Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi, mercoledì 16 settembre 2026, il decreto legge che interviene sul bollo auto e moto, introducendo un’esenzione destinata a coinvolgere milioni di italiani. La novità è arrivata all’interno del provvedimento con le misure contro il caro carburanti e in materia fiscale approvato nel pomeriggio dal Governo.
La formula “abolizione del bollo”, rimbalzata nelle ultime ore, necessita però di alcune precisazioni. Non sparisce il bollo per qualsiasi automobile e per qualsiasi proprietario: per le auto è stata fissata una soglia di potenza, l’agevolazione riguarda un solo veicolo per persona e, soprattutto, il testo della bozza circolato oggi fa riferimento ai pagamenti in scadenza nel corso del 2027.
Bollo auto: chi non lo pagherà nel 2027
Per le autovetture il limite individuato è di 80 kW, equivalenti a circa 109 cavalli. Il beneficio, secondo la formulazione del decreto circolata nelle ultime ore, riguarda le vetture alimentate a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, quindi comprese le ibride che rientrano nei requisiti previsti.
Per controllare la potenza della propria vettura è sufficiente verificare la carta di circolazione: il dato espresso in kW è riportato al campo P.2.
La soglia degli 80 kW comprende numerose city car, utilitarie e alcune versioni di modelli di segmento superiore. Restano invece fuori dalla nuova agevolazione le auto che superano questa potenza.
Secondo quanto comunicato dopo il Consiglio dei Ministri, la misura coinvolgerebbe oltre il 70% delle automobili attualmente in circolazione e, insieme alle due ruote, una platea complessiva stimata in circa 14,5 milioni di veicoli.
Una sola esenzione per ogni proprietario
Un altro punto fondamentale riguarda chi possiede più mezzi. L’esenzione non si moltiplica in base al numero di veicoli posseduti: è previsto un solo veicolo agevolato per ciascuna persona fisica.
Nel caso in cui un contribuente possieda più automobili che rispettano il limite degli 80 kW, la bozza prevede che l’esenzione venga applicata alla vettura con la potenza più bassa. Se due auto hanno la stessa potenza, viene privilegiata quella per la quale sarebbe dovuto l’importo del bollo meno elevato.
La bozza fa inoltre riferimento a un veicolo regolarmente assicurato.
Cosa succede per moto e ciclomotori
L’intervento riguarda anche motocicli e ciclomotori. Secondo il testo circolato oggi, l’agevolazione per le due ruote si applica però nel rispetto del principio di una sola esenzione per contribuente: chi dispone già di un’automobile agevolabile fino a 80 kW non può cumulare il beneficio anche su una moto.
È quindi importante non interpretare l’annuncio come un’esenzione contemporanea per auto e moto intestate alla stessa persona. Il meccanismo è costruito attorno a una sola agevolazione individuale.
Quando scatterà lo stop al bollo
Il testo della bozza esaminato oggi stabilisce che l’esenzione si applichi ai versamenti della tassa automobilistica il cui termine ordinario di pagamento cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Questo significa che per le scadenze del 2026 non cambia nulla e il bollo eventualmente dovuto quest’anno deve continuare a essere pagato secondo le regole attuali.
C’è però un aspetto che dovrà essere chiarito dal testo definitivo. Nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni ha parlato di abolizione “in modo strutturale” del bollo per le auto di piccola e media potenza. La bozza del decreto resa nota nelle ore precedenti, invece, circoscrive espressamente l’esenzione ai versamenti con scadenza nel 2027.
È dunque questo uno dei punti da verificare nella versione definitiva del decreto: se l’esenzione resterà limitata al solo 2027 oppure se saranno previste disposizioni destinate a renderla permanente anche negli anni successivi.
Quanto costa la misura e cosa succede alle Regioni
Il bollo auto è una delle principali entrate tributarie regionali. La bozza del decreto quantifica in circa 2,362 miliardi di euro l’onere complessivo dell’intervento per il 2027 e prevede 2,2935 miliardi di euro di trasferimenti per compensare la riduzione del gettito delle Regioni e delle Province autonome.
Gli importi spettanti ai singoli territori dovrebbero essere determinati entro il 31 marzo 2027 con un decreto del Ministero dell’Economia.
Anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, dopo il Cdm, ha riferito di aver ricevuto dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti rassicurazioni sul fatto che il mancato gettito regionale sarà coperto attraverso trasferimenti statali.
Meloni: “Cancelliamo una delle tasse più odiate dagli italiani”
Ad annunciare la misura è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che dopo il via libera del Governo ha dichiarato: “Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani”.
La premier ha spiegato che l’intervento è stato pensato soprattutto per le vetture di piccola e media potenza utilizzate quotidianamente e ha collegato la decisione alla politica di riduzione della pressione fiscale perseguita dall’esecutivo.
Il decreto approvato oggi contiene anche la proroga del taglio delle accise sul gasolio fino al 5 ottobre, con una riduzione progressiva dello sconto nelle prossime settimane.
Ora l’attenzione si sposta sul testo definitivo del decreto legge e sulla sua pubblicazione, passaggi che permetteranno di avere il quadro completo delle modalità applicative e soprattutto di chiarire il nodo della durata dell’esenzione oltre il 2027.



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