Un sostegno concreto per affrontare bullismo, disagio giovanile, dipendenze, povertà educativa e dispersione scolastica direttamente nei luoghi in cui ragazze e ragazzi trascorrono gran parte delle proprie giornate. La Regione Lazio mette a disposizione 5 milioni di euro per rafforzare il servizio di psicologia scolastica e gli sportelli di ascolto negli istituti del territorio.
Una misura che interessa direttamente anche le scuole dei Castelli Romani, che potranno accedere ai contributi e attivare nuovi presidi psicologici o potenziare quelli già presenti.
L’avviso, finanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), dà attuazione alla legge regionale 3/2026 sul Servizio di psicologia scolastica. Le candidature potranno essere presentate dalle ore 9 del 22 settembre alle ore 17 del 6 novembre 2026.
Psicologi e sportelli di ascolto direttamente nelle scuole
Potranno partecipare le istituzioni scolastiche statali e paritarie, dalle primarie alle secondarie di primo e secondo grado, oltre agli istituti formativi del sistema IeFP.
I fondi serviranno all’attivazione o al rafforzamento di presidi con professionisti psicologi, chiamati non soltanto a intervenire quando una situazione di disagio è già emersa, ma soprattutto a svolgere un’importante funzione di prevenzione.
Tra le attività finanziabili figurano gli sportelli di ascolto, il contrasto alle dipendenze, la prevenzione dei comportamenti a rischio per la salute psicologica, il supporto nelle situazioni di insuccesso formativo e povertà educativa, gli interventi contro la dispersione scolastica e il disagio relazionale e la gestione di eventuali situazioni di emergenza.
Un ambito che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nella quotidianità delle scuole, alle prese con nuove fragilità che coinvolgono non soltanto gli studenti, ma anche famiglie, docenti, dirigenti e personale.
«Si tratta di un avviso a cui teniamo particolarmente perché contribuirà in modo strutturale allo sviluppo degli studenti, supportando le istituzioni scolastiche e le famiglie», ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica Alessandro Calvi.
L’obiettivo, ha evidenziato Calvi, è «prevenire e contrastare i fenomeni di abbandono e di dispersione scolastica, di bullismo e di disagio giovanile che purtroppo caratterizzano una quotidianità sempre più fragile».
L’assessore ha ringraziato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il consigliere regionale di Forza Italia Cosmo Mitrano, promotore della legge, e la struttura regionale che ha lavorato all’attuazione del provvedimento.
Dalla Regione Lazio un investimento strutturale sulla prevenzione
La scelta di destinare 5 milioni di euro al progetto dà alla psicologia scolastica una dimensione più strutturale, andando oltre la logica degli interventi occasionali o emergenziali.
La misura rientra in una più ampia impostazione della Regione Lazio che punta a utilizzare la programmazione delle risorse per finanziare servizi con ricadute dirette sui territori. In questo quadro assume un ruolo centrale anche il lavoro dell’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione economica Giancarlo Righini, impegnato sul fronte della programmazione e della sostenibilità finanziaria delle politiche regionali, elemento decisivo per trasformare gli indirizzi amministrativi in interventi concretamente attuabili.
Nel caso della psicologia scolastica, l’obiettivo dichiarato è infatti quello di rendere il professionista una presenza inserita nella vita della comunità educativa e non una figura chiamata in causa esclusivamente quando un problema è ormai conclamato.
«Stiamo lavorando per dare attuazione ad ogni aspetto previsto dalla legge regionale», ha concluso Calvi, sottolineando il principio di un sostegno psicologico nella scuola «non finalizzato a un intervento esclusivamente riparatorio», ma considerato come uno strumento di prevenzione, promozione del benessere e sostegno all’intera comunità scolastica.
Per gli istituti dei Castelli Romani si apre quindi una finestra importante: dal 22 settembre al 6 novembre sarà possibile candidarsi per ottenere le risorse e portare, o rafforzare, nelle scuole un servizio che può rappresentare un presidio essenziale soprattutto per gli studenti più giovani e vulnerabili.



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