Cronaca

Lavoro, allarme Cgil: nel Lazio gli infortuni crescono dell’8,8%. A Roma oltre l’80% dei casi e 22 morti nei primi cinque mesi

La Cgil lancia l'allarme sugli infortuni sul lavoro nel Lazio: nei primi cinque mesi del 2026 le denunce crescono dell'8,8%, oltre la media nazionale. A Roma oltre l'80% dei casi

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Continua a peggiorare il quadro della sicurezza sui luoghi di lavoro nel Lazio. A denunciarlo è la Cgil di Roma e del Lazio, che ha analizzato gli ultimi dati Inail, pubblicati il 6 luglio 2026, evidenziando un incremento degli infortuni ben superiore alla media nazionale.

Nei primi cinque mesi del 2026, infatti, le denunce di infortunio presentate all’Inail sono state 19.507, contro le 17.925 registrate nello stesso periodo del 2025. Si tratta di 1.582 casi in più, pari a un aumento dell’8,8%, mentre a livello nazionale l’incremento si è fermato al 5,5%.

Crescono soprattutto gli infortuni durante il lavoro

Particolarmente preoccupante, secondo il sindacato, è l’andamento degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che nel Lazio sono aumentati del 10,2%, passando da 13.973 a 15.404 denunce. Una crescita più che doppia rispetto alla media italiana, ferma al 4,7%.

Anche il solo mese di maggio conferma il trend negativo: le denunce nel Lazio sono state 3.867, rispetto alle 3.720dello stesso mese del 2025, con un incremento del 4%, superiore al dato nazionale (+1,3%).

Donne e lavoratori più anziani tra i più colpiti

L’aumento degli infortuni interessa sia uomini che donne, ma è tra le lavoratrici che si registra la crescita più marcata.

Le denunce riguardanti le donne sono passate da 7.288 a 8.126, con un incremento dell’11,5%, mentre tra gli uomini si è passati da 10.637 a 11.381, pari al 7%.

Preoccupano anche i dati relativi ai lavoratori più anziani. Nella fascia 60-64 anni gli infortuni sono saliti da 1.566 a 1.726, mentre tra i 65 e i 69 anni si è passati da 387 a 454 denunce, con un aumento del 17,3%.

In crescita anche gli incidenti che coinvolgono i giovani: tra i lavoratori di età compresa tra 20 e 24 anni le denunce sono aumentate da 1.144 a 1.260.

I settori più colpiti

Tra i comparti produttivi che registrano gli incrementi percentuali più elevati figurano:

  • Estrazione di minerali: +87,5%;
  • Attività artistiche, sportive e di intrattenimento: +43,1%;
  • Agricoltura, silvicoltura e pesca: +33,3%;
  • Amministrazione pubblica e difesa: +21,1%;
  • Sanità e assistenza sociale: +10,5%.

Roma concentra oltre l’80% dell’aumento regionale

Dal punto di vista territoriale è la provincia di Roma a registrare il dato più significativo.

Le denunce sono infatti passate da 14.170 a 15.501, con 1.331 casi in più (+9,4%), concentrando da sola oltre l’80% dell’intero incremento regionale.

La crescita percentuale più elevata si registra invece a Viterbo, dove gli infortuni aumentano del 14,1%, passando da 779 a 889 denunce.

Incrementi anche a:

  • Latina, da 1.445 a 1.544;
  • Rieti, da 479 a 519.

Situazione sostanzialmente stabile invece in provincia di Frosinone, dove le denunce passano da 1.052 a 1.054.

Infortuni mortali: nessun miglioramento

Resta drammatico anche il bilancio degli incidenti mortali.

Nei primi cinque mesi del 2026 nel Lazio sono state presentate 29 denunce di infortunio con esito mortale, lo stesso numero registrato nello stesso periodo del 2025.

Di queste, 22 riguardano la provincia di Roma, che continua a rappresentare il territorio maggiormente colpito.

L’appello della Cgil

Secondo la Cgil, i numeri diffusi dall’Inail rappresentano soltanto una parte del fenomeno.

«Questi dati, nella loro gravità, rappresentano sempre e comunque una parzialità, perché non sempre le lavoratrici e i lavoratori sono nelle condizioni di denunciare gli infortuni», evidenzia il sindacato.

Per questo la Cgil chiede un rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo, soprattutto in un periodo caratterizzato dalle elevate temperature estive.

«È ancora più importante rafforzare gli enti preposti all’attività di prevenzione e ispettiva, in modo particolare in queste settimane, in cui le ondate di calore rappresentano un ulteriore fattore di rischio per le lavoratrici e i lavoratori», conclude la nota della Cgil di Roma e del Lazio.

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