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Parco dei Castelli Romani, l’ente cambia passo per la difesa legale. Il Commissario Boccali: “Risparmieremo denaro pubblico”

Un segnale forte, che arriva nel segno della responsabilità e della trasparenza, per garantire una gestione più oculata delle risorse pubbliche e riaffermare il ruolo dell’Ente Parco anche nelle sedi giudiziarie: "Con questo atto di indirizzo - dichiara Boccali - ho voluto porre un freno alla tendenza per cui si fa causa all'Ente confidando nella sua debole difesa"

Ciampino ha ospitato il convegno finale del 40° del Parco dei Castelli Romani (FOTO)

L’Ente Parco dei Castelli Romani cambia rotta sul fronte della tutela legale e della rappresentanza in giudizio. Dopo anni di affidamento pressoché esclusivo all’Avvocatura dello Stato, il Parco sceglie una via alternativa – più incisiva e responsabile – per assicurarsi una difesa tempestiva ed efficace nelle aule dei tribunali.

A segnare il nuovo corso è l’atto di indirizzo approvato con il Decreto del Commissario Straordinario n. 24/2025, che apre alla possibilità, in casi ben circostanziati, di affidare la difesa dell’Ente a legali esterni, individuati e seguiti direttamente dallo stesso Parco. Una svolta motivata da una crescente preoccupazione: troppe cause perse, troppi soldi pubblici sprecati per errori procedurali o difese giudiziarie ritenute inefficaci.

“Si moltiplicano in modo preoccupante le condanne a pagare per le più diverse situazioni – ha dichiarato il commissario straordinario del Parco, l’avvocato Ivan Boccali – e il motivo, fin troppo spesso, è che nessuno si presenta nelle sedi deputate in nome del Parco, nonostante l’Ente ricorra sistematicamente alla procedura prevista per ottenere difesa. Oppure, accade che chi è incaricato di difendere l’Ente non ne conosca adeguatamente le ragioni, né riesca ad argomentarle in modo efficace. Il risultato è una crescita inaccettabile delle cause perse, con somme elevate da pagare. Così, per rispettare il principio secondo cui l’affidamento degli incarichi legali dev’essere limitato, ci troviamo a pagare dieci volte tanto, rispetto a quanto avremmo speso con una difesa più puntuale, risparmiando denaro pubblico”.

Il nuovo orientamento dell’Ente, però, non rappresenta un totale disimpegno dall’Avvocatura dello Stato, che continuerà ad essere il punto di riferimento per la rappresentanza legale, salvo i casi specifici in cui si renderà necessario incaricare legali esterni. In tali situazioni, i compensi saranno calcolati sul minimo previsto per legge, in base alla prestazione richiesta.

boccali

L’obiettivo, come si legge nell’atto, è duplice: assicurare all’Ente una difesa consapevole, tempestiva e monitorabile e evitare contenziosi gestiti in modo passivo, che portano a soccombenze per motivi procedurali più che di merito.

“Con questo atto di indirizzo – ha aggiunto Boccali – ho voluto porre un freno alla tendenza per cui si fa causa al Parco confidando nella sua debole difesa. Un conto è perdere, e dover pagare, perché si ha torto. Ma ben altro è dover sborsare soldi pubblici per motivi che nulla hanno a che fare con il merito delle questioni, bensì con la fragilità del metodo e l’assenza di un vero presidio difensivo”.

Un segnale forte, dunque, che arriva nel segno della responsabilità e della trasparenza, per garantire una gestione più oculata delle risorse pubbliche e riaffermare il ruolo dell’Ente Parco anche nelle sedi giudiziarie.

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