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Daniele Semprucci e Diletta Di Nuccio (Trek Mood) scalano il Kilimangiaro: dall’Himalaya al tetto dell’Africa

Daniele Semprucci e Diletta Di Nuccio sono partiti per scalare il Kilimangiaro. Il 1° settembre tenteranno di raggiungere Uhuru Peak a 5.895 metri

africa semprucci trek mood

Dalle montagne dell’Himalaya al punto più alto dell’Africa. È cominciata una nuova avventura per Daniele Semprucci e Diletta Di Nuccio, i due escursionisti dei Castelli Romani, anime del progetto Trek Mood, partiti mercoledì 26 agosto alla volta della Tanzania con un obiettivo ambizioso: raggiungere Uhuru Peak, la vetta del Kilimangiaro, a 5.895 metri di altitudine.

Dopo il Campo Base dell’Everest, raggiunto nel 2024, quello dell’Annapurna, conquistato nel novembre 2025, e il ritorno in Nepal dello scorso aprile per affrontare il Manaslu Circuit Trek, Daniele e Diletta hanno scelto di cambiare continente e misurarsi con una montagna profondamente diversa.

Questa volta non si fermeranno ai piedi di una grande vetta: il loro cammino, se le condizioni fisiche e meteorologiche lo consentiranno, li porterà fino alla sommità del massiccio più alto dell’Africa.

Anche in questa occasione Castelli Notizie resterà in collegamento con loro, raccontando le varie fasi della spedizione attraverso aggiornamenti, fotografie e testimonianze. Le prime immagini sono già arrivate dalla Tanzania e documentano l’inizio del cammino.

La partenza il 26 agosto e l’arrivo in Tanzania

La spedizione è iniziata nella mattinata di mercoledì 26 agosto con la partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino. Dopo uno scalo a Istanbul, il gruppo ha raggiunto in tarda serata il Kilimanjaro International Airport, per poi trasferirsi in pulmino a Moshi, città situata ai piedi della montagna.

Il viaggio, organizzato dal tour operator Viaggia con Carlo, durerà complessivamente nove giorni, dal 26 agosto al 3 settembre. Il cuore dell’esperienza sarà costituito da sette giornate consecutive di trekking, con pernottamenti in tenda nei campi allestiti lungo il percorso.

La via scelta è la Machame Route, conosciuta anche come “Whiskey Route”: uno degli itinerari più spettacolari e impegnativi per raggiungere la vetta del Kilimangiaro.

Il percorso attraversa ambienti completamente differenti, passando dalla vegetazione rigogliosa della foresta tropicale alle brughiere d’alta quota, fino alle aree semidesertiche, ai ghiaioni e ai paesaggi dominati da rocce, neve e ghiacciai.

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Il primo giorno di cammino fino a Machame Camp

Giovedì 27 agosto Daniele, Diletta e i loro compagni di viaggio hanno lasciato Moshi per raggiungere il Machame Gate, porta d’ingresso del Kilimanjaro National Park, situata a 1.790 metri.

Dopo le formalità necessarie è iniziata ufficialmente la salita. La prima tappa ha richiesto circa sei ore di cammino attraverso la foresta, lungo un percorso che in caso di pioggia può diventare particolarmente fangoso e scivoloso.

La giornata si è conclusa al Machame Camp, a 3.020 metri di quota, dove il gruppo ha trascorso la prima notte in tenda.

Un primo importante salto altimetrico, necessario per entrare nel ritmo della spedizione e iniziare il progressivo adattamento dell’organismo alla diminuzione dell’ossigeno.

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Oggi la salita verso Shira Camp

Oggi, venerdì 28 agosto, la spedizione sta affrontando la seconda tappa del trekking, da Machame Camp fino a Shira Camp, situato a 3.850 metri.

Sono previste circa cinque ore di cammino tra la foresta e la brughiera, con una sosta per il pranzo dopo le prime tre ore. Avvicinandosi al campo, il paesaggio cambia progressivamente e la mole del Kilimangiaro comincia a mostrarsi in tutta la sua imponenza, con le pareti rocciose e i ghiacciai sospesi.

Sarà un’altra giornata importante per l’acclimatamento, in vista delle quote più elevate e delle tappe più impegnative che attendono il gruppo.

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Il passaggio dalla Lava Tower e la Great Barranco Wall

Sabato 29 agosto Daniele e Diletta partiranno da Shira Camp per affrontare una delle giornate più lunghe dell’intero itinerario. Il percorso attraverserà un ambiente semidesertico e roccioso fino alla Lava Tower, richiedendo complessivamente circa otto ore.

Dopo la salita, il gruppo perderà nuovamente quota scendendo per circa 680 metri verso Barranco Camp, posto a 3.980 metri. Questa apparente deviazione è fondamentale per favorire l’adattamento: salire in alto e dormire più in basso è infatti una delle strategie più utilizzate per ridurre gli effetti dell’altitudine.

Dal campo sarà possibile osservare la Western Breach, la Breach Wall e il profilo della Great Barranco Wall, la grande parete che diventerà protagonista della tappa successiva.

Domenica 30 agosto il gruppo dovrà infatti affrontare proprio la Barranco Wall, una salita dall’aspetto impressionante ma considerata meno difficile di quanto appaia. Dopo aver raggiunto la zona inferiore del ghiacciaio Heim, il cammino proseguirà verso la Karanga Valley e il Karanga Camp, a 3.995 metri.

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L’avvicinamento alla vetta

Lunedì 31 agosto sarà la volta della tappa tra Karanga Camp e Barafu Camp, a 4.673 metri. Sarà una giornata relativamente breve, di circa tre ore, ma decisiva per preparare l’attacco alla cima.

Barafu è un campo esposto, roccioso e molto freddo durante la notte. A quel punto Daniele e Diletta si troveranno a soli 1.222 metri di dislivello dalla vetta.

Il riposo sarà breve: la salita finale inizierà infatti nel cuore della notte, quando il gruppo accenderà le lampade frontali e comincerà a risalire i ripidi ghiaioni in direzione di Stella Point.

Il 1° settembre l’attacco a Uhuru Peak

Il momento più atteso e difficile arriverà martedì 1° settembre. Da Barafu Camp saranno necessarie circa sette ore per raggiungere Uhuru Peak, a 5.895 metri, il punto geografico più elevato dell’intero continente africano.

Dal raggiungimento di Stella Point resteranno ancora circa due ore di cammino sulla neve prima di arrivare alla sommità.

Nonostante il Kilimangiaro non presenti particolari difficoltà alpinistiche o passaggi tecnici estremi, la salita alla vetta è molto impegnativa per la rapidità con cui si guadagna quota, per il freddo, la fatica accumulata e la rarefazione dell’ossigeno.

Nelle prime tappe le temperature diurne possono superare i 20-25 gradi, mentre all’alba sulla vetta il termometro può scendere fino a 20 gradi sotto zero.

Raggiunta la cima, il gruppo dovrà affrontare una lunghissima discesa: prima il ritorno a Barafu Camp e successivamente il cammino verso Mweka Camp, a 3.080 metri. Tra salita e discesa, la giornata richiederà complessivamente circa 13 ore di movimento.

Il ritorno a Moshi e poi in Italia

Mercoledì 2 settembre l’ultima tappa a piedi porterà il gruppo da Mweka Camp fino al Mweka Gate, a 1.649 metri, attraverso una discesa di circa tre ore.

Qui, una volta completato il percorso, i partecipanti riceveranno il certificato relativo alla salita e torneranno a Moshi per il meritato riposo.

La partenza per l’Italia è prevista nella notte tra il 2 e il 3 settembre. Dopo un nuovo scalo a Istanbul, Daniele e Diletta dovrebbero rientrare a Roma nel pomeriggio del 3 settembre.

Una nuova montagna, la stessa ricerca

Il Kilimangiaro rappresenta una sfida diversa rispetto alle precedenti esperienze vissute da Daniele e Diletta. L’Everest e l’Annapurna li avevano condotti fino ai rispettivi campi base, mentre il Manaslu Circuit li aveva riportati nella dimensione più autentica dei villaggi e dei valichi himalayani.

In Tanzania il traguardo sarà invece una vera vetta, raggiunta dopo giorni trascorsi in tenda, attraversando ecosistemi differenti e affrontando un’escursione termica estrema.

Resta però immutato lo spirito con il quale i due escursionisti dei Castelli Romani si avvicinano alle grandi montagne: non la semplice ricerca di una prestazione, ma il desiderio di attraversare luoghi capaci di mettere alla prova il corpo, ridimensionare le abitudini quotidiane e restituire valore alle cose essenziali.

Daniele Semprucci e Diletta Di Nuccio sull'Himalaya, con lo sguardo sull'Everest (FOTO)

Da oggi seguiremo la loro marcia verso Uhuru Peak, condividendo le immagini e gli aggiornamenti che riusciranno a inviarci dalle pendici del Kilimangiaro.

A Daniele e Diletta va il saluto di Castelli Notizie e di tutti i lettori che negli ultimi anni hanno seguito le loro avventure: buon cammino, ragazzi. Un passo dopo l’altro, verso il tetto dell’Africa.

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