Guido de Angelis con il suo libro “Il sognatore, Io, gli Oliver Onions e tutta una vita” ha inaugurato la prima edizione del Festival Internazionale del Libro dei Castelli Romani.
Ieri, 16 aprile, nella maestosa residenza del Park Hotel Villaferrata un pubblico di amici, appassionati, intellettuali, politici come il sindaco di Rocca Papa, Massimiliano Calcagni ed il suo vice Ottavio Atripaldi, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, giornalisti, Massimo Benenato, scrittore e regista e figlio di Franco Franchi, lo scrittore Vincenzo Giordano ed altri artisti, hanno festeggiato la lunga e straordinaria carriera artistica di Guido De Angelis, considerato da molti, un idolo.
Originario di Rocca di Papa, De Angelis, cantautore, compositore, arrangiatore e produttore cinematografico, con il fratello Maurizio, un carattere più schivo e riservato, ma un riconosciuto talento artistico, ha creato il duo degli Oliver Onions ed insieme hanno composto oltre 150 colonne sonore, legando il loro nome ai film di Bud Spencer e Terence Hill e a famose sigle TV e di cartoni animati ma non solo – come non ricordare Sandokan, Dune Buggy, Flying Through the Air e Banana Joe -, e film e serie di grande successo – ra gli altri: Incantesimo, Elisa di Rivombrosa -, lavorato con e per Nino Manfredi in Tanto pe’ cantà ed ancora, con Christina De Sica, e tanto altro.
Una lunga carriera artistica che lo ha visto impegnato in arrangiamenti per Claudio Baglioni, che, racconta “veniva con il papà nella nostra casa su via delle Barozze e mentre noi lavoravamo ai testi delle canzoni, agli arrangiamenti, i nostri genitori si intrattenevano in conversazione”. E, tra gli altri, per Lucio Dalla, Gabriella Ferri e Nicola di Bari.
Nel 2006 pubblica “Le mie emozioni”, un album in cui rilegge alcune tra le più note canzoni d’autore italiane, Da Io che amo solo te di Sergio Endrigo a La canzone dell’amore perduto di Fabrizio De Andrè, due canzoni straniere Le plat pays di Jacques Brel e What a Wonderful World, resa famosa da Louis Armostrong ed un brano scritto con il fratello, sul testo di Cesare De Natale e Dandylion.
Una mente eclettica dalla indiscutibile versatilità artistica. La presentazione della sua ultima creatura, questa volta letteraria che lo ha visto impegnato per quattro anni, è stata proposta da Michela Emili, Direttrice editoriale di Castelli Notizie, Media Partner del Festival e dal giornalista Rodolfo Biancorosso con il format del “dialogo”: un viaggio a ritroso della sua vita e della sua carriera, tra musica e memoria, con focus sulla sua famiglia, il legame stretto ed autentico dei nuclei familiari di una volta, con il papà e la mamma sempre presenti, la nonna, il fratello di sangue e compagno di vita e di lavoro: il completamento artistico della sua indomabile vena creativa. E poi la musica, la colonna sonora delle sue emozioni, dei suoi sentimenti che diventano il filo conduttore e la melodia di componimenti, di arrangiamenti. “La musica è un linguaggio universale che va oltre le mode e le tendenze e la melodia è l’unica cosa che ti entra nell’anima e ti rimane”.

I vari passaggi che hanno segnato la gavetta musicale degli anni ’60, la creazione dei grandi successi legati alle colonne sonore di film e sceneggiati televisivi, fino ad approdare alla produzione cinematografica. Tutto costellato da racconti di vita, “dal mondo dei rapporti umani, quelli che contano davvero” – come ha sottolineato con visibile emozione -, da episodi con le figure dell’infanzia come la signora Nilde, la proprietaria della pizzicheria dalla quale la famiglia si riforniva, dalla sua prima chitarra, costata 5 mila lire raccolte facendo la colletta con i suoi familiari, dal viaggio a Milano da Ricordi, in Bianchina con i genitori per il primo provino, dal racconto dei tanti viaggi in giro per il mondo che lo vedono vivere per tre anni a Los Angeles, girare in Africa e dai suoi incontri con i Vip stranieri come Michael Douglas, Carol Alt, Mich Jagger e tanti altri. Lavoro, conoscenza, crescita artistica e tanta umanità, come nel racconto del suo incontro nello Zimbabwe, mentre stava facendo le riprese per un film, con una donna del posto che gli chiede aiuto perché il suo bambino è malato e lui, che dimentica gli impegni lavorativi sul set e l’accompagna con la gip, perdendosi poi nella savana per portare la madre ed il figlio probabilmente affetto dalla malaria da un veterinario, l’unico dottore disponibile. “Quegli occhi colmi di gratitudine di quella mamma, non li scorderò mai”.
Ed il passaggio di testimone ai due figli maschi, produttori anche loro “dei quali come padre non potrei essere più orgoglioso”.
Infine, il grande amore della sua vita, la moglie Rita Giovannella presente in sala, sempre al suo fianco per sostenerlo ed incoraggiarlo: dai difficili e bui momenti dell’inizio, fino ad oggi con un’esistenza alle spalle vissuta ed insieme costruita con i successi e le scoperte di una coppia e di una famiglia unita e felice.
Il sognatore, edito da Mondadori presente in sala con alcune copie per gli ospiti, come ha ricordato il moderatore Gianluca Croce ed organizzatore insieme ad Anna Maria Massa, responsabile di Villaferrata, è un diario con due fili conduttori: il territorio e l’internazionalità. Un viaggio attraverso la vita, le emozioni, gli incontri e le amicizie, gli affetti e le esperienze di un personaggio dello spettacolo italiano, sensibile e dal cuore grande. Il pubblico affascinato dai suoi racconti che hanno fatto piangere e sorridere si è stretto intorno all’autore in finale di presentazione, per il firma copia.
Grottaferrata, la città del Libro nel Lazio, sta così proseguendo la sua missione culturale e divulgativa nel cuore dei Castelli Romani. Il titolo di “Città del Libro”, infatti lo ottiene nel 2011 per la sua vocazione culturale e la presenza della biblioteca del Monastero Esarchico di Santa Maria.
Con questo Festival del Libro dei Castelli Romani, vari autori, incontri e piacevoli serate valorizzeranno il territorio confermando la cittadina criptense quale polo culturale attivo ed interattivo: una vera agorà della letteratura, delle arti, della cultura con una pluralità di sguardi, attori, interpreti per un pubblico ampio e trasversale.
Il Festival Internazionale del Libro dei Castelli Romani prevede un programma con una cadenza mensile di appuntamenti: il prossimo è per il 7 maggio con Massimo Benenato che, con “Ali d’Angelo” presenterà un percorso d’autore tra riflessioni e narrazione.









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