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Donazione degli organi, quella domanda all’Anagrafe che può cambiare tutto: cosa succede quando rinnovi la carta d’identità

Al rinnovo della carta d’identità puoi dire sì o no alla donazione di organi e tessuti oppure non esprimerti. Ecco cosa prevede davvero la legge italiana

Donazione organi

Capita spesso quasi distrattamente. Si va in Comune per rinnovare la carta d’identità, si consegnano i documenti, si firma qualche modulo e, a un certo punto, arriva una domanda molto diversa dalle altre: vuoi esprimere la tua volontà sulla donazione di organi e tessuti?

È una domanda che dura pochi secondi, ma riguarda una scelta che può avere conseguenze enormi. A ricordarlo è anche la locandina “Una scelta in Comune”, promossa nell’ambito delle attività informative del Centro Nazionale Trapianti, che spiega ai cittadini come dichiarare la propria volontà.

In Italia ogni cittadino maggiorenne, al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità, può infatti scegliere di dichiarare il proprio consenso alla donazione, il proprio dissenso, oppure decidere di non esprimersi. La dichiarazione eventualmente resa all’ufficio anagrafe viene registrata nel Sistema Informativo Trapianti, consultabile dai medici in caso di potenziale donazione.

Dire “sì”, dire “no” oppure non scegliere

Un aspetto importante, e non sempre conosciuto, è che nessuno è obbligato a dichiararsi donatore.

Al cittadino maggiorenne vengono offerte tre possibilità. Può acconsentire alla donazione di organi e tessuti dopo la morte, può dichiarare espressamente il proprio dissenso oppure può scegliere di non esprimersi. In quest’ultimo caso non viene registrata alcuna dichiarazione.

Ed è proprio qui che emerge uno dei punti sui quali esiste ancora molta confusione: in Italia il silenzio-assenso non è attualmente applicato. La legge del 1999 lo aveva previsto, ma il meccanismo non è mai entrato concretamente in funzione.

Se una persona muore senza avere mai espresso una volontà, in presenza delle condizioni per una possibile donazione vengono quindi interpellati i familiari aventi diritto e il prelievo può avvenire soltanto se questi non si oppongono.

Una scelta che si può cambiare

Altro elemento fondamentale: non è una decisione irreversibile.

Chi ha dichiarato un “sì” può successivamente cambiare idea, così come chi aveva espresso un “no”. Ai fini di un’eventuale donazione, viene presa in considerazione l’ultima dichiarazione resa in ordine di tempo.

Non bisogna quindi attendere necessariamente il successivo rinnovo della carta d’identità.

Non solo in Comune: ecco gli altri modi

La dichiarazione resa all’Anagrafe è soltanto una delle modalità previste. È possibile manifestare la propria volontà anche presso la propria ASL, attraverso AIDO, con il tesserino del Centro Nazionale Trapianti o del Ministero della Salute, oppure scrivendo la propria volontà su un foglio con dati personali, data e firma e conservandolo tra i propri documenti.

Le dichiarazioni registrate attraverso Comune, ASL e AIDO confluiscono nel Sistema Informativo Trapianti.

Perché parlarne prima può fare la differenza

C’è poi un gesto apparentemente semplice che può evitare dubbi in uno dei momenti più difficili per una famiglia: parlare della propria decisione con le persone più vicine.

La donazione degli organi è infatti uno di quei temi ai quali molti preferiscono non pensare finché non vengono posti davanti alla domanda. Eppure dichiarare chiaramente la propria volontà significa lasciare una risposta precisa, qualunque essa sia.

Il Centro Nazionale Trapianti sottolinea che l’espressione della volontà deve essere una scelta libera e consapevole e che, per il cittadino, si tratta di un diritto e non di un obbligo.

Una firma effettuata in pochi minuti davanti allo sportello dell’Anagrafe può quindi evitare che una decisione tanto personale debba essere affrontata dai familiari nel momento più doloroso.

Ed è forse proprio questo il senso più profondo della scritta impressa sulla locandina: “Una scelta in Comune”. Una scelta personale, che però può riguardare molte altre vite.

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