Operai edili, addetti alla manutenzione del verde, lavoratori dei cantieri stradali, operatori impegnati negli sfalci e nelle verifiche infrastrutturali sono tra coloro che, ogni giorno, devono fare i conti con temperature elevate che possono rappresentare un serio rischio per la salute e la sicurezza.
Su questo tema è intervenuta la Cgil di Roma e Lazio, che ha accolto con favore l’integrazione dell’ordinanza regionale sulle misure di prevenzione per chi lavora esposto al caldo estremo, definendola «un fatto importante» e il risultato della mobilitazione sindacale.
«Il nuovo provvedimento rafforza le tutele già introdotte e recepisce molte delle richieste che abbiamo avanzato, garantendo maggiore chiarezza e una protezione più ampia per le lavoratrici e i lavoratori esposti alle alte temperature», sottolinea il sindacato.
Tra le principali novità evidenziate dalla Cgil vi è l’estensione esplicita del divieto di svolgere attività lavorative nelle ore più calde anche agli interventi di manutenzione del verde, ai cantieri stradali di manutenzione, alle verifiche sui ponti e alle operazioni di sfalcio dell’erba lungo le banchine stradali.
L’ordinanza chiarisce inoltre che eventuali deroghe sono consentite esclusivamente per gli interventi indifferibili di pubblica utilità, di protezione civile e per le attività necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità. Anche in questi casi, evidenzia la Cgil, resta comunque obbligatoria l’adozione di tutte le misure organizzative necessarie per ridurre il rischio derivante dall’esposizione al caldo.
Particolare attenzione viene riservata anche ai lavoratori maggiormente vulnerabili, per i quali il medico competente potrà prevedere specifiche prescrizioni o limitazioni dell’attività lavorativa in presenza di condizioni climatiche particolarmente critiche.
«Si tratta di un aggiornamento importante – prosegue la nota della Cgil di Roma e Lazio – che rafforza gli strumenti a tutela della salute e della sicurezza di chi lavora all’aperto ed è esposto alle alte temperature. Ora è necessario che l’ordinanza venga applicata rigorosamente in tutti i settori interessati e che siano intensificati i controlli sul rispetto delle disposizioni previste».
Per il sindacato, tuttavia, il percorso non può considerarsi concluso. «Questo risultato rappresenta un altro passo avanti, ma non basta. Sono ancora molti i settori esclusi e, in alcuni casi, sono necessari anche interventi di carattere nazionale da parte del Governo, che continua a restare immobile sul tema del caldo estremo».
La Cgil torna infine a chiedere l’introduzione di misure straordinarie di sostegno al reddito per quei lavoratori che, nelle giornate caratterizzate da temperature proibitive, sono costretti a scegliere tra la tutela della propria salute e la necessità di continuare a lavorare per garantirsi uno stipendio.
Con le temperature che in questi giorni continuano a sfiorare e superare i 40 gradi in molte zone del Lazio, il tema della sicurezza sul lavoro torna così al centro del dibattito, richiamando l’attenzione sulla necessità di conciliare la continuità delle attività produttive con la tutela della salute di migliaia di lavoratori.
Ricordiamo che il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha firmato l’integrazione dell’ordinanza regionale per tutelare i lavoratori dal caldo-record.
Il testo integra la precedente ordinanza del 22 maggio 2026, specificando che l’ambito di applicazione del divieto coinvolge anche alcune particolari attività, quali i lavori di manutenzione delle aree verdi, i cantieri stradali di manutenzione, la verifica dei ponti, lo sfalcio dell’erba sulle banchine.
L’ordinanza vieta, su tutto il territorio regionale, il lavoro in condizioni di prolungata esposizione al sole dalle ore 12:30 alle 16:00 nei giorni considerati più a rischio. Il provvedimento riguarda i settori dell’ agricoltura e del florovivaismo, inclusa la manutenzione del verde; dell’edilizia, compresi i cantieri stradali, lo sfalcio dell’erba e le attività di verifica sui ponti; delle attività estrattive, come i lavori nelle cave; della logistica di piazzale e della consegna merci, limitatamente all’ambito urbano, anche quando effettuata con l’aiuto di biciclette o di veicoli a motore a due ruote.
L’ordinanza ha efficacia immediata ed è valida fino al 15 settembre 2026.
«Di fronte a temperature eccezionali, le istituzioni hanno il dovere di intervenire con tempestività e responsabilità. Il lavoro è dignità, ma non può mai mettere a rischio la salute e la vita delle persone. Prevenire significa proteggere i lavoratori più esposti e richiamare tutti, imprese e istituzioni, a una responsabilità condivisa»: così il presidente Francesco Rocca.



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