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Italia in estasi per Kimi Antonelli: il trionfo dell’italiano a Monza fa esultare anche i tifosi Ferrari

kimi antonelli

Nel giorno più amaro per la Ferrari, Monza ha trovato comunque un italiano da applaudire. Andrea Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio d’Italia di Formula 1 con una rimonta straordinaria dal fondo della griglia e, sotto il podio, anche il popolo della Rossa si è alzato in piedi per celebrare il giovane talento bolognese.

Una vittoria che va molto oltre i 25 punti conquistati in classifica. Perché vincere a Monza è speciale per chiunque, ma farlo da pilota italiano, davanti a decine di migliaia di tifosi italiani e dopo essere partito dalla 19ª posizione, significa entrare direttamente nella storia.

Antonelli, 20 anni compiuti da pochi giorni, ha regalato all’Italia un successo nel Gran Premio di casa che mancava da 60 anni. L’ultimo italiano a riuscirci era stato Ludovico Scarfiotti nel 1966.

E forse l’immagine più bella di questa domenica 6 settembre non è neppure quella della Mercedes numero 12 che passa sotto la bandiera a scacchi.

È quella di Monza che si alza in piedi per Kimi.

La delusione Ferrari e l’applauso per Antonelli

Il pubblico arrivato all’Autodromo Nazionale sperava naturalmente nella Ferrari. Il rosso aveva invaso ancora una volta tribune, prati e rettilinei del Tempio della Velocità.

Ma la domenica della Scuderia di Maranello si è trasformata presto in una giornata difficile.

Charles Leclerc è uscito di scena già al secondo giro, protagonista di un violento incidente alla Parabolica che ha determinato l’esposizione della bandiera rossa. Il pilota monegasco è fortunatamente uscito dalla vettura senza conseguenze fisiche.

Lewis Hamilton, dall’altra parte del box Ferrari, non è riuscito a inserirsi nella lotta per la vittoria.

Eppure, quando Antonelli ha completato la sua incredibile rimonta, anche tanti tifosi vestiti di rosso hanno dimenticato per qualche istante la delusione.

Si sono alzati. Hanno applaudito.

Perché quella che stava passando davanti ai loro occhi non era soltanto una Mercedes. Dentro quella monoposto c’era un ragazzo italiano che sta facendo qualcosa che la Formula 1 del nostro Paese non vedeva da generazioni.

Dal fondo della griglia alla vittoria

Antonelli aveva qualificato la sua Mercedes al settimo posto, ma le penalità legate alla sostituzione di componenti della power unit lo avevano costretto a partire dal fondo dello schieramento.

Alla vigilia sembrava una gara da limitazione dei danni. È diventata una delle più grandi giornate della sua ancora giovanissima carriera.

Partito 19°, Antonelli ha iniziato una rimonta impressionante. Sorpasso dopo sorpasso, grazie a un ritmo elevatissimo e a una strategia efficace, ha raggiunto le posizioni di testa.

Poi il momento decisivo. A tre giri dalla conclusione ha raggiunto e superato il compagno di squadra George Russell, andando a prendersi una vittoria che sembrava impossibile soltanto poche ore prima.

Antonelli ha così completato una delle rimonte più spettacolari della Formula 1 recente proprio nel luogo in cui ogni pilota italiano sogna di vincere almeno una volta.

kimi antonelli

Il primo italiano a vincere Monza dopo 60 anni

Era dal 1966 che un pilota italiano non conquistava il Gran Premio d’Italia.

Sessant’anni. Un’attesa lunghissima, interrotta da un ragazzo che ancora non aveva compiuto 20 anni quando questa stagione è iniziata e che oggi si trova a guidare il Mondiale di Formula 1.

Antonelli era arrivato a Monza già da leader della classifica iridata: il primo italiano a presentarsi al Gran Premio di casa al comando del Mondiale dal 1953.

Ora ha aggiunto un altro pezzo di storia.

La vittoria davanti al pubblico italiano.

Il cuore resta Ferrari, ma Kimi fa sognare l’Italia

La Formula 1 italiana vive da sempre un rapporto quasi indissolubile con la Ferrari. Monza ne è probabilmente la rappresentazione più evidente. Per tre giorni l’Autodromo diventa una distesa rossa e la Ferrari viene vissuta non soltanto come una squadra, ma come una nazionale.

Antonelli rappresenta però qualcosa di diverso.Non corre per Maranello. Guida una Mercedes. Eppure è italiano, è giovanissimo ed è ormai uno dei protagonisti assoluti del Mondiale. È per questo che, anche nel giorno della delusione Ferrari, tantissimi tifosi della Rossa hanno saputo riconoscere la grandezza di ciò che stava accadendo.

Si può continuare a sognare una Ferrari vincente e, contemporaneamente, applaudire un ragazzo italiano che sta riportando il Tricolore sul gradino più alto del podio.

A Monza è accaduto proprio questo. Per qualche minuto non sono esistiti ferraristi, mercedisti o tifosi delle altre squadre.

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