Un’automobile in panne lungo l’autostrada A1, due uomini visibilmente nervosi e quasi 40mila euro nascosti tra l’abitacolo e alcuni involucri abbandonati sotto il veicolo. È iniziato come un normale intervento di soccorso stradale quello che ha portato la Polizia di Stato a ricostruire una truffa ai danni di un anziano e ad arrestare due persone.
Nei giorni scorsi, la Sala operativa autostradale di Fiano Romano ha ricevuto la segnalazione di una Fiat Punto ferma nella corsia di emergenza dell’A1, all’altezza del chilometro 577, con due persone a bordo. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Sottosezione della Polizia Stradale di Roma Sud, intenzionati inizialmente a prestare assistenza agli occupanti del mezzo.
I due uomini, però, erano sprovvisti di documenti d’identità e avrebbero mostrato fin dai primi istanti un evidente nervosismo, insistendo affinché venisse chiamato rapidamente un carro attrezzi. Un atteggiamento che ha insospettito i poliziotti, inducendoli ad approfondire gli accertamenti.
Durante la perquisizione dell’automobile, gli agenti hanno trovato circa mille euro in contanti, accuratamente nascosti sotto il tappetino posteriore. Poco dopo hanno notato una busta colorata e due involucri realizzati con fogli di giornale sotto il veicolo: all’interno erano custodite altre mazzette di banconote, per un importo vicino ai 38mila euro.
Complessivamente, dunque, sono stati recuperati quasi 40mila euro. I due occupanti della Fiat Punto non sarebbero riusciti a fornire una spiegazione plausibile sulla provenienza del denaro, arrivando a sostenere che non fosse di loro proprietà.
A quel punto gli agenti hanno ipotizzato che la somma potesse essere il provento di una truffa. Dall’insolito ritrovamento è partita un’attenta attività investigativa, condotta dagli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Roma Sud insieme al personale del Distaccamento Polizia Stradale di Albano e del Reparto Volanti della Questura di Roma. Con il coordinamento delle sale operative, i poliziotti sono riusciti a ricostruire la provenienza del denaro e a identificare la vittima.
Un elemento decisivo è emerso dal telefono cellulare di uno dei fermati. Nel dispositivo è stata trovata una fotografia che ritraeva uno dei due uomini mentre teneva tra le mani il denaro. A renderlo riconoscibile sarebbe stato anche un tatuaggio ben visibile nell’immagine.
Le indagini hanno così consentito di risalire alla vittima: un romano di 90 anni che, poco prima, era stato contattato telefonicamente da alcune persone presentatesi falsamente come appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Utilizzando il consueto espediente del familiare coinvolto in gravi problemi e bisognoso di denaro, i truffatori sarebbero riusciti a convincere l’anziano a consegnare tutti i contanti custoditi in casa.
Il successivo riconoscimento fotografico compiuto dalla vittima e dal portiere dello stabile avrebbe permesso agli investigatori di chiudere il cerchio. L’intera somma recuperata è stata restituita al novantenne.
I due uomini sono stati arrestati e messi a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Dopo la convalida dell’arresto e il giudizio per direttissima, per uno è stato disposto l’obbligo di firma, mentre per l’altro è scattato l’obbligo di dimora.
Come precisato dalla Polizia di Stato, gli elementi descritti si riferiscono alla fase delle indagini preliminari. Per gli indagati vale pertanto il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile.



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