Un’aula consiliare gremita, un pubblico attento e partecipe, composto da professionisti, cittadini, amministratori locali e tanti interessati desiderosi di approfondire temi cruciali per il futuro delle città. È questo il colpo d’occhio che ha accompagnato l’incontro pubblico “Rigenerazione e Mobilità – La città sostenibile tra innovazione, servizi e qualità dello spazio pubblico”, ospitato nella Sala Nobile di Palazzo Savelli ad Albano Laziale, nella mattinata di sabato 10 gennaio.
Un appuntamento che ha confermato, numeri alla mano, quanto i temi della rigenerazione urbana, della mobilità sostenibile e della pianificazione del territorio siano oggi centrali nel dibattito politico e amministrativo dei Castelli Romani e dell’intera area metropolitana di Roma.
L’impostazione di Roberto Cuccioletta: meno slogan, più concretezza
Ad aprire e guidare i lavori è stato l’ing. Roberto Cuccioletta, ex consigliere comunale, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia e Responsabile regionale del Dipartimento Professioni di FdI, che ha fortemente voluto questo incontro non come una passerella politica, ma come un momento di approfondimento reale, capace di tradurre le parole in proposte concrete.
Cuccioletta ha chiarito sin dall’inizio l’intenzione del partito di non limitarsi a promesse da campagna elettorale, ma di costruire un percorso serio, fondato su competenze tecniche, strumenti normativi e ascolto dei territori. Un approccio che ha dato sostanza all’intero convegno, trasformandolo in un laboratorio di idee e soluzioni realmente “spendibili”.
Ha poi sottolineato la volontà di tradurre quanto emerso nel convegno in azioni concrete, respingendo la logica delle promesse elettorali fine a sé stesse. «Con la tecnologia oggi a disposizione – ha spiegato – tanto cose sono realizzabili, come i parcheggi intermodali a ridosso dei centri storici, con sistemi di parcheggio intelligenti che segnalano gli stalli liberi, semafori intelligenti per ridurre le code. I costi non sono elevati, ma serve una visione adeguata».
Ha inoltre evidenziato la necessità di ripensare il trasporto pubblico di Albano e di lavorare a un sistema di mobilità intercomunale con i Comuni limitrofi.
Il contributo della Regione Lazio: norme sbloccate e territori ascoltati
Particolarmente apprezzati gli interventi delle consigliere regionali Laura Corrotti, Micol Grasselli ed Edy Palazzi, che hanno portato al centro del dibattito l’esperienza consiliare e i risultati concreti della Giunta guidata da Francesco Rocca in ambito urbanistico.
Un lavoro, è stato sottolineato, che ha inciso profondamente su nodi rimasti irrisolti per anni, a partire dalla riforma della Legge Regionale Lazio n. 12 del 2004, storicamente legata al tema del condono edilizio e delle sanatorie per abusi. Una normativa che negli anni ha subito numerose modifiche, fino agli interventi più recenti con la L.R. 12/2024 e la L.R. 12/2025, che hanno introdotto novità significative: dal recupero dei sottotetti al chiarimento dei limiti volumetrici cumulativi, fino all’adeguamento alla normativa nazionale con la cosiddetta sanatoria “Salva Casa”, ridefinendo soglie di tolleranza e criteri sulle difformità edilizie.
Micol Grasselli, guardando anche alle elezioni comunali ormai alle porte, ha evidenziato come “Albano sia un comune strategico e centrale per la Regione Lazio”. «Quelli affrontati oggi – ha spiegato – sono temi fondamentali per lo sviluppo e il benessere dei cittadini. In Regione siamo partiti innanzitutto dall’ascolto: la legge sulla rigenerazione urbana del 2017 era poco applicabile, e l’abbiamo resa una norma realmente spendibile sui territori». Grasselli ha poi ricordato il lavoro in corso per una cabina di regia regionale, definendo “certosino e capillare” l’impegno che sta portando a casa risultati concreti, come la modifica del regolamento del Genio Civile, ritenuta decisiva per sbloccare molte situazioni.
Per Edy Palazzi, il binomio rigenerazione–mobilità resta centrale: «La rigenerazione urbana è fondamentale, così come la mobilità, perché senza infrastrutture e collegamenti efficienti non esiste una città davvero vivibile». Prima di loro la consigliera regionale Laura Corrotti, Presidente della Commissione Urbanistica, ha ricordato, tra le altre cose, l’approvazione della proposta di legge di cui è stata prima firmataria, sulla modifica alla normativa del 2004 sui condoni edilizi, “che permetterà a molte famiglie laziali di ricevere una risposta alla loro pratica bloccata da 20 anni”.
Il quadro nazionale: l’intervento del senatore Silvestroni
Nel suo intervento, il senatore Marco Silvestroni ha allargato lo sguardo al contesto nazionale, ricordando come la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia annunciato “l’avvio di un nuovo Piano Casa per la realizzazione di 100mila nuove abitazioni a prezzo calmierato, con un forte investimento anche sull’edilizia pubblica”.
Silvestroni ha sottolineato come il patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato, stimato in circa 300 miliardi di euro, rappresenti una risorsa strategica da recuperare e restituire alle comunità. «Per quanto riguarda la rigenerazione urbana – ha aggiunto – Albano ha oggi l’opportunità di uscire da una situazione difficile e restituire dignità alla città».
Tecnica, identità e visione: l’intervento di Ombretta Renzi
Ampio spazio è stato riservato agli interventi tecnici, che hanno arricchito il dibattito con contenuti concreti. L’ingegnere Errico Stravato ha affrontato il tema della rigenerazione urbana e del recupero del patrimonio edilizio, illustrando strumenti e criticità operative.
Molto apprezzato l’intervento dell’architetto Ombretta Renzi, che ha posto l’accento sulla valorizzazione dei borghi e dei centri storici, soffermandosi in particolare su Albano:
Tra gli interventi tecnici, grande apprezzamento ha raccolto quello dell’architetto Ombretta Renzi, che ha posto l’accento sulla valorizzazione del patrimonio storico e identitario di Albano. «Il tridente di Albano è un elemento distintivo che va tutelato e valorizzato – ha spiegato – dobbiamo decidere che vocazione dare alla città, dare un’identità chiara e rendere il centro storico armonioso e vivo».
Renzi ha richiamato l’importanza di valorizzare l’edilizia esistente, incentivando il recupero degli immobili, ponendo anche interrogativi sul rapporto tra tutela ambientale e grandi opere, come il Termovalorizzatore di Roma a due passi da Albano.
Particolarmente seguito anche l’intervento dell’architetto Lorenzo Pasquarelli, che ha approfondito la Legge Regionale n. 12/2025 sulle “semplificazioni e misure incentivanti per il governo del territorio”, illustrando in modo chiaro i nuovi strumenti a disposizione dei Comuni e dei professionisti per rendere più efficaci e meno farraginose le procedure urbanistiche. Pasquarelli ha evidenziato come gli aggiornamenti normativi possano tradursi in tempi più certi, maggiore chiarezza interpretativa e una cornice più coerente con la disciplina nazionale, offrendo alle amministrazioni locali opportunità concrete per intervenire sul patrimonio edilizio esistente e sulla riqualificazione urbana
Mobilità intelligente e città del futuro
Tornando sul tema della mobilità, Cuccioletta ha delineato una visione concreta e moderna: parcheggi intermodali a ridosso dei centri storici, collegamenti efficienti, un trasporto pubblico da rimodulare e una prospettiva di mobilità intercomunale tra Albano e i comuni vicini. «Con la tecnologia oggi disponibile – ha sottolineato – possiamo realizzare sistemi di parcheggio intelligenti, semafori capaci di evitare code. Tutto è realizzabile, con costi non proibitivi».
Sindaci e territori presenti: una visione sovracomunale
A rafforzare il valore dell’incontro, la presenza di numerosi amministratori del territorio: i sindaci Maurizio Cremonini, Gianluca Staccoli e Alberto De Angelis, l’assessore Luca Quattrocchi da Velletri e il consigliere comunale di Genzano Fabio Papalia, candidato sindaco nella Città dell’Infiorata. Un segnale chiaro di come rigenerazione e mobilità siano sfide che richiedono una visione condivisa e intercomunale.
Le conclusioni di Massimo Ferrarini: la sfida per Albano
A chiudere i lavori, tra gli applausi di sostegno del pubblico, è stato Massimo Ferrarini, candidato sindaco di Albano Laziale, che ha lanciato una sfida chiara: «Accettiamo la responsabilità di riconsegnare Albano alla sua straordinaria storia, proponendo un nuovo patto di sviluppo a misura di persona». Ha poi affrontato senza sconti le criticità che vive oggi la città, partendo dalle difficoltà del commercio locale, legandole a cause precise e a scelte urbanistiche stratificate nel tempo: «La desertificazione del centro storico, i problemi del commercio e le difficoltà che sta vivendo Albano hanno motivi ben precisi. Dalla Regione si stanno calando sui territori leggi importanti, concertate con gli Ordini professionali, e questo rappresenta un valore aggiunto. La nostra stella polare sarà proprio questa: ascoltare, recepire, essere attenti alle soluzioni di chi ha competenze e capacità».
Ferrarini ha parlato di una città da ripensare e ricostruire, partendo dall’ascolto delle competenze e dalla revisione di strumenti urbanistici ormai superati, come il Piano Regolatore del 1975, vecchio di cinquant’anni. Nel suo intervento ha indicato come prioritaria la necessità di rivedere strumenti e vincoli che oggi frenano lo sviluppo ordinato della città:
«C’è l’esigenza di rivedere il PTPR, che grida vendetta, con zone vincolate e altre che dovrebbero esserlo ma non lo sono. La rigenerazione va fatta con un’incidenza del peso urbanistico limitato, recuperando e promuovendo la riqualificazione, raccogliendo l’invito lanciato dall’ingegner Cuccioletta».
Un passaggio centrale è stato dedicato quindi al PRG di Albano, definito ormai inadeguato a rappresentare la realtà attuale della città:
«Abbiamo un Piano Regolatore vecchio di 60 anni e dobbiamo fare una riflessione seria. Il tavolo che comporrà la futura maggioranza di Albano dovrà farsi carico di una situazione che va rivista profondamente. Spesso si è convinti che l’urbanistica sia solo cementificazione o speculazione, ma l’urbanistica è pianificazione: pianificare nuova viabilità, zone a servizi, dare una nuova organizzazione al tessuto sociale della città».
Ferrarini ha poi richiamato l’attenzione sui profondi cambiamenti sociali intervenuti negli anni:
«Il tessuto sociale di alcune zone è profondamente cambiato e bisogna tenerne conto. Di danni al paese ne abbiamo visti tanti nel corso degli anni e dobbiamo essere bravi a intercettare le reali esigenze della città, rimetterle in fila, riorganizzarle e dedicarci giorno e notte».
Infine, un impegno netto e simbolico, accolto con convinzione dalla platea:
«Sarà un lavoro che affronteremo con determinazione per ridare slancio alla città e dare una seconda possibilità a un’Albano che non esiste più. Albano va ricostruita e il mio impegno, che prendo solenne, è quello di ripartire da Villa Doria, che deve essere riqualificata, perché non è possibile che un luogo così importante sia lasciato in uno stato di abbandono, degrado e insicurezza».
Una conclusione che ha suggellato un convegno partecipato, concreto e ricco di contenuti, restituendo l’immagine di una Albano chiamata a una sfida complessa, ma non più rinviabile, tra rigenerazione urbana, mobilità sostenibile e nuova visione di città.
Un incontro riuscito, partecipato e denso di contenuti, che ha dimostrato come, quando politica e competenze dialogano davvero, il territorio risponde.







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