È stato un tardo pomeriggio di festa, partecipazione e consapevolezza quello di venerdì 23 maggio a Velletri, dove piazza Mazzini si è trasformata in un vivace salotto all’aperto in cui si è ballato, si è cantato e – soprattutto – si è parlato di diritti, lavoro e cittadinanza. L’occasione è stata l’AperiSÌ, un evento promosso dal Comitato Referendario Velletri-Lariano, nato nell’ambito della campagna nazionale per i cinque SÌ ai referendum che si terranno l’8 e 9 giugno in tutta Italia.
Il bar La Piazzetta del Caffettaio Matto ha fatto da cornice a un’iniziativa tanto leggera quanto densa di significato: buona musica dal vivo, con i Big Cedars che hanno saputo coinvolgere il pubblico con il loro sound trascinante, e poi volti, strette di mano, chiacchiere tra un brindisi e un volantino, sotto un cielo che – come promesso dagli organizzatori – è stato clemente e luminoso. “Dai che c’è anche tempo bello, non avete scuse per mancare!”, avevano scritto nella locandina, e così è stato: una piazza piena di persone, passanti incuriositi, giovani e meno giovani, tutti coinvolti in un clima di entusiasmo contagioso.
Ma l’AperiSÌ non è stato solo un aperitivo del venerdì: è stato soprattutto un momento di approfondimento e sensibilizzazione, nel cuore del centro storico, con tanti cittadini che si sono fermati per informarsi, ascoltare, fare domande e capire meglio il senso dei cinque quesiti referendari su cui presto si sarà chiamati a votare. Una scheda per ciascun quesito, con la classica domanda “Volete voi che sia abrogata…?” e la possibilità di rispondere con un SÌ o un NO. Votare SÌ, come hanno spiegato dal comitato, “significa cancellare norme che in questi anni hanno indebolito le tutele sul lavoro e reso più difficile la vita per tante persone, soprattutto le più fragili”.
Il Comitato Velletri-Lariano, promotore dell’iniziativa, è nato dalla spinta della CGIL, che ha promosso a livello nazionale la campagna referendaria, e raccoglie al suo interno una fitta rete di realtà territoriali: partiti come PD, Alleanza Verdi Sinistra, Rifondazione Comunista, Noi Domani, Movimento 5 Stelle, ma anche associazioni come ANPI, Libera, Arci e semplici cittadine e cittadini decisi a mettersi in gioco per un’Italia più giusta. Da marzo in poi, sono state numerose le iniziative promosse tra Velletri e Lariano, con volantinaggi, banchetti, incontri e assemblee. L’AperiSÌ rappresenta una delle tappe più partecipate e coinvolgenti di questo percorso.
Tra i convenuti ha preso la parola anche Valentina Valentini, segretaria generale dello SPI CGIL Roma Sud Pomezia Castelli, che ha evidenziato con forza l’importanza dei referendum per la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche dei pensionati, troppo spesso dimenticati nelle scelte legislative e nelle dinamiche del mercato del lavoro. Un appello accorato alla partecipazione, alla memoria storica e alla responsabilità collettiva.
Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Claudia Bella, segretaria generale Cgil Roma sud Pomezia Castelli, che ha inviato al massimo impegno nelle ultime settimane prima del voto, ricordando che “con i referendum possiamo scegliere direttamente e cambiare le cose”.
All’iniziativa sono stati presenti, tra gli altri, anche Alessandra Valentini, Segretaria Generale di FLAI CGIL Roma e Lazio, Elena Mazzoni, segretaria della Federazione di Roma del Partito della Rifondazione Comunista, la capogruppo di Noi Domani in Consiglio comunale Giulia Ciafrei, il segretario cittadino del Partito Democratico Edoardo Menicocci e il capogruppo di Velletri Beni Comuni Sergio Andreozzi. Una pluralità di presenze che conferma il carattere aperto e inclusivo dell’appello referendario.
Tra i protagonisti della serata anche Christian Ferrari, segretario nazionale confederale della CGIL, che con grande chiarezza ha spiegato le ragioni del sì. “La povertà salariale – ha ricordato – è prima di tutto frutto della precarietà, della discontinuità dei contratti, dei part-time involontari. Il rimedio è a portata di mano: votare SÌ ai referendum. Significa restituire forza collettiva ai lavoratori, dare una risposta concreta a chi è stato lasciato solo in questi anni”.
Ma quali sono i quesiti referendari nel dettaglio?
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Jobs Act e reintegro nel posto di lavoro
Si propone di ripristinare il diritto al reintegro per i lavoratori licenziati ingiustamente, cancellato dal Jobs Act del 2015. -
Tutele nei licenziamenti delle piccole imprese
Il quesito vuole estendere le tutele dei lavoratori anche alle aziende con meno di 15 dipendenti, oggi escluse da molte garanzie. -
Contratti a termine
Qui si chiede l’abrogazione delle norme che facilitano l’abuso dei contratti a tempo determinato, per combattere la precarietà dilagante. -
Responsabilità solidale negli appalti
Si punta a reintrodurre la responsabilità del committente nel caso di inadempienze da parte degli appaltatori, a tutela di lavoratori spesso dimenticati. -
Cittadinanza agli stranieri
L’obiettivo è semplificare l’accesso alla cittadinanza per chi è nato o cresciuto in Italia da genitori stranieri, mettendo fine a discriminazioni ingiustificate.
L’AperiSÌ di Velletri ha ricordato a tutti quanto “sia fondamentale il diritto al voto, la capacità di scelta, e il coraggio di pensare a un Paese diverso, più equo, più umano, più democratico”. Concetti poi ripresi e ribaditi anche l’indomani, a Marino ed Albano Laziale, in altre iniziative di sensibilizzazione sul tema.
“I referendum – ha concluso Ferrari – sono uno strumento immediato per mandare un messaggio politico forte. Il quorum è possibile, nonostante il boicottaggio del governo e della Rai. Il consenso cresce, e cresce la volontà di cambiamento”.
Il brindisi finale in piazza, tra un volantino e una risata, è stato allora un brindisi alla partecipazione. “E chissà che da quel piccolo, rumoroso, colorato aperitivo del venerdì, non passi davvero una grande occasione di cambiamento?”, si chiedono col sorriso i protagonisti.







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