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Frascati – “Castelli Romani, Castelli Domani”: presentata la candidatura dei 17 Comuni a Capitale italiana della Cultura 2029 fotogallery

Per la prima volta nella loro storia i 17 Comuni dei Castelli Romani si presentano uniti per concorrere al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029.

Frascati - A Villa Falconieri presentata la candidatura dei Castelli Romani a capitale della Cultura italiana 2029

C’è un momento in cui un territorio decide di non limitarsi più a raccontare la propria storia, ma di trasformarla in una visione condivisa del futuro. Per i Castelli Romani, quel momento è arrivato. Nella straordinaria atmosfera di Villa Falconieri a Frascati, sede dell’Accademia Vivarium Novum, guidata dal prof. Luigi Miraglia, è stato presentato oggi il dossier della candidatura dei Castelli Romani a Capitale Italiana della Cultura 2029.

Una candidatura che porta con sé un nome destinato a sintetizzarne lo spirito e l’ambizione: Castelli Romani Castelli domani. Per la prima volta nella loro storia, i 17 Comuni dei Castelli Romani si presentano insieme, uniti in una candidatura che nasce dalla volontà di trasformare la straordinaria ricchezza di un territorio in un grande progetto culturale comune. Una scelta storica, maturata all’unanimità nell’Assemblea dei Sindaci del Consorzio Sistema Castelli Romani, che ha sancito la volontà di affrontare insieme una sfida di respiro nazionale. Non diciassette candidature, dunque, ma una sola candidatura. “Non diciassette racconti separati – ha detto Giuseppe De Righi –  ma una storia comune che parla del passato, del presente e del futuro degli oltre 350mila abitanti che vivono su questo meraviglioso territorio e che insieme rappresentano la nona città d’Italia, una città come Bologna o Firenze. Non una semplice somma di eccellenze, ma un insieme di peculiarità che scelgono di riconoscersi come sistema.  Se entriamo in quest’ottica possiamo dire che facciamo massa critica sufficiente per trovare la giusta attenzione da parte dei media a livello nazionali e degli interlocutori che dovranno prendere alcune decisioni importanti rispetto a questa candidatura”.

Castelli Romani, terre vulcaniche fertilissime, paesaggi straordinari, borghi storici, scorci incantati, laghi, boschi, tradizioni millenarie e luoghi che nei secoli hanno accolto papi, principi e re. Una terra la cui storia affonda le proprie radici in un’epoca che precede persino la fondazione di Roma e che conserva un patrimonio mitico, archeologico e culturale di straordinaria rilevanza. È da questa consapevolezza che prende forma Castelli Romani Castelli Domani: “un progetto che parte dalle origini per godere del presente e immaginare il futuro”, come ha sottolineato il direttore del Sistema Castelli Romani, Giacomo Tortorici.

La candidatura, coordinata dal Sistema Castelli Romani, insieme alla Fondazione Cultura Castelli Romani e alla DMO Castelli Romani,  si fonda su un ampio partenariato scientifico istituzionale che comprende i Musei Vaticani, il Museo delle Navi di Nemi, Frascati Scienza, il CNR, INFN, ENEA, INGV, ESA ESRIN, INAF, l’Università di Tor Vergata, fondazioni territoriali e la Fondazione Ecosistemi. E poi ancora banche, associazioni di categoria e partner istituzionali. Un sistema nel quale cultura e ricerca, turismo e innovazione, patrimonio e sviluppo dialogano all’interno di una strategia condivisa supportata da un comitato di nomi eccellenti, guidato dal Premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi.

 

La scelta di Villa Falconieri per ospitare la presentazione di oggi non avrebbe potuto essere più evocativa. Uno dei luoghi simbolo della cultura dei Castelli Romani ha accolto sindaci, rappresentanti istituzionali e politici, amministratori, operatori culturali, rappresentanti del mondo della ricerca, bibliotecari e protagonisti del sistema turistico.

A fare gli onori di casa è stata la sindaca di Frascati, Francesca Sbardella, con il discorso di apertura nel quale ha sottolineato con orgoglio le peculiarità di un “territorio che ha tutte le carte in regola per vincere una sfida così importante come quella di diventare Capitale Italiana della Cultura. Siamo in grado di esprimere le migliori eccellenze del nostro sistema Paese – ha detto –  e oggi siamo qui a dimostrare che è importante farlo e farlo tutti insieme come territorio perché sappiamo di essere un unicum a livello mondiale, proprio questa accademia che oggi ci ospita ed è il Campus mondiale dell’umanesimo. Questa candidatura – ha detto rivolgendosi al prof. Miraglia – può rappresentare un tassello di quel sogno che continuiamo, nonostante tutto e a volte con difficoltà  a portare avanti”. Dopo i  saluti della sindaca è intervenuto il senatore Marco Silvestroni che ha ricordato ai sindaci presenti e gli operatori “l’importanza di affrontare questa sfida tutti insieme, come una rete di comuni e non come entità singole come solitamente avviene. Un territorio che ha tanto da raccontare e da offrire e che verrà sostenuto in ogni modo per raggiungere questo importante traguardo”.

A moderare l’incontro è stato Massimiliano Tommasi, che ha introdotto il presidente Giuseppe De Righi, ideatore e promotore dell’iniziativa, e il direttore del Sistema Castelli Romani, Giacomo Tortorici, che ha illustrato il dossier e le motivazioni alla base della candidatura. Presenti diversi sindaci dei Castelli Romani, assessori e rappresentanti delle amministrazioni; presenti la consigliera regionale Alessandra Zeppieri, la consigliera metropolitana Marta Elisa Bevilacqua, gli operatori culturali del territorio, una rappresentanza dei bibliotecari del Consorzio, la destination manager della DMO Castelli Romani Simona Ottaviani.

Decisamente arricchente l’intervento del professor Luigi Miraglia, guida visionaria dell’Accademia Vivarium Novum, che, nell’intento di esprimere un semplice saluto, ha donato alla platea una vera e propria lectio magistralis sui Castelli Romani come culla della civiltà mondiale. Miraglia ha accompagnato il pubblico attraverso un excursus che ha poeticamente raccontato la complessità di una terra che rappresenta un autentico unicum, dove storia, cultura, paesaggio, archeologia e tradizioni si intrecciano da millenni. Una riflessione che ha restituito ai presenti la consapevolezza di quanto profonda sia la storia di questo territorio e delle sue potenzialità rispetto alla capacità di generare futuro.

Uno dei pilastri della candidatura è infatti proprio la valorizzazione delle origini mitiche, storiche e archeologiche dei Castelli Romani, una storia che affonda le proprie radici in un tempo precedente alla stessa fondazione di Roma. È un patrimonio fatto di miti, antichi insediamenti, testimonianze archeologiche e stratificazioni culturali che raccontano come questo territorio sia stato, per millenni, crocevia di civiltà e la candidatura vuole riportare questa dimensione al centro della narrazione, proponendo i Castelli Romani non semplicemente come territorio alle porte della Capitale, ma come luogo dotato di una propria identità storica millenaria.

Ma i Castelli Romani sono anche natura, paesaggio e tradizioni. Le terre vulcaniche, i laghi, i boschi, i borghi storici, le ville, le residenze nobiliari e pontificie, insieme alle tradizioni enogastronomiche, costituiscono un patrimonio che vive ancora oggi nelle comunità. La candidatura mette quindi al centro anche la tutela e la valorizzazione del paesaggio, la promozione delle produzioni locali, della cultura del cibo e delle tradizioni popolari. Un patrimonio materiale e immateriale che diventa parte integrante di una strategia culturale più ampia. Perché la cultura, come ormai è noto, non è soltanto ciò che è custodito nei musei, ma è anche ciò che vive nelle piazze, nelle feste, nelle botteghe, nelle cucine, nei vigneti, nei boschi, nelle biblioteche e nelle comunità che ogni giorno si rinnovano.

Proprio in questo senso, la candidatura ha potuto contare su una grande tradizione che è quella dell’Infiorata genzanese: particolarmente significativo è stato il momento nel quale Giacomo Tortorici ha presentato il logo e la locandina del dossier realizzati non da moderni grafici ma dai maestri infioratori di Genzano, custodi di una tradizione artistica di straordinario valore che, per la prima volta dopo oltre 250 anni, hanno abbattuto ogni barriera e si sono riuniti realizzando  con un’opera che richiama i 17 Comuni e le loro peculiarità e che oggi viene  messa al servizio dell’intero territorio. Un simbolo potentissimo. Una tradizione antichissima che, invece di guardare soltanto al passato, viene utilizzata per raccontare il domani.

È l’essenza stessa di Castelli Romani Castelli Domani: la memoria che genera futuro e che merita di diventare Capitale di Cultura per l’intero Paese.

La candidatura, come ha sottolineato Tortorici,  non guarda però soltanto alla storia. Uno dei suoi elementi qualificanti è infatti la dimensione della ricerca, della scienza e dell’innovazione. Il progetto punta a valorizzare le eccellenze scientifiche presenti sul territorio e le relazioni con importanti istituzioni, tra cui ESA ESRIN, CNR, INAF e le università. È infatti questo un elemento decisivo della visione proposta: mettere in relazione il patrimonio storico e culturale con la ricerca contemporanea, dimostrando come un territorio dalla storia millenaria possa essere anche luogo di conoscenza, sperimentazione e innovazione, puntando all’inclusione e all’accessibilità È il passaggio ideale dai Castelli di ieri ai Castelli di domani.

Ecco allora che Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca Priora, Rocca di Papa e Velletri, realtà diverse per storia, dimensione, caratteristiche e vocazioni, ma unite da una geografia, una cultura e un patrimonio comune, si presenteranno al Paese con una voce sola. Una grande opportunità e una grande sfida davvero.

 

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