Grottaferrata questa mattina ha offerto a turisti e cittadini un vero e proprio viaggio nel passato tra suoni, colori, arte e tradizione, costumi d’epoca e la rappresentazione di come si viveva un tempo, con l’evento “Ce Steva ‘Na Vota”.
Ha così preso il via la tradizionale Rievocazione storica della Fiera di Grottaferrata che per cinque giorni (5, 6 e poi dall’11 al 13 settembre) nel Fossato nell’Abbazia, offrirà spaccati di storia e tradizione, antichi mestieri e sapori di una volta tra musiche, danze e momenti di convivialità.
Un corteo in costume che ha ricreato atmosfere del passato con gli Sbandieratori ed i Musici dei 7 Rioni Storici di Carpineto Romano e l’Associazione Borgo Ghetto APS di Monte Compatri, uscendo dall’area dell’Abbazia di San Nilo, ha sfilato lungo Corso del Popolo tra gli sguardi incantanti dei presenti, deliziati dalle musiche ed affascinati dagli sventolii e lanci dei vessilli.
L’antica arte degli sbandieratori che ha origine alla fine del XIV secolo in Italia e in Europa con scopi squisitamente militari. Il vessillifero o “alfiere” usava infatti, la bandiera sui campi di battaglia come punto di riferimento visivo e comunicativo per trasferire ordini tattici alle truppe tramite movimenti e lanci codificati.
Quello sventolio con il lancio dei vessilli che segnalava manovre, attacchi o ritirate in mezzo al disordine dei combattimenti, era anche un simbolo di onore. Perdere la bandiera equivaleva infatti al massimo disonore. Gli alfieri erano tenuti a difenderla con la vita o passarsela agilmente tra loro pur di metterla in salvo. Dalla funzione militare all’evoluzione acrobatica. Negli allenamenti e nei tornei cavallereschi medievali, gli alfieri iniziarono a compiere movimenti sempre più complessi, agili e spettacolari per dimostrare al tempo stesso abilità e coraggio.
Perse infine, le funzioni belliche, l’uso della bandiera si è trasformato in un’arte di spettacolo ed in una tradizione folkloristica diffusa in tutto il territorio nazionale, di cui Grottaferrata questa mattina ha goduto pienamente. Un’esibizione emozionate ed arricchente ha catturato nella piazza del centro, l’attenzione per più di mezz’ora dei numerosi presenti, tra i quali diversi bambini, visibilmente divertiti e che, nonostante i 35° di questa rovente ed interminabile estate, hanno evidentemente apprezzato.
Una volta raggiunto il Fossato, il Sub Commissario, Dott. Raffaele Manzo, in rappresentanza del Commissario, il Prefetto Filippo Santarelli, che non ha mancato di portare i suoi saluti, ha lodato gli organizzatori per la folkloristica e significativa iniziativa, ricordando l’origine del mercato che si concentrava proprio alle pendici dell’Abbazia e che, con il tempo e le trasformazioni storiche ha dato vita alla Fiera di Grottaferrata, la campionaria conosciuta a livello europeo che si caratterizza per essere l’appuntamento clou di Grottaferrata che diviene in quella settimana, precedente la S. Pasqua, un punto di incontro culturale, commerciale, economico ed espositivo di tanti imprenditori italiani e non solo.
“Ancora una riflessione – ha poi continuato – su come la società moderna abbia perso il senso della convivialità e dell’incontro, frequentando per motivi di mero approvvigionamento, neutri ed asettici supermercati dove spesso ci si sente spersi e soli.” Ha plaudito all’iniziativa partecipata e coinvolgente della mattina che “stigmatizza l’identità del luogo e rappresenta un importante momento di incontro e di confronto.”
La Presidente dell’Associazione de “Ce Steva ‘Na vota”, Roberta D’Eramo ha ringraziato il Commissario ed il Dott. Manzo per la presenza e per la collaborazione del Comune, ma anche le Forze dell’Ordine, i volontari appassionati ed impegnati che ogni anno curano l’iniziativa, i Comitati di Quartiere, le Associazioni ed i cittadini ed ha ricordato la compianta Marina Lucci.
“Gioia e condivisione all’ombra della Madre di Dio hanno dall’anno 1000 d.C. caratterizzato questo luogo di incontro e di scambio, non solo commerciale”. Con queste parole, i monaci dell’Abbazia, Padre Arsenio e Padre Pietro hanno benedetto i presenti e l’iniziativa, pregando per la sua buona riuscita e perché lo spirito ispiratore di incontro, condivisione e confronto non venga mai meno.
Il tradizionale taglio del nastro ha ufficialmente aperto l’edizione 2026 de “Ce Steva’Na vota” ed il folto pubblico ha potuto affollare il fossato e godere degli oggetti esposti e magari trattenersi a pranzo per degustare i sapori tramandati dalla tradizione.
Il programma dell’evento si articolerà anche nella giornata di domani, domenica 6, per poi tornare ad accogliere i visitatori anche venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre 2026.







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