Tommaso Bortolazzi, 42 anni, nato a Roma e cresciuto ai Castelli Romani — tra Castel Gandolfo, Albano Laziale e Nemi — si trova a bordo della Maria Cristina, una delle 51 imbarcazioni della Flotilla Sumud, missione umanitaria diretta verso Gaza. Il suo è un volto conosciuto ad Albano, ex studente del Liceo Foscolo, attivista, skipper, oggi simbolo locale di un impegno globale.
Attualmente ancorato in una baia a est di Creta, “Tommy” è partito stamattina con un gruppo di attivisti greci verso le acque internazionali. Lì si uniranno al resto della flottiglia. Insieme tenteranno di rompere simbolicamente e concretamente l’assedio che da anni strangola la popolazione civile palestinese nella Striscia di Gaza.
«Mentre il genocidio — perché questo è, non una guerra — continua a mietere centinaia di vittime ogni giorno», dicono, «noi proviamo a fare la nostra parte. Una goccia nel mare, sì, ma necessaria. Gaza è senza acqua, luce, gas, scuole, ospedali. Non ha nemmeno più il mare: bloccato, militarizzato, inaccessibile. Noi vogliamo aprirlo, almeno per un momento, almeno per portare un minimo di conforto».
Tommy non è solo. Con lui, centinaia di attivisti provenienti da tutto il mondo, tra cui molti italiani. Ma soprattutto non è solo nei cuori di chi, dai Castelli Romani, lo sostiene apertamente. In questi giorni si è alzato un corale sostegno a Tommy e a tutti i partecipanti alla spedizione umanitaria, che ha visto in occasione dello sciopero dello scorso 22 settembre anche la partecipazione di molti istituti dei Castelli Romani.

Le mobilitazioni si moltiplicano:
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Questa sera, ore 19:30, ad Albano Laziale, si terrà una manifestazione sotto il Comune, organizzata dal collettivo femminista Non Una di Meno con lo slogan “Facciamo Rumore”.
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Sabato 28 settembre, alle ore 9:30, è previsto un imponente corteo da Genzano (Piazza Frasconi) ad Albano, con la partecipazione di scuole, associazioni, lavoratori e famiglie.
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Sabato 4 ottobre, appuntamento a Roma, Piazzale Ostiense, per un corteo nazionale in solidarietà con il popolo palestinese.
La manifestazione del 22 settembre scorso, con centinaia di migliaia di partecipanti in tutta Italia (secondo alcuni osservatori, forse più di un milione), ha segnato un punto di svolta: non solo nella partecipazione, ma nel linguaggio e nella consapevolezza. «Non si può più parlare di conflitto senza dire chiaramente che si tratta di una sistematica pulizia etnica», affermano gli attivisti.
Tommaso, in mezzo al Mediterraneo, rappresenta oggi una parte viva di quella consapevolezza: un cittadino dei Castelli Romani che ha scelto di essere presente, in prima linea, dove troppo spesso si preferisce guardare altrove.
Nel frattempo, da Albano a Nemi, passando per Castel Gandolfo, cresce la solidarietà, si organizzano raccolte, eventi, assemblee. Gaza è lontana solo sulla mappa. Nei cuori di chi partecipa, è sotto casa.




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