Proseguono gli approfondimenti sul vasto incendio che martedì 11 agosto ha colpito l’area del Tuscolo, interessando per ore uno dei contesti naturalistici, paesaggistici e archeologici più preziosi dei Castelli Romani. A fare il punto è il Commissario Straordinario della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, avvocato Marco De Carolis, che ha annunciato la preparazione di una denuncia alla Procura della Repubblica per danneggiamenti e incendio boschivo.
L’obiettivo è mettere insieme tutti gli elementi disponibili per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e contribuire alle indagini volte a individuare il responsabile o gli eventuali responsabili dell’incendio la cui origine dolosa è apparsa chiara quasi subito.
Sotto esame i diversi punti di innesco
Uno degli aspetti centrali riguarda proprio la dinamica con cui il fuoco si è sviluppato e la presenza di molteplici punti di innesco, circostanza che ha contribuito alla formazione di un fronte particolarmente complesso.
Nella giornata successiva all’incendio De Carolis ha effettuato un briefing con gli addetti alla manutenzione che avevano precedentemente realizzato le fasce frangifuoco nell’area del Tuscolo.
Le barriere si sarebbero dimostrate efficaci nel contenere l’avanzata delle fiamme in alcune zone, contribuendo anche a proteggere l’area archeologica, ma quanto accaduto sarà ora utilizzato per individuare e correggere le criticità emerse durante un incendio caratterizzato dalla contemporanea presenza di diversi focolai.
«Gli addetti hanno potuto verificare l’efficacia delle fasce frangifuoco e, contestualmente, correggere le criticità emerse quando la molteplicità dei punti di innesco genera un fronte complesso», ha sottolineato De Carolis.
“A Tuscolo era presente un operatore”
Il Commissario è intervenuto anche sul tema della vigilanza dell’area, dopo le richieste di chiarimento arrivate nei giorni successivi al rogo.
De Carolis ha ricordato che l’Ente ha assunto nel mese scorso due nuove unità operative destinate alle attività sul territorio e ha precisato che una di queste era presente al Tuscolo anche nella giornata dell’incendio, come avviene quotidianamente.
Anche la testimonianza degli operatori potrà quindi diventare utile per ricostruire quanto accaduto nelle fasi iniziali dell’emergenza.
Il Commissario ha annunciato che chiederà a quanti sono intervenuti di redigere specifiche relazioni sull’attività svolta, così da raccogliere ulteriori elementi da mettere a disposizione degli investigatori.
Denuncia alla Procura e richiesta sui tabulati telefonici
De Carolis ha annunciato di essere al lavoro su una denuncia alla Procura della Repubblica per danneggiamenti e incendio boschivo.
Non solo. L’intenzione è quella di chiedere all’Autorità Giudiziaria anche il controllo dei tabulati telefonici relativi alla zona del Tuscolo nelle ore coincidenti con l’incendio, nel tentativo di acquisire possibili elementi utili all’identificazione di chi avrebbe appiccato il fuoco.
«Chiederò agli operatori intervenuti di fornirmi relazioni sull’intervento per comprendere la natura dello stesso e fornire agli inquirenti ulteriori elementi per favorire l’identificazione dei responsabili», ha dichiarato il Commissario.
«A questo proposito sto preparando una denuncia alla Procura della Repubblica per danneggiamenti e incendio boschivo e chiederemo all’Autorità Giudiziaria il controllo dei tabulati telefonici della zona in concomitanza dell’atto criminale che ha causato l’incendio».
Verso una revisione dei piani di prevenzione
Quanto accaduto servirà anche a rivedere e adeguare i piani di prevenzione e di intervento, alla luce delle difficoltà incontrate sul campo e delle caratteristiche assunte dal rogo.
Una fase che De Carolis considera fondamentale per rafforzare le misure a tutela di un territorio già più volte colpito dagli incendi.
«Si apre una fase molto importante che porterà ad un adeguamento dei piani di prevenzione e di intervento – ha concluso – fase che giudico determinante per reprimere un fenomeno preoccupante ed inaccettabile».
Gli approfondimenti si aggiungono alle attività investigative già avviate dopo il rogo che, alimentato dal caldo e dal vento, si era esteso per diversi chilometri, arrivando a minacciare anche abitazioni e strutture rurali sul versante della via Tuscolana.
Ora l’attenzione si concentra soprattutto sulla ricostruzione dei punti di innesco e sulla ricerca di elementi che possano consentire di dare un nome a chi ha provocato una ferita così pesante al territorio del Tuscolo.








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