Le macchie gialle comparse in mare negli ultimi giorni hanno destato preoccupazione tra residenti e bagnanti in diverse località del litorale laziale. In molti hanno ipotizzato uno sversamento o un episodio di inquinamento, ed in merito il Comune di Pomezia ha reso noti i dati delle analisi effettuate da ARPA Lazio.
A seguito delle segnalazioni ricevute dai cittadini e dell’intervento del sindaco di Pomezia, Veronica Felici, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha infatti eseguito nuovi controlli lungo il litorale di Torvaianica, uno dei tratti di costa dove il fenomeno è stato maggiormente segnalato.
Le analisi microbiologiche, effettuate sui campioni prelevati il 30 luglio, hanno confermato che i valori di Escherichia coli ed enterococchi rientrano pienamente nei limiti previsti dalla normativa vigente. In altre parole, non sono emersi elementi riconducibili a un inquinamento di origine fognaria.
Cosa sono le “Acque Cotte”?
Il fenomeno è conosciuto da decenni lungo le coste del Lazio e viene chiamato dalla tradizione popolare “Acque Cotte”.
Si tratta di un’alterazione del colore dell’acqua favorita da particolari condizioni ambientali: temperature molto elevate, mare calmo, correnti deboli e la presenza di sostanze nutritive naturalmente presenti nell’acqua favoriscono la proliferazione delle microalghe, che possono conferire al mare una colorazione giallastra o marrone.
Secondo ARPA Lazio, il fenomeno sta interessando gran parte del litorale laziale, proprio a causa delle condizioni meteorologiche di queste settimane, caratterizzate da caldo intenso e assenza di perturbazioni.
“È importante ricordare che – si legge nel comunicato del Comune di Pomezia – , nella maggior parte dei casi, non si tratta di un fenomeno legato a scarichi fognari, ma di un processo naturale che caratterizza da decenni questo tratto di costa. Anche in passato, le analisi svolte da ARPA Lazio hanno attribuito fenomeni simili alla presenza di alghe, senza evidenziare rischi diretti per la salute dei bagnanti nelle aree normalmente destinate alla balneazione.
I controlli proseguono
L’Agenzia regionale ha comunque avviato ulteriori accertamenti per verificare l’eventuale presenza di fioriture algali e continuerà a monitorare la situazione nei prossimi giorni, così da seguirne l’evoluzione e informare tempestivamente la cittadinanza.
L’invito delle istituzioni è a non lasciarsi prendere dall’allarmismo e ad affidarsi sempre ai risultati delle analisi ufficiali. Sebbene le macchie gialle o marroncine possano destare impressione, allo stato attuale non risultano collegate a scarichi fognari, ma a un fenomeno naturale già noto e osservato da anni lungo il litorale della regione.
La preoccupazione dei cittadini però resta, in merito soprattutto ai motivi che provocano la massiccia fioritura delle alghe, ricondotti principalmente agli scarichi incontrollati che arrivano in mare e alla paventata inefficienza dei depuratori.



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