Dal degrado alla rinascita di un’area centralissima e potenzialmente strategica. Nella mattinata di venerdì 24 ottobre a Grottaferrata il sindaco Mirko Di Bernardo ha convocato la cittadinanza per annunciare l’avvio del Programma Integrato “Traiano”. Nonostante il poco preavviso, i cittadini molto sensibili al tema, non hanno mancato l’incontro che si è tenuto presso il Teatro del Sacro Cuore con la partecipazione dell’architetto Massimo Roncati, assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata, Pianificazione e Riqualificazione Urbana e dell’ing Alessio Paulizzi della Società Mace Srl che ha acquistato dalla Goveli la poderosa proprietà in questione, meglio nota come l’ex Grand Hotel Traiano e che si occuperà dell’imponente riqualificazione.

Il primo cittadino ha ripercorso un po’ la storia dell’immenso complesso edilizio e paesaggistico, da decenni in disuso, in stato di totale abbandono, sede di frequentazioni notturne in alcuni casi poco lecite, come a gran voce hanno riferito alcuni presenti, residenti nelle immediate vicinanze, ed oggetto di atti vandalici. E quindi frequentato anche della Forze dell’Ordine per garantire sicurezza, prevenire e contrastare la criminalità e garantire l’ordine pubblico. “Un iter lungo e complicato – ha spiegato – con problemi burocratici antichi, partito con la precedente Amministrazione” che oggi conosce la sua rinascita per una rinnovata stagione, ci auguriamo gloriosa. Oggi siamo qui per informarvi dell’imminente avvio dei lavori di riqualificazione urbana nel rispetto della Convenzione siglata nel 2023 e senza variazioni urbanistiche né aumenti di cubatura. Un momento importate di grande valenza politica perché si sta procedendo a recuperare uno spazio abbandonato da decenni – una voce dal pubblico ricorda “50 anni di abbandono”- per far rifiorire spazi di godibilità pubblica. Ci atterremo scrupolosamente al cronoprogramma previsto, così come abbiamo portato avanti ed in molti casi completati altri progetti”.
E cita la pista ciclopedonale di collegamento tra Grottaferrata e Frascati “che va completata per non lasciare l’opera a metà”, piuttosto che il recupero del parcheggio davanti al centro sportivo e la progettualità di Piazzale San Nilo che vede impegnato un Ente Terzo, l’Università La Sapienza per la messa a sistema di tutte le istanze dei cittadini e dei Comitati di Quartiere. “L’intervento di riqualificazione del piazzale prevede la coesistenza di un accesso pedonale e di un’area destinata al parcheggio di auto oltre alla messa a dimora di piante per la riqualificazione del verde cittadino”. L’Assessore Roncati, nel prendere la parola, ha parlato di ferita e lacerazione della città che l’Amministrazione ha dovuto tutelare e che finalmente grazie all’iniziativa di un’azienda giovane e molto dinamica si potrà attivare un poderoso intervento di rigenerazione urbana che prevede una serie di opere pubbliche pensate per la fruizione ed il benessere dei cittadini. “Si sta ragionando su proposte da valutare per la migliore riuscita del parcheggio”, ha precisato. A questo punto si sono
susseguiti interventi dal pubblico che miravano ad entrare nel dettaglio della progettualità in merito alla previsione dei posti a raso e dei 30 previsti per il ricovero delle auto nell’interrato.
Ma è tutto in itinere, di certo c’è solo la nuova proprietà. Di visione e di strategia con la finalità di collaborare con il Comune di Grottaferrata e con gli uffici preposti ha parlato l’Ing. Paulizzi che intende fortemente rivitalizzare uno spazio fermo dal 2010.
“Il progetto – ha spiegato – prevede il recupero di 35 mila 557 metri cubi di complesso: il progetto più entusiasmante dell’intera area dei Castelli Romani al quale teniamo grandemente come importante opportunità. La slide che faceva da sfondo alla conferenza pubblica riporta testualmente “Corti Traiano” – Oltre il tempo, oltre l’abitare. E la Mace Srl prevede tre spazi distinti: le Corti. La Corte Urbana permeabile, percorribile, la Residenziale, una sorta di condominio diffuso con parcheggi, spazi di aggregazione ed una Corte Sociale e polifunzionale dotata di servizi di pubblica utilità. “Il progetto è ancora in fase di sviluppo e verrà presentato appena possibile offrendo l’idea di “Corti Traiano” ma possiamo dire sin d’ora che riqualificheremo a step progressivi, porzioni che saranno immediatamente visibili e che rispetteranno il progetto visionario e strategico condiviso con il Comune. Un progetto che terrà massimamente conto dell’inclusività e che si muoverà nel perimetro dell’idea del 2010, approvata dalla Regione Lazio con modifiche solo in termini di ammodernamento nel rispetto delle esigenze attuali.”
I presenti avrebbero voluto entrare un po’ nel dettaglio e quindi si sono accavallate domande relative all’area da destinare ai parcheggi, alla conferma o meno di strutture ricettivo-alberghiero, alla realizzazione di un pub/punto ristoro non gradito da alcuni residenti vicini che hanno evidenziato delle forti perplessità sollevando anche problemi igienico-sanitari, riferendo della presenza di ratti e bisce, chiedendo interventi tempestivi di deratizzazione dell’area, di recinzione per tutelare la sicurezza, di taglio di alte siepi che impediscono la vista dell’Abbazia. Insomma il teatro si è animato e colorito di voci, ricordi, riflessioni a volte un po’ amare sulla sfortunata storia di questo luogo centralissimo di Grottaferrata, dal passato antico, molto fastoso e poi vergognosamente abbandonato e ridotto al degrado più colpevole e sotto gli occhi di tutti.
Complesso Traiano: pillole di storia
Ricordiamo che nel 2006 il complesso ricettivo alberghiero venne acquistato da un fondo immobiliare: erano i tempi dell’amministrazione guidata dal sindaco Mauro Ghelfi. Nel 2010 fu approvato in Regione un programma integrato di variante urbanistica in cui il Comune di Grottaferrata ottenne l’accordo, come contropartita dalla società costruttrice Goveli, di realizzareì importanti opere di pubblica utilità a compensazione del cambio di destinazione urbanistica ottenuto. Opere pubbliche e concessioni del valore di quasi 7 milioni di euro che comprendevano la cessione del grande parco – oggi di proprietà comunale – la realizzazione di un parcheggio pubblico, la sistemazione degli spogliatoi dell’attiguo campo sportivo di via degli Ulivi e la demolizione dell’ex mercato coperto con relativa realizzazione di un’area destinata a diventare la nuova aula consiliare. Lungaggini ed intoppi burocatrici, cambi di amministrazione e fideiussioni fallite, contribuirono a far slittare l’accordo fino a che, nel 2015, la Goveli, a fronte della crisi del mercato immobiliare, chiese al Comune di rivalutare, a ribasso, l’importo totale delle opere pubbliche da realizzare. A settembre 2023 l’Amministrazione Di Bernardo ha compiuto un passo cruciale nell’ambito della riqualificazione urbana della città. Attraverso importanti modifiche e integrazioni alla Convenzione preesistente sull’area dell’ex hotel Traiano – in esecuzione della Conciliazione Giudiziale approvata dal Commissario Prefettizio, frutto di un articolato lavoro che ha visto coinvolti la Giunta e gli uffici e che ha prodotto la delibera approvata a settembre dello stesso anno in Consiglio – la zona adiacente all’omonimo parco pubblico e situata di fronte all’Abbazia di San Nilo, diventerà area da riqualificare e rifunzionalizzare. L’operazione è vincolata ad un cronoprogramma delle opere e la convenzione prevede tutte le garanzie necessarie per tutelare il Comune e i cittadini. Il soggetto privato, che stipulò la convenzione con il Comune oltre 10 anni fa, svolgerà i lavori e dovrà assicurare 1,4 milioni di euro in opere pubbliche a beneficio della città, il cui contenuto verrà stabilito dall’Amministrazione comunale.
Futuri e riqualificazione
L’investimento complessivo dell’intera opera di riqualificazione purtroppo rimane nell’ombra, siamo riusciti a sapere che l’importo riconosciuto per le opere destinate alla pubblica utilità ammonta a 1 milione e 452 mila euro. Una cifra distante anni luce dall’originaria. Non ci resta che aspettare per vedere gli sviluppi, certo che la cittadinanza è stanca di promesse e molto attenta a quelle che saranno le opere da cantierare.



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