Da Zagarolo a Roma, 12enne chiede aiuto con un gesto silenzioso: arrestato il compagno della madre
È riuscita a richiamare l’attenzione di due poliziotti senza pronunciare una parola, utilizzando il “Signal for Help”, il gesto internazionale con cui una persona può comunicare di essere in pericolo. È così che una ragazzina di 12 anni è riuscita a sottrarsi alle presunte violenze del compagno della madre, un uomo di 47 anni poi arrestato dalla Polizia.
La vicenda, riportata dal Corriere della Sera, si è consumata nel pomeriggio di venerdì 21 agosto, durante un tragitto iniziato a Zagarolo e terminato nella periferia orientale di Roma.
Secondo quanto ricostruito, il 47enne avrebbe preteso che la dodicenne lo accompagnasse fino a un negozio di telefonia situato in via di Rocca Cencia. Durante il viaggio, a bordo di un Suv, l’uomo avrebbe assunto comportamenti di natura sessuale nei confronti della minore, nonostante le sue proteste.
Il conducente sarebbe stato inoltre in evidente stato di alterazione dovuto all’alcol. All’interno del veicolo gli agenti avrebbero successivamente trovato diverse bottiglie vuote.
L’occasione per chiedere aiuto è arrivata quando l’uomo ha parcheggiato ed è entrato nel negozio. Due poliziotti del Distretto Casilino, impegnati intorno alle ore 17 in un servizio di controllo del territorio, hanno notato la ragazzina all’interno dell’automobile.
La dodicenne ha quindi mostrato loro il “Signal for Help”: il pollice viene ripiegato sul palmo della mano e poi coperto dalle altre dita. Un segnale discreto, nato per consentire alle vittime di violenza di chiedere soccorso anche quando non possono parlare liberamente.
Gli agenti hanno immediatamente compreso che qualcosa non andava e si sono avvicinati al veicolo. Una volta al sicuro, la ragazzina è scoppiata in lacrime e ha raccontato quanto sarebbe accaduto durante il viaggio.
Uno dei poliziotti è rimasto accanto alla minorenne per tranquillizzarla, mentre l’altro ha atteso l’uscita del 47enne dal negozio, impedendogli di allontanarsi. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il provvedimento e disposto la custodia cautelare in carcere: il 47enne è stato trasferito a Rebibbia.
La dodicenne è stata accompagnata in commissariato e ascoltata in forma protetta con l’assistenza di uno psicologo, nel rispetto delle procedure previste per le vittime minorenni.
Negli uffici di Polizia è arrivata anche la madre, che ha potuto riabbracciare la figlia. Agli investigatori la donna avrebbe riferito di avere subito a sua volta comportamenti violenti da parte del compagno, senza però trovare in precedenza il coraggio di denunciarlo per paura di possibili ritorsioni.
Il telefono cellulare dell’indagato è stato sequestrato e sarà sottoposto agli accertamenti necessari. Gli investigatori intendono verificare anche se possano essersi verificati altri episodi.
A consentire l’intervento della Polizia sono state la lucidità della dodicenne e la prontezza degli agenti nel riconoscere il suo gesto. Una vicenda drammatica che dimostra quanto possa essere importante conoscere e saper interpretare il “Signal for Help”, una richiesta silenziosa capace, in questo caso, di condurre la vittima verso la salvezza.



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