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Grottaferrata – Roncati su ex Traiano: “Mancato controllo sulle scadenze previste”

massimo roncati

L’ex assessore all’Urbanistica di Grottaferrata, Massimo Roncati, ha replicato alla nota diffusa nei giorni scorsi dalle liste civiche vicine all’ex sindaco, Mirko Di Bernardo

“Ho letto il comunicato diffuso da FareRete, Insieme per Grottaferrata e Grottaferrata in Comune sul P.I.I. Grand Hotel Traiano – scrive Roncati – e poiché contiene ricostruzioni che non corrispondono ai fatti, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti e lo faccio per maggiore chiarezza, per punti.

1. L’obiettivo comune
Stimo gli attuali proprietari dell’area e mi auguro sinceramente che il recupero del Grand Hotel Traiano possa procedere rapidamente per risolvere il degrado di un’area collocata accanto a una scuola, al campo di calcio, a un parco pubblico, a numerose abitazioni e soprattutto visibile dall’Abbazia, luogo particolarmente frequentato dai flussi turistici. La riqualificazione di quel comparto è nell’interesse dell’intera città.
2. Una ricostruzione che non corrisponde ai fatti
Nel comunicato si legge: “…si sono aggiunte le inopportune e infondate posizioni pubblicamente espresse da un ex assessore…” È un’affermazione grave e semplicemente non vera. Non ho mai assunto posizioni pubbliche durante il procedimento. Le mie perplessità semmai, sono maturate dopo la conclusione dell’iter amministrativo e sono state rappresentate esclusivamente, in forma riservata, all’allora Sindaco, al dirigente competente e ad alcuni esponenti della maggioranza.

3. La politica aveva già concluso il proprio compito
C’è un principio che merita di essere ricordato. Con l’approvazione della nuova convenzione approvata dal Consiglio Comunale nel 2023, la politica aveva già esercitato la propria funzione di indirizzo, definendo l’interesse pubblico e gli obblighi convenzionali. Da quel momento in avanti non spettava più alla politica “governare” il procedimento, ma all’amministrazione tecnica, all’istruttoria degli uffici e alla corretta applicazione delle norme. Per questo motivo è fuorviante sostenere che “… una delle partite urbanistiche più importanti degli ultimi anni, che avrebbe dovuto essere governata da un Sindaco e da una maggioranza …” che una modifica qualificata come “non sostanziale” dovesse essere oggetto di una nuova valutazione politica. Il compito dell’Assessore, il mio nello specifico, era un altro: verificare che l’interesse pubblico venisse integralmente tutelato e che le norme fossero correttamente applicate.

4. Il “clima” non decide i procedimenti amministrativi

Nel comunicato si lascia intendere che alcune osservazioni abbiano compromesso il clima di collaborazione tra amministrazione e operatori economici. Non condivido questa impostazione. In uno Stato di diritto i procedimenti amministrativi non dipendono dal clima politico. Se un provvedimento infatti, è corretto sotto il profilo tecnico e giuridico, non cambia perché qualcuno formula osservazioni o pone domande. Sostenere il contrario significa attribuire al consenso politico un ruolo che la legge non gli riconosce. Ed è un principio che non tutela né i cittadini né gli imprenditori seri.

5. Parlano i fatti
I fatti raccontano una realtà ben diversa da quella narrata nel comunicato. La collaborazione tra la proprietà e l’amministrazione non si è mai interrotta. E la gestione commissariale lo dimostra. Desidero anzi esprimere un sincero ringraziamento al Commissario Straordinario per avere affrontato con autorevolezza e tempismo una vicenda nella quale è mancato un adeguato controllo sul rispetto delle scadenze previste dal cronoprogramma convenzionale. Il provvedimento commissariale prende atto delle criticità e delle inadempienze emerse, anche a seguito delle segnalazioni formulate dall’ex consigliere Michele Mazza, mantiene fermi gli obblighi convenzionali e apre la verifica dell’interesse pubblico delle nuove proposte avanzate dalla proprietà. Si è così evitato che una situazione già complessa producesse un ulteriore pregiudizio per la città.
6. Il mio ruolo
Durante il mio mandato non mi sono mai sostituito ai dirigenti. Altre letture sono di comodo. Ho semplicemente esercitato il dovere di chiedere chiarimenti quando ritenevo che alcuni aspetti dell’interesse pubblico meritassero ulteriori verifiche, in particolare con riferimento alla corretta determinazione del contributo straordinario dovuto alla collettività. Le decisioni amministrative sono sempre rimaste nella piena responsabilità del dirigente competente. Io ho fatto ciò che ritengo debba fare qualunque amministratore responsabile: vigilare, porre domande e, quando non condividevo una scelta, chiedere che venisse verificata nelle sedi competenti. Questo non significa ostacolare gli investimenti, ma tutelare l’interesse pubblico.

7. Una riflessione finale

Condivido pienamente la conclusione del comunicato quando afferma che «Grottaferrata merita stabilità, serietà amministrativa e una classe dirigente capace di assumersi la responsabilità delle proprie scelte davanti ai cittadini.» Proprio per questo ritengo che la stabilità non possa essere confusa con il silenzio, che la serietà amministrativa richieda il rigoroso rispetto dei ruoli e delle competenze e che la responsabilità imponga a ciascuno di assumersi le conseguenze delle decisioni adottate, senza tentare, a distanza di mesi, di attribuirle ad altri. Grazie dell’attenzione
Massimo Roncati

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