Quella di ieri è stata una mattinata che ha visto Genzano, Ariccia e Albano trasformarsi in un fiume di colori, musica e testimonianze, con il Corteo per la Pace che ha radunato migliaia di cittadini, studenti, associazioni e famiglie, sfilando da Piazza Frasconi fino ad Albano Laziale. Presenti i sindaci Carlo Zoccolotti (Genzano) e Massimiliano Borelli (Albano), affiancati dal vicesindaco di Castel Gandolfo Cristiano Bavaro, oltre a numerosi esponenti del mondo associativo e scolastico.
A colpire, alcuni almeno, è stata l’assenza dei rappresentanti istituzionali delle amministrazioni guidate dal centrodestra del territorio – da Velletri a Lariano, da Lanuvio ad Ariccia, fino a Nemi – che hanno scelto di non partecipare. Nessuna sorpresa, per tanti, viste le posizioni distanti nei confronti di una tematica, come quella del conflitto in medioriente, che da sempre suscitano chiavi di lettura distanti. Una decisione che ha inevitabilmente aperto un dibattito politico sul senso e sulla forma di una manifestazione che, pur animata da un messaggio universale di pace, ha assunto tratti fortemente identitari, verso i quali non tutti hanno scelto di riconoscersi.
La posizione di Cuccioletta (FdI)
A provare a chiarire i motivi di questa scelta, con coraggio, è stato Roberto Cuccioletta, consigliere comunale di Albano e segretario cittadino di Fratelli d’Italia, che a “Castelli Notizie” ha spiegato: «Nel pieno rispetto di chi ha scelto di scendere in strada e manifestare, premetto che in questi giorni ho ricevuto diverse domande sulla mia mancata partecipazione al corteo da Genzano ad Albano per la Palestina. Desidero chiarire con rispetto e trasparenza le ragioni di questa scelta. Ritengo che manifestazioni di questo tipo, se davvero vogliono rappresentare un momento unitario e trasversale, debbano essere costruite su un terreno comune e condiviso, evitando simboli, slogan e riferimenti divisivi. Quando in un corteo si intonano cori come “Bella Ciao”, si evocano continuamente categorie come “fascismo” e si adottano linguaggi tipici di una sola parte politica, diventa inevitabilmente difficile, per chi proviene da un’area di centrodestra, riconoscersi in quel contesto».
Un passaggio, quello di Cuccioletta, che segna la distanza da un’iniziativa percepita come non sufficientemente inclusiva, pur senza rinunciare a ribadire la condanna della violenza e la vicinanza alle vittime del conflitto: «Da essere umano e da cattolico non posso restare indifferente né tantomeno giustificare la violenza che in queste settimane sta colpendo civili innocenti e soprattutto bambini. La sofferenza di un popolo, qualunque esso sia, merita rispetto, compassione e ascolto. Il mio auspicio è che si possa aprire un confronto autentico, libero da bandiere di parte, in cui il dolore dei civili palestinesi e la sicurezza di Israele non siano contrapposti ma riconosciuti entrambi come elementi imprescindibili per qualsiasi percorso di pace reale».
Un elemento che rende ancora più delicata la questione, e che secondo Cuccioletta e il centrodestra non può essere ignorato, è il ricordo della strage del 7 ottobre 2023, quando i terroristi di Hamas hanno scatenato un attacco sanguinoso contro Israele provocando centinaia di vittime civili. A quasi due anni di distanza, restano ancora numerosi ostaggi israeliani nelle mani dei terroristi, mai liberati nonostante gli appelli della comunità internazionale. Una ferita aperta che, insieme al dramma dei civili palestinesi sotto i bombardamenti, continua a rendere il conflitto una tragedia senza via d’uscita semplice.
La mozione di FdI: “Due popoli, due Stati”
Una posizione, quella del centrodestra, che per Cuccioletta non è affatto sintomo di disinteresse verso il tema della pace in Medio Oriente, ma che si inserisce in una cornice politica precisa. Proprio nei giorni scorsi, infatti, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Albano Laziale ha presentato una mozione che guarda al futuro del processo di pace, chiedendo al Governo italiano e alle istituzioni europee di promuovere il riconoscimento dello Stato di Israele da parte dei Paesi arabi che ancora non lo hanno fatto, in parallelo al futuro riconoscimento dello Stato di Palestina quando vi saranno le condizioni necessarie.
Nel documento si sottolinea come «senza reciproco riconoscimento non ci sarà mai pace. Due popoli devono avere due Stati, entrambi legittimati a esistere», ribadendo anche l’impegno dell’Italia sul fronte umanitario, con iniziative come Food for Gaza e l’accoglienza di bambini palestinesi curati negli ospedali italiani.
Due visioni diverse
Da un lato dunque la piazza, colorata da bandiere, cori e slogan (GUARDA LA FOTOGALLERY), dall’altro la scelta del centrodestra di non partecipare per non legittimare un linguaggio ritenuto divisivo, pur mantenendo fermo l’impegno a favore di un processo di pace concreto e bilanciato.
Due visioni che si confrontano sullo stesso terreno – la ricerca della pace – ma con modalità e sensibilità diverse: da un lato la mobilitazione dal basso, dall’altro la via istituzionale e diplomatica, che a livello locale ha trovato voce nella mozione del consiglio comunale di Albano.
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