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LazioPerLaSalute, la prevenzione entra nello smartphone: l’app che aiuta a migliorare le proprie abitudini

LazioPerLaSalute

Mangiamo bene? Beviamo abbastanza acqua? Quanto ci muoviamo durante la giornata? E il sonno, l’alcol, il benessere psicofisico? Sono domande semplici, ma dalle risposte può dipendere una parte importante della nostra salute futura. È proprio dalla prevenzione e dagli stili di vita che parte “LazioPerLaSalute”, la nuova app ufficiale della Regione Lazio pensata per accompagnare i cittadini in un percorso quotidiano di maggiore attenzione al proprio benessere. Dopo una prima fase sperimentale, la pagina ufficiale di Salute Lazio aggiornata a settembre indica il servizio come rivolto agli assistiti delle ASL della Regione: dunque anche ai cittadini dei Castelli Romani e del territorio della ASL Roma 6 che possiedono i requisiti previsti.

L’idea di fondo è semplice: provare a intervenire prima che le cattive abitudini diventino un problema. L’app non nasce quindi per sostituire il medico e neppure per curare una patologia, ma come strumento di prevenzione primaria, capace di aiutare l’utente a conoscere meglio il proprio stile di vita e, quando necessario, a metterlo in collegamento con i servizi sanitari territoriali.

Come funziona

Dopo l’accesso tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica, il percorso comincia con alcuni questionari. In base alle informazioni inserite vengono individuate le aree sulle quali può essere utile concentrare maggiormente l’attenzione.

Sono sei, in particolare, le dimensioni del benessere prese in considerazione: movimento, alimentazione, idratazione, sonno, consumo di alcol e benessere psicofisico. L’utente può registrare le proprie abitudini e seguirne l’andamento nel tempo, ricevendo indicazioni personalizzate in base all’età, allo stile di vita e alle esigenze emerse. Le raccomandazioni, specifica la Regione, fanno riferimento alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle società medico-scientifiche italiane aderenti alla FISM.

Chi utilizza dispositivi compatibili può inoltre, previa autorizzazione, sincronizzare alcuni dati attraverso Apple Salute o Google Health Connect, evitando di dover inserire manualmente tutte le informazioni.

Dallo smartphone ai professionisti sul territorio

L’aspetto probabilmente più interessante è però il tentativo di non lasciare l’app confinata dentro lo smartphone. Con uno specifico consenso dell’utente, l’Infermiere di Famiglia e di Comunità della propria ASL può infatti consultare i dati relativi agli stili di vita monitorati e mettersi in contatto con il cittadino per fornire supporto, aiutare a comprendere le informazioni raccolte e suggerire azioni utili.

Un collegamento è previsto anche con il Numero Europeo Armonizzato 116117. Se l’utente ha prestato il proprio consenso e vengono inseriti parametri che richiedono un approfondimento, gli operatori possono contattarlo per orientarlo verso l’assistenza sanitaria non urgente più appropriata.

L’app può inoltre indirizzare verso la rete delle farmacie convenzionate per il rilevamento di alcuni parametri e consente di conoscere eventi, screening e iniziative organizzate dalla propria Azienda sanitaria.

La salute diventa una sfida quotidiana

C’è anche un elemento di “gamification”, cioè l’utilizzo di meccanismi tipici delle applicazioni sportive e dei giochi per incentivare la costanza. Attraverso i progressi compiuti è possibile accumulare punti e ottenere riconoscimenti e premi previsti dal progetto. L’obiettivo è trasformare comportamenti apparentemente banali – bere di più, muoversi con regolarità, dormire meglio – in piccoli traguardi da mantenere nel tempo.

Non è un’app per tutti: ecco i requisiti

C’è però un aspetto importante da conoscere prima di scaricarla. LazioPerLaSalute è pensata per una precisa fascia della popolazione: cittadini assistiti dal Servizio sanitario regionale di età compresa tra 18 e 74 anni che non presentino patologie croniche o pregresse rilevanti, non assumano regolarmente farmaci e non siano in gravidanza o nei sei mesi successivi al parto.

Una scelta coerente con la finalità dello strumento: lavorare soprattutto sulla prevenzione primaria e sugli stili di vita delle persone che non sono già inserite in percorsi di cura per condizioni rilevanti.

Privacy e dati sanitari

Quando si parla di un’app che raccoglie informazioni su salute e abitudini personali, la questione della privacy è inevitabile. La Regione Lazio dichiara che LazioPerLaSalute è stata progettata secondo i principi di “privacy by design” e “privacy by default”. I diversi livelli di condivisione sono inoltre subordinati a consensi specifici: uno per l’utilizzo dell’app, uno per l’eventuale acquisizione di dati dai dispositivi collegati, uno per consentire l’accesso all’Infermiere di Famiglia e uno per l’intervento del 116117 in presenza di parametri fuori soglia.

L’app è gratuita ed è disponibile sugli store Apple e Android. Sul Google Play Store lo sviluppatore indicato è LAZIOcrea e l’applicazione aveva già superato i 5mila download al momento dell’ultima rilevazione disponibile.

Attenzione a non confonderla col Fascicolo Sanitario

Il nome può generare qualche equivoco. LazioPerLaSalute non è l’app con cui consultare referti, prescrizioni e la propria storia clinica. Per queste funzioni il riferimento regionale resta il Fascicolo Sanitario Elettronico, accessibile attraverso il portale dedicato e l’app “Salute Lazio”. LazioPerLaSalute ha una missione differente: accompagnare il cittadino prima della malattia, stimolandolo a conoscere e, quando necessario, modificare le proprie abitudini.

Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante del progetto. Per anni la sanità digitale è stata associata soprattutto a prenotazioni, ricette e referti. Qui si prova a fare un passo ulteriore: utilizzare la tecnologia per portare la prevenzione nella quotidianità e creare, quando serve, un ponte tra la persona e quella sanità territoriale che con Case della Comunità e Infermieri di Famiglia è destinata ad avere un ruolo sempre maggiore.

Lo smartphone, naturalmente, non può garantire che mangeremo meglio, faremo una passeggiata in più o andremo a dormire prima. Ma può ricordarci quanto questi piccoli gesti contino. E, qualche volta, il primo passo per prendersi cura della propria salute è proprio cominciare a prestarci attenzione.

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