Fili elettrici volanti, impianto vetusto, luci votive a singhiozzo, muffa e arredi obsoleti. Il Cimitero comunale di Albano Laziale è diventato uno dei luoghi più emblematici del corto circuito tra promesse politiche e realtà quotidiana. Un luogo che avrebbe dovuto rappresentare rispetto, memoria e silenzio, trasformato invece in un concentrato di disservizi e incuria, denunciati da anni. Infatti, risale al 2020 risale la prima denuncia per la mancanza di manutenzione, l’inadegutezza di servizi e la totale incertezza sul progetto del nuovo cimitero.
«Allora il quadro era già compromesso – spiega Roberto Cuccioletta, che insieme con il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha portato avanti una lunga battaglia politica e amministrativa per restituire decoro al camposanto di Albano – e la sentenza del 2021 che ha annullato il vecchio contratto per la realizzazione del nuovo cimitero, certifica definitivamente il fallimento di anni di gestione, lasciando la città senza prospettiva e con un cimitero storico sempre più degradato».
Negli anni successivi, tra il 2022 e il 2023, il tema è deflagrato in tutta la sua gravità. Attraverso segnalazioni dei cittadini è stata portata alla luce una situazione andata oltre il semplice degrado. Nel gennaio 2023 è arrivata in Consiglio comunale un’interrogazione urgente che fotografava una realtà imbarazzante: fondi formalmente stanziati ma non spesi, interventi annunciati e mai realizzati, sicurezza e decoro lasciati al caso. Dentro questa interrogazione è emerso uno degli aspetti più paradossali e offensivi per i cittadini: il problema delle luci votive. Un servizio essenziale, pagato regolarmente da centinaia di famiglie, che nel cimitero di Albano è diventata un’incognita quotidiana.
«Lampade spente per mesi», ha aggiunto l’ex consigliere di centrodestra, oggi portavoce cittadino di FdI, partito per il quale sarà tra i candidati consiglieri nelle elezioni del 24-25 maggio. «Lampade non funzionanti, tra assenza di manutenzione e rimpalli di responsabilità. In tutto questo i cittadini hanno pagato, ma le luci sono rimaste a lungo spente. Un dettaglio solo in apparenza minore, che in realtà diventa il simbolo di una gestione incapace di garantire persino il minimo rispetto per i defunti e per chi li ricorda”.
Nell’interrogazione è stato chiesto conto, nero su bianco, di come e quando i fondi destinati all’illuminazione votiva e alla manutenzione del cimitero sarebbero stati utilizzati, invocando responsabilità precise, tempi certi, e soprattutto risposte pubbliche, che non sono arrivate. Nel marzo 2023, il gruppo Fratelli d’Italia ha per questo inviato una segnalazione al Prefetto, denunciando la sistematica violazione dei diritti ispettivi dei consiglieri comunali. Il messaggio politico era chiaro: «Non rispondere sul Cimitero significa non rispondere ai cittadini, su un tema che tocca direttamente la loro dignità e la loro memoria familiare». Nel frattempo, il degrado è continuato: luci votive a intermittenza, vialetti sconnessi, barriere architettoniche mai rimosse, e il cimitero è diventato il luogo dove la distanza tra Palazzo e realtà si misura senza filtri.
Nel dicembre 2023 la battaglia si è spostata sul piano della programmazione economica e in occasione del DUP (Documento Unico di Programmazione) si è chiesta nuovamente maggiore attenzione alla manutenzione del cimitero alla giunta in carica, guidata dall’allora sindaco Borelli. «E’ stato un ulteriore tentativo di trasformare la denuncia in pianificazione e la protesta in scelta politica – ha ricordato Cuccioletta -, ma anche qui la maggioranza ha mostrato resistenze, fino a che non siamo arrivati al 2024, l’anno dello scontro frontale».
Cuccioletta, insieme al capogruppo Massimo Ferrarini e agli altri consiglieri di Fratelli d’Italia, stanchi di assistere al progressivo disfacimento del Campo Santo, hanno provato a forzare la mano chiedendo un Consiglio comunale straordinario, con l’obiettivo di costringere la Giunta a parlare apertamente del Cimitero, tra manutenzione, luci votive, servizi e futuro del nuovo camposanto. Non più risposte evasive, ma una presa di responsabilità pubblica.
Nello stesso anno, sempre dall’opposizione, è arrivata un’ulteriore presa di posizione concreta: la mozione sui parcheggi a disco orario in via del Cimitero, pensata per agevolare anziani e persone con difficoltà motorie. «La maggioranza l’ha bocciata, scegliendo ancora una volta di ignorare un problema reale». Ma la bocciatura non ha cancellato il dato politico: l’opposizione aveva indicato una soluzione semplice e l’Amministrazione ha scelto di dire “no”, incomprensibilmente.

Dopo anni di ripetute richieste e sollecitazioni la Giunta ha finalmente inserito la ristrutturazione del cimitero tra le opere prioritarie del Piano Triennale approvato nel 2025. Uno stanziamento significativo che per l’opposizione è suonato come una tardiva ammissione di colpa. «Dopo anni di interrogazioni, silenzi, luci votive spente e cittadini esasperati, il problema è stato finalmente riconosciuto», ha evidenziato Cuccioletta. Ad oggi, però, il Cimitero versa in stato di abbandono, senza interventi manutentivi e una situazione davvero esecrabile per chi ha un parente che vi riposa.
«Se ci sono voluti anni per fare entrare il Cimitero nell’agenda delle priorità di una parte politica che ha ignorato a lungo l’importanza di restituire dignità al Campo Santo, lo si deve a una battaglia condotta senza sconti, spesso in solitudine istituzionale, ma con un’idea chiara: una città che non sa tenere accese nemmeno le luci sui propri morti ha un problema politico, prima ancora che tecnico ed è anche per questo – ha concluso Roberto Cuccioletta – che insieme al candidato sindaco Massimo Ferrarini ci candidiamo ad offrire ai cittadini di Albano Laziale una proposta politica credibile, che, ne siamo certi, saprà risollevare la città dalla mediocrità amministrativa degli ultimi anni».
Karen Leonardi
ARTICOLO TRATTO DAL MENSILE CARTACEO DI FEBBRAIO 2026 di CASTELLI NOTIZIE
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