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Autovelox nel Lazio, ecco dove saranno i controlli dal 14 al 19 luglio. Entrano in vigore anche le nuove regole

La Polizia Stradale ha diffuso il calendario degli autovelox nel Lazio dal 13 al 19 luglio 2026. Ecco dove saranno i controlli e cosa cambia con il nuovo decreto entrato in vigore il 12 luglio.

autovelox

Nuova settimana e nuovo calendario dei controlli della velocità sulle principali arterie del Lazio. La Polizia Stradale ha infatti reso noto l’elenco delle strade interessate dalla presenza degli autovelox in settimana da martedì 14 a domenica 19 luglio 2026.

L’invito agli automobilisti resta quello di rispettare sempre i limiti di velocità, ricordando che i controlli hanno come obiettivo principale la sicurezza stradale e la riduzione degli incidenti.

La settimana assume inoltre un significato particolare perché arriva a poche ore dall’entrata in vigore del nuovo decreto Autovelox, che introduce regole più stringenti sull’omologazione dei dispositivi e punta a mettere ordine in una materia che negli ultimi anni ha generato migliaia di ricorsi.

Dove saranno gli autovelox nel Lazio

Secondo il calendario diffuso dalla Polizia Stradale, nel Lazio i controlli interesseranno:

  • Martedì 14 luglioStrada Statale 675 Umbro-Laziale (provincia di Viterbo)
  • Sabato 18 luglioAutostrada A12 Roma-Civitavecchia (A12 ADS Azzurre/Roma) (provincia di Roma)
  • Domenica 19 luglioAutostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo, nel tratto Colle Tasso (provincia di Roma)

Naturalmente, oltre alle postazioni comunicate preventivamente, restano possibili anche altri controlli della velocità effettuati con pattuglie mobili secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Da domenica sono cambiate le regole

Dal 12 luglio 2026 è ufficialmente entrato in vigore il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina in maniera organica gli autovelox. L’obiettivo è quello di superare definitivamente le incertezze normative che per oltre trent’anni hanno alimentato ricorsi e contenziosi.

La principale novità riguarda la distinzione tra approvazione e omologazione. D’ora in avanti potranno essere utilizzati per elevare sanzioni soltanto i dispositivi che abbiano completato il nuovo procedimento di omologazione previsto dal decreto.

Controlli più rigorosi e verifiche annuali

Il nuovo decreto introduce requisiti tecnici molto severi. Per ottenere l’omologazione, un autovelox dovrà garantire:

  • almeno il 90% di rilevamento dei veicoli;
  • una corretta associazione tra velocità e veicolo pari almeno al 95%;
  • un riconoscimento delle targhe e delle immagini con precisione minima del 95%.

Inoltre ogni apparecchio dovrà essere sottoposto a taratura e verifiche annuali. In caso di mancato superamento dei test, il dispositivo dovrà essere disattivato.

Molti dispositivi già spenti

Secondo le prime stime, con l’entrata in vigore del decreto sarebbero già stati disattivati circa 850 autovelox in tutta Italia perché non conformi ai nuovi requisiti.

Restano invece pienamente utilizzabili i dispositivi già omologati secondo le nuove regole e quelli approvati dal Ministero dopo il giugno 2017, per i quali il decreto prevede un riconoscimento automatico.

Più tutele per gli automobilisti

Il nuovo quadro normativo introduce anche maggiori garanzie per i cittadini. Nel verbale dovranno infatti essere indicati gli estremi del decreto di omologazione dell’apparecchio utilizzato.

Gli automobilisti potranno inoltre verificare la regolarità del dispositivo consultando il censimento nazionale del Ministero delle Infrastrutture oppure richiedendo al Comune la documentazione relativa alla taratura e ai controlli periodici.

Qualora emergano irregolarità — come la mancanza dell’omologazione, della taratura annuale o della documentazione obbligatoria — la multa potrà essere contestata con:

  • ricorso al Prefetto entro 60 giorni;
  • ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni.

Il decreto, tuttavia, non ha effetto retroattivo: le sanzioni elevate prima del 12 luglio continueranno a essere valutate secondo la normativa e la giurisprudenza precedente.

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