Un nuovo passaggio amministrativo arricchisce la complicata e annosa vicenda che riguarda la riqualificazione del complesso immobiliare dell’ex Hotel Traiano di Grottaferrata.
Il Commissario Straordinario, Filippo Santarelli, con una delibera dello scorso 20 luglio, nell’interesse di un possibile maggior vantaggio per il Comune di Grottaferrata, ha infatti deciso di concedere un’ultima possibilità alla società Goveli Srl, proprietaria dell’area dell’ex Hotel Traiano. Pur confermando infatti che la società non ha rispettato diversi obblighi previsti dalla convenzione urbanistica per un valore di circa 2,5 milioni di euro, il Comune ha scelto di sospendere per 60 giorni le procedure più severe per valutare una nuova proposta che potrebbe garantire vantaggi maggiori alla città.
In sostanza, il Commissario non cancella né ridimensiona gli inadempimenti contestati a Goveli. Sceglie però di concedere un periodo limitato per verificare se una nuova proposta urbanistica possa garantire al Comune un interesse pubblico superiore rispetto a quello previsto dagli accordi del 2023. Se questa possibilità non si concretizzerà nei tempi stabiliti, il Comune passerà alle azioni previste dalla convenzione per tutelare i propri diritti.
La delibera prende ufficialmente atto che Goveli è inadempiente rispetto agli impegni assunti con l’Atto di Novazione del dicembre 2023. In particolare, la società non ha ceduto al Comune il piano terra di Villa Felice entro il 30 settembre 2025; non ha presentato nei tempi previsti i progetti delle opere pubbliche da realizzare e non ha completato le opere di urbanizzazione entro il 31 marzo 2026. Si tratta delle stesse contestazioni già formalizzate dal dirigente comunale con la diffida inviata il 1° giugno 2026.
La delibera affronta anche il dubbio emerso nei mesi scorsi sul ruolo di MACE Srl, società che ha acquisito le quote di Goveli. Nella delibera viene infatti chiarito che l’unico soggetto responsabile nei confronti del Comune resta Goveli. MACE ha semplicemente operato come interlocutore tecnico e amministrativo, mentre tutti gli obblighi previsti dalla convenzione continuano a gravare esclusivamente su Goveli.
Nonostante gli inadempimenti, il Commissario ritiene comunque che le nuove proposte avanzate dalla società meritino di essere approfondite perché potrebbero offrire un interesse pubblico maggiore rispetto agli accordi attualmente in vigore.
Tra le ipotesi presentate figurano: la cessione dell’intera Villa Felice, invece del solo piano terra; nuove aree verdi collegate al Parco Traiano; un parcheggio interrato da cedere al Comune; nuovi percorsi pedonali pubblici. Secondo la delibera, questi interventi potrebbero rappresentare un miglioramento per la collettività e giustificano l’avvio dell’istruttoria della cosiddetta Variante n. 2 al Programma Integrato di Intervento (PII). Per consentire la valutazione della nuova proposta, il Comune ha dunque sospeso per sessanta giorni due iniziative che avrebbe potuto avviare immediatamente: l’escussione delle fideiussioni presentate dalla società e la procedura per risolvere la convenzione urbanistica. Una sospensione che è però subordinata al rispetto, da parte di Goveli, di precise condizioni: entro sessanta giorni la società dovrà: presentare tutta la documentazione tecnica necessaria per la Variante n. 2, comprensiva del progetto definitivo relativo a Villa Felice, alle nuove aree verdi, al parcheggio interrato e ai collegamenti pedonali, con una stima del valore delle opere offerte al Comune; cedere immediatamente il piano terra di Villa Felice oppure, in alternativa, firmare davanti a un notaio un impegno irrevocabile a cedere l’intero edificio una volta approvata la variante, accompagnato da una nuova garanzia fideiussoria. Se entrambe queste condizioni saranno rispettate, la sospensione sarà prorogata automaticamente per altri sessanta giorni, così da permettere agli uffici comunali di completare l’istruttoria della variante.
La delibera autorizza inoltre il dirigente del Settore Tecnico ad avviare formalmente il procedimento per la Variante n. 2 non appena sarà presentata tutta la documentazione richiesta. Solo dopo l’avvio dell’istruttoria gli uffici potranno verificare se le modifiche proposte sono compatibili con la normativa urbanistica e se garantiscono realmente un beneficio superiore per il Comune.
La delibera è poi molto chiara sulle conseguenze di un eventuale mancato rispetto delle condizioni da parte di Goveli: se anche una sola delle condizioni previste non sarà rispettata entro i sessanta giorni, oppure se la Variante n. 2 sarà giudicata inammissibile o non verrà approvata entro centoventi giorni complessivi, il Comune potrà procedere immediatamente senza ulteriori deliberazioni. In quel caso scatteranno: l’escussione delle fideiussioni per recuperare il valore degli obblighi non adempiuti; l’avvio della procedura di risoluzione della convenzione urbanistica; l’eventuale richiesta di risarcimento dei danni nelle sedi competenti.
Una vicenda che riaprirà di certo il dibattito politico e farà riemergere le numerose perplessità da parte di forze politiche e gruppi civici, rispetto alle condizioni riservate alla proprietà dal Comune.



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