Fare Bene a Grottaferrata, Libertas e Grottaferrata Democratica hanno risposto al comunicato della ex maggioranza riguardo alla vicenda urbanistica dell’Ex Hotel Traiano.
“C’è un antico principio latino che recita: excusatio non petita, accusatio manifesta. Ed è esattamente la sensazione che lascia il comunicato dell’ex sindaco e dei suoi sodali. Nessuno – riporta la nota – aveva chiamato in causa la loro responsabilità politica. Eppure hanno sentito il bisogno di pubblicare un lungo comunicato per spiegare, giustificare, attribuire colpe ad altri e costruire una narrazione che non trova riscontro negli atti ufficiali. Quando si sente l’esigenza di difendersi prima ancora di essere accusati, significa che la coscienza politica è ben consapevole delle proprie responsabilità. La delibera del Commissario Straordinario certifica una realtà inequivocabile, il Programma Integrato del Grand Hotel Traiano era già caratterizzato da inadempienze gravi e formalmente contestate. Mancata cessione di Villa Felice, mancata progettazione delle opere pubbliche, mancato completamento delle urbanizzazioni.
Tutte criticità accertate e diffuse dal dirigente comunale attraverso una formale diffida e recepite dal Commissario. Questi non sono giudizi politici. Sono fatti amministrativi. Ed è proprio questo che il comunicato delle tre liste tenta di occultare. Si cerca di far credere ai cittadini che tutto dipenda dalla caduta dell’amministrazione. Ma le scadenze erano già trascorse e le inadempienze erano già maturate quando quella maggioranza era pienamente in carica. Se davvero il rapporto con il soggetto attuatore era così efficace e virtuoso, come mai si è arrivati a una diffida formale? Perché il Comune si è trovato costretto a contestare il mancato rispetto degli obblighi convenzionali? La verità è molto meno rassicurante di quella raccontata dall’ex sindaco. Questa vicenda rappresenta il simbolo di un fallimento politico e amministrativo annunciato. Un’amministrazione che avrebbe dovuto vigilare sull’attuazione di uno dei più importanti programmi urbanistici della città e che, invece, consegna al Commissario una situazione caratterizzata da ritardi, contestazioni e obblighi rimasti inevasi.
Anziché assumersi le proprie responsabilità davanti ai cittadini, si preferisce individuare capri espiatori, evocare complotti politici e persino attribuire responsabilità a chi avrebbe espresso opinioni critiche. È un copione già visto, quando mancano i risultati, si cercano colpevoli. Ma la politica seria funziona diversamente. Chi governa risponde degli obiettivi raggiunti e di quelli mancati. Non può chiedere applausi per ciò che avrebbe voluto fare e, contemporaneamente, scaricare sugli altri ciò che non è riuscito a realizzare. Ancora più sorprendente è il tentativo di presentare la delibera commissariale come una sorta di conferma della bontà dell’azione amministrativa precedente. In realtà il Commissario prende atto delle inadempienze, le mantiene integralmente ferme e concede soltanto una sospensione temporanea e rigidamente condizionata delle azioni esecutive, esclusivamente per verificare se possano derivare maggiori benefici pubblici.
Non cancella le contestazioni, non assolve nessuno e non certifica il buon operato della precedente amministrazione. Ed è proprio questo il punto che desta le maggiori perplessità. Dopo anni di criticità, di modifiche convenzionali, di ritardi, di obblighi non rispettati e di una situazione amministrativa così complessa da richiedere l’intervento del Commissario, ci saremmo aspettati un percorso improntato alla massima trasparenza. Invece continuiamo a trovarci di fronte a una vicenda che presenta ancora molte zone d’ombra. Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di conoscere fino in fondo tutta la verità. I cittadini hanno diritto di sapere perché si è arrivati a queste inadempienze, quali controlli siano stati effettuati negli anni, quali iniziative siano state realmente assunte dall’amministrazione per far rispettare gli obblighi convenzionali, perché si sia giunti soltanto oggi a una diffida formale e se tutte le garanzie previste dalla convenzione siano sempre state adeguatamente monitorate.
La vicenda del Grand Hotel Traiano – conclude la nota – non può essere trasformata nell’ennesima occasione di propaganda elettorale. È una questione che riguarda il patrimonio pubblico, le opere destinate alla collettività e il futuro urbanistico di Grottaferrata. Servono trasparenza, chiarezza e responsabilità. Esattamente quelle qualità che, leggendo il comunicato dell’ex sindaco e dei suoi sostenitori, sembrano purtroppo essere mancate nel momento in cui sarebbe stato necessario fare un serio esame di coscienza politica”.



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