Proseguono le polemiche relative alla sperimentazione del senso unico in via della Pedica, a Grottaferrata. Dopo i numerosi disagi segnalati dai residenti nel corso delle prime settimane dall’introduzione della nuova viabilità, lunedì si è verificato un incidente tra due automobili e ieri ci sono stati dei problemi di viabilità con il camion della raccolta differenziata.
Una situazione che, dopo la raccolta firme avviata nelle scorse settimane da un comitato di residenti, sembra quindi non migliorare, con grande preoccupazione da parte di chi vive nella via e nei quartieri limitrofi pensando all’imminente riapertura delle scuole. Sta dunque proseguendo con grande impegno la raccolta firme per revocare con urgenza gli atti amministrativi alla base della modifica alla viabilità e l’obiettivo, dopo aver superato le 500 adesioni, è ora quello di arrivare a 600 firme, per rafforzare la richiesta di confronto con l’Amministrazione comunale e riportare al centro del dibattito le esigenze dei residenti.
Tra le principali contestazioni, lo ricordiamo, c’è innanzitutto quella relativa alla necessità del nuovo senso unico. Secondo i promotori della raccolta firme, Via della Pedica è stata utilizzata a doppio senso di marcia per oltre 40 anni e la realizzazione del nuovo marciapiede non avrebbe modificato in maniera sostanziale la carreggiata utile.
Da qui la domanda posta dai residenti: quale sarebbe la necessità concreta che ha portato all’introduzione del nuovo assetto viario? A questa si aggiunge una seconda questione, quella legata all’aumento del traffico. L’impossibilità di svoltare su Via XXIV Maggio obbligherebbe infatti il traffico in uscita da Via della Pedica a riversarsi prevalentemente su Via Anagnina, una strada che, soprattutto nelle ore di punta, è già interessata da forti flussi di veicoli.
Uno degli aspetti evidenziati con maggiore forza nella petizione riguarda l’allungamento dei percorsi. Per alcuni residenti, infatti, il nuovo senso unico comporterebbe circa 3,5 chilometri in più per ogni uscita. Un disagio che, secondo i promotori, potrebbe diventare particolarmente evidente negli orari di punta, quando il traffico su Via Anagnina e Via XXIV Maggio tende a intensificarsi.
L’esempio indicato nella raccolta firme è quello di un residente dei civici 5, 7 o delle aree direttamente interessate dal nuovo senso unico che, per raggiungere Squarciarelli nelle ore mattutine, sarebbe costretto a compiere un percorso più lungo, affrontando anche le code sulle arterie principali. Il problema, sostengono i firmatari, non riguarderebbe soltanto i residenti della parte bassa della strada, ma anche quelli della parte alta di Via della Pedica.

La petizione pone inoltre l’attenzione sulla sicurezza stradale. Secondo i residenti, la presenza di un solo senso di marcia e la conseguente assenza di veicoli provenienti dalla direzione opposta potrebbero favorire una maggiore velocità da parte degli automobilisti. Una situazione che, sempre secondo i promotori, aumenterebbe i rischi soprattutto per pedoni e residenti, rendendo necessario valutare se l’attuale configurazione sia effettivamente la più sicura per la zona. Nel documento viene poi sollevata anche una questione ambientale. L’allungamento dei percorsi di circa 3,5 chilometri per ogni uscita significherebbe, secondo i firmatari, più chilometri percorsi complessivamente dai veicoli e quindi un possibile incremento delle emissioni di CO₂ e di altri inquinanti.
Per i residenti, dunque, la questione della viabilità non è soltanto un problema di comodità o di tempi di percorrenza, ma riguarda anche l’impatto che le nuove deviazioni possono avere sull’ambiente e sulla qualità dell’aria. Un altro elemento di forte preoccupazione riguarda il ritorno alla normale attività dopo il periodo estivo.
I tempi di attesa per immettersi su Via Anagnina, spiegano i promotori, sono già oggi rilevanti. Con la riapertura delle scuole e il conseguente aumento del traffico nelle ore mattutine, il timore è che l’attuale situazione possa trasformarsi in una congestione ancora più difficile da gestire. È proprio per questo che la raccolta firme punta a raggiungere rapidamente quota 600, nella convinzione che la questione debba essere affrontata prima che il traffico torni ai livelli ordinari del periodo scolastico.
Il messaggio è quindi chiaro: la raccolta firme vuole rappresentare la voce di famiglie intere che chiedono di rivedere l’attuale organizzazione della viabilità e di aprire, prima che si generi una situazione di caos, un confronto diretto con il Comune.


commenta