersicore del Palazzo Comunale di Velletri – il convegno “(Mancata) Tutela della salute mentale nella ASL Roma 6”. A partire dalle ore 16.30, l’aula comunale ha ospitato l’assemblea organizzata dal Comitato #PerLeFutureGenerazioni, che ha organizzato questo evento per parlare delle condizioni in cui versa il servizio di salute mentale nel distretto 5 della ASL Roma 6 a causa del ridimensionamento del Centro di Salute Mentale Velletri-Lariano, e dello spostamento delle attività sanitarie mediche e psicologiche a quello di Ariccia.
Nonostante quanto promesso da ASL Roma 6 – che aveva comunicato come dallo scorso 19 maggio avrebbe ripristinato i servizi del CSM di Velletri – il Centro risulta nella stessa situazione dei mesi scorsi ed attualmente opera in forma ridotta. Una ragione che, per gli organizzatori, è stata determinante per scegliere di avviare un dibattito sul tema della salute mentale nell’area veliterna, dopo quello svoltosi già lo scorso 19 maggio a Lariano.
A moderare e introdurre gli ospiti sono stati Giorgio Sisti e Ilaria Usai (ex assessora al Comune di Velletri) del Comitato #PerLeFutureGenerazioni. Assieme all’invitato sindaco Ascanio Cascella, sono intervenuti il senatore Filippo Sensi, la consigliera regionale Alessandra Zeppieri, con gli utenti del CSM Velletri-Lariano e il loro familiari che hanno raccontato ai presenti le proprie esperienze. Tra i relatori vi erano anche il segretario nazionale FP CGIL medici Andrea Filippi, lo psicologo Francesco Longobucco, il direttore del Centro Salute Mentale di Velletri-Lariano dott. Antonio D’Auria e la direttrice del Dip. Salute Mentale e Dipendenze Patologiche della ASL Roma 6 dott.ssa Diana Di Pietro.
Ad aprire gli interventi e portare i saluti istituzionali è stato il Primo cittadino di Velletri Ascanio Cascella, che ha sottolineato il lavoro fatto dalla propria amministrazione per cercare di aiutare il CSM cittadino: “Ringrazio le persone presenti in questa sala che manifestano il proprio interesse per un argomento tanto importante. Ho personalmente interloquito con il direttore dell’ASL Roma 6 che mi ha palesato quelle che sono le difficoltà nell’assunzione del personale, personale che necessita di avere un’altra specializzazione. […] Abbiamo parlato anche della questione inerente all’ubicazione della sede dell’attuale Centro. In questo dialogo, da rappresentante del territorio, ho cercato di sostenere quella che poi è la prossima riapertura del servizio. […] Ci siamo messi a disposizione per fare ciò che possiamo, offrendo due piccoli gioielli come sedi in cui poter ospitare il Centro di sanità mentale e perché no anche nuovi servizi”.
Successivamente è intervenuto Giorgio Sisti – tra i referenti del Comitato #PerLeFutureGenerazioni – che ha parlato della propria esperienza personale presso il CSM veliterno e della situazione attuale della struttura: “Inizio il mio percorso nel dicembre del ’22. In quel periodo tanti psichiatri iniziavano a trasferirsi in altre sedi o ad andare in pensione. Il personale iniziava già a diminuire in maniera inesorabile. Dal luglio 2024 il centro resta poi con un solo psichiatra a far fronte ad un’utenza potenziale di quasi 70mila persone. Il 10 febbraio di quest’anno poi lo stato di totale abbandono che interessava è sfociato in una nota posta all’esterno della struttura con cui veniva comunicato che il Centro sarebbe stato funzionante dal lunedì al sabato durante la mattinata, con estensione pomeridiana il lunedì ed il giovedì. Le altre competenze sarebbero state poi spostate presso la sede di Ariccia“. Giorgio Sisti ha poi proseguito il suo intervento specificando come quello dei promotori dell’iniziativa non sia mai stato un attacco all’ASL locale o ai responsabili del Centro di Velletri, bensì un tentativo di far luce su una situazione oramai disperata, per cui sono numerose le persone che oggi si stanno mobilitando.
A prendere poi la parola è stata la direttrice del Dip. Salute Mentale e Dipendenze Patologiche della ASL Roma 6, dott.ssa Diana Di Pietro, che ha raccontato come si è arrivati oggi a questa situazione, dopo oltre 20 anni di segnali inascoltati ed ha sottolineato come il CSM non sia mai stato chiuso. Semplicemente è mancato nel corso degli anni il ricambio di personale tra chi si è trasferito o è andato in pensione, e le nuove generazioni che – oltre a partecipare in maniera ridotta agli appositi concorsi – preferiscono, quando assunti, aree più grandi come Roma.
Uno degli interventi più significativi è stato quello del direttore del Centro Salute Mentale di Velletri-Lariano dott. Antonio D’Auria, che ha spiegato come si è arrivati alla riduzione forza dei servizi nella struttura di Velletri: “Nel corso degli ultimi anni si è verificato un depauperamento della forza lavoro presso il CSM. Le risposte del sistema sono state difficoltose e non simmetriche con gli avvenimenti. Dai primi di febbraio, due colleghi sono subentrati come liberi professionisti, con 30 ore settimanali a fronte delle 38 precedenti. Essi hanno immediatamente iniziato ad operare nonostante le limitazioni operative dettate dal tipo di contratto, assenza del timbro aziendale, impossibilità di emettere certificazioni specialistiche e prescrizioni farmacologiche. Nel frattempo, l’agitazione e l’avviso pubblico per la ricerca di personale a tempo indeterminato, hanno premesso l’assunzione di due colleghi specializzati, da 32 ore settimanali a fronte delle 38 ore. Cinque di queste si svolgeranno però presso la Casa circondariale di Velletri, dove insiste oggi un ambulatorio di psichiatria”. Dal 1° giugno 2025 – specifica il dott. D’Auria – prenderanno servizio tre nuovi psichiatri con la dott.ssa Medici: ai due specializzandi si aggiungerà dunque un terzo professionista assunto, per un totale di quattro operatori.
Successivamente alcuni utenti del CSM Velletri-Lariano o loro familiari, hanno portato ai presenti il proprio vissuto nel Centro di sanità mentale locale. Le vicende raccontate hanno tutte alcuni tratti comuni: quello dell’importanza di professionisti preparati e in quantità idonee, del non doversi sentire soli e messi in disparte, quello dello stigma che le malattie mentali hanno avuto da sempre nel nostro paese, e l’importanza di una rete di supporto per i pazienti e i loro cari.
Dopo l’intervento dell’assessora al Comune di Lariano Francesca Proietti – che ha appoggiato L’ASL Roma 6 nel giudicare “allarmistici” i toni del comitato organizzatore dell’evento odierno, sostenendo come vi siano altri modi per lanciare messaggi -, a prendere la parola è stato poi il anche il segretario nazionale FP CGIL medici Andrea Filippi, che ha focalizzato il proprio discorso sulle responsabilità della politica nazionale e regionale, e il ruolo che le ASL e le conquiste sindacali possono avere nel poter attrarre nuovo personale, anche in una realtà come quella di Velletri-Lariano.
Sono poi intervenuti il consigliere comunale di Velletri Mauro Leoni e lo psicologo e psicodiagnosta Francesco Longobucco, che ha parlato della petizione e raccolta firme fatta nelle ultime settimane nelle città coinvolte dalla riduzione dei servizi del CSM al centro del dibattito odierno, raccontando la vicinanza e la diffusione ottenuta nell’iniziativa.
A chiudere il dibattito sono stati poi il senatore Filippo Sensi e la consigliera regionale Alessandra Zeppieri. Il rappresentante parlamentare ha elogiato i presenti in Sala e raccontato quelle che sono state negli ultimi anni le iniziative portate in Camera e Senato: “Penso ci sia più politica qua di quella che mi capita di vedere ogni giorno in Senato”, ha esordito il senatore Sensi. “Si è creato uno spazio di confronto fatto di famiglie, di persone che si fanno carico dei pazienti, i medici, i sindacati. […] Penso che tutti voi vi siete mostrati come delegazione che non voleva additare responsabilità, ma voleva trovare soluzioni. Che è l’unico modo per fare politica.
La politica è fragile, irresponsabile ed è incapace di dare risposte. Non basta dare voce, e questo è solo l’inizio. Dobbiamo essere desti, e dire le cose che accadono. Il nostro compito è quello di esserci. La questione politica della salute mentale mi coinvolge da molto tempo, e la situazione non è promettente. Sono poche le persone che se ne occupano e quando bussi al ministero le prerogative sono sempre altre. Ci sono alcune iniziative di legge, che sono state presentate: ad esempio c’è lo psicologo di base, proposto da tutte le forze politiche ma mai attuato a causa della mancanza di fondi. A proposito della situazione negativa, al senato in discussione c’è una legge sulla salute mentale. Lo scorso anno era il centenario della nascita dello psichiatra Franco Basaglia, ed abbiamo fatto alcune proposte, alcune molto belle. La maggioranza però ha calato una proposta dal mio punto di vista molto pericolosa, con TSO più lunghi o “manicometti”. Questo non va bene, ce l’abbiamo ora in esame in commissione e vigileremo su ciò”.
L’ultimo intervento è stato quello della rappresentante regionale Alessandra Zeppieri, che ha sottolineato più volte come ormai il privato abbia preso il sopravvento sul pubblico in tema di sanità, con la Regione Lazio – rimarca – che spende il 52% del proprio budget sanitario nel privato, garantendo solo il 2,5% dei propri fondi alla salute mentale. “È chiara la strategia che parte da molto lontano e che vuole distruggere la sanità pubblica”, ribadisce la consigliera regionale, che prosegue: “Non ce ne siamo accorti quando è iniziata ma gli effetti li paghiamo ora. Oggi curarsi è sempre più un privilegio di poche persone che possono permetterselo. Deve essere invece un diritto garantito, come lo è da Costituzione. La sanità vale l’80% del bilancio regionale, con più del 50% di questa fetta che viene destinata a privati con sovvenzioni e convenzioni. È chiaro che poi il pubblico non può più garantire poi i servizi che sarebbero necessari. Crediamo sia necessaria un’inversione di marcia. Il privato non deve essere l’unica scelta possibile, come avviene oggi, ma una delle scelte. […] La politica deve essere lungimirante. Per questo è importante la spinta da parte della società civile, che è strumento anche per noi che abbiamo una visione – non condivisa dalla maggioranza – e che ci dà forza”.
Terminati gli interventi dei relatori, gli organizzatori hanno ringraziato i presenti, le autorità comunali e sanitarie per la partecipazione. I moderatori Ilaria Usai e Giorgio Sisti hanno ribadito come l’attività a tema salute mentale da parte del Comitato #PerLeFutureGenerazioni non si fermano qui e proseguiranno con nuove iniziative.
In attesa della giornata del 1° giugno quando – come ha ribadito al termine dell’assemblea il direttore dott. Antonio D’Auria – il CSM dovrebbe tornare ad erogare regolarmente i propri servizi grazie al nuovo personale assunto.










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