Non si arresta la mobilitazione contro l’inceneritore di Santa Palomba. Dopo le ultime settimane segnate dai ritrovamenti archeologici nell’area del cantiere e dalla decisione del TAR del Lazio di respingere la richiesta di sospensiva dei lavori, l’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore ha convocato un nuovo corteo per venerdì 31 luglio, con l’obiettivo di rilanciare la protesta e chiedere lo stop definitivo all’opera.
L’appuntamento è fissato per le ore 18 alla nuova rotatoria del primo presidio di via Cancelliera. Da lì partirà il corteo che raggiungerà l’ingresso del cantiere, dove è prevista un’assemblea pubblica.
Lo slogan scelto dagli organizzatori è: “Stop cantiere inceneritore, subito il Parco Archeologico Ettore Ronconi”. La manifestazione punta infatti a riportare al centro del dibattito pubblico i recenti rinvenimenti archeologici, che secondo i comitati renderebbero incompatibile la realizzazione dell’impianto e aprirebbero invece la strada alla valorizzazione dell’area attraverso l’istituzione di un parco archeologico dedicato a Ettore Ronconi, figura simbolo della battaglia ambientalista del territorio.
La nuova iniziativa si inserisce in una mobilitazione che Castelli Notizie segue fin dall’inizio della vicenda, raccontando sia le manifestazioni che si sono susseguite negli ultimi anni, sia gli sviluppi amministrativi e giudiziari legati al progetto del termovalorizzatore voluto da Roma Capitale, al confine con il Castelli Romani.
Nei giorni scorsi, come riportato anche sulle nostre pagine, il TAR del Lazio ha respinto l’istanza cautelare presentata dai comitati, consentendo la prosecuzione dei lavori del cantiere. Una decisione che non ha però fermato la protesta. Gli attivisti hanno infatti ribadito l’intenzione di proseguire la battaglia, sostenendo che i nuovi ritrovamenti archeologici emersi nell’area rappresentino un elemento destinato a incidere sul prosieguo della vicenda e chiedendo alle istituzioni di privilegiare la tutela del patrimonio storico e culturale rispetto alla realizzazione dell’impianto.
L’assemblea del 31 luglio sarà anche l’occasione per fare il punto sugli ultimi sviluppi delle indagini archeologiche e presentare ufficialmente la proposta del Parco Archeologico Ettore Ronconi, che i promotori considerano l’unica destinazione compatibile con il sito interessato dai lavori.
La manifestazione si preannuncia come un nuovo momento di partecipazione per cittadini, associazioni e comitati contrari al termovalorizzatore, in una vicenda che continua a dividere il territorio e che, tra ricorsi, cantieri e nuovi ritrovamenti, resta al centro del dibattito pubblico dei Castelli Romani e dell’area metropolitana di Roma.



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